La retorica demenziale e perversa del M5s

La retorica demenziale e perversa

del M5s

 

 

La ragione si dà ai matti!” – Dicevano i nostri vecchi per giustificare l’impossibilità di comunicare con loro.

Nel mondo della politica, invece, i malati hanno sempre ragione perché hanno la forza di prevalere sui sani di mente.

Forse per questo, l’onorevole Di Maio, galvanizzato dal 30% di elettori che si dichiarano disposti a votare per il M5S, nella sua qualità di vicepresidente, si è permesso di fare alla Camera un discorso farneticante riassumibile nei seguenti termini:

•        “Il Governo attuale – ha pronosticato -  ha i mesi contati. Fra poco, grazie al Movimento, avremo in Italia “ un nuovo Rinascimento”.

•        “ Gentiloni non ha l’autorità necessaria per far dimettere un Ministro, Luca Lotti, neppure dopo “ le accuse gravissime” formulate dagli uomini del Movimento a proposito del caso Consip. Che se ne vada!”

•        Il governo in carica, a livello europeo, è conosciuto come il                  “ faccendiere dei potenti di turno e niente altro”. Quando mai, secondo lui, ha fatto gli interessi degli italiani in Europa?

•        Il governo Renzi/ Gentiloni è responsabile di aver fatto passare il Fiscal Compact , camicia di forza per l’economia italiana, le sanzioni alla Russia. Ha importato il Bolkestein e rinnovato il regolamento di Dublino che farà saltare    “ La pentola a pressione” degli immigrati.

•        Rivolgendosi al presidente Gentiloni ha chiesto che “ si vada a votare al più presto!”. “Se vuole lasciare il ricordo di un briciolo di giustizia – ha detto – dica ai suoi di approvare la nostra proposta sulle pensioni dei parlamentari. Poi chiuda la porta, spenga la luce e ci faccia andare al voto!”

L’onorevole Di Maio fonda tanta presunzione sul presupposto che la sua forza politica nella prossima legislatura sarà “tre volte più grande di quella attuale”.

A conferma del detto – “La ragione si dà ai matti” - il discorso di Di Maio alla Camera ha riscosso l’apprezzamento del suo gruppo. Non anche degli altri parlamentari.

Non si sa se il 30% degli elettori italiani sia d’accordo con lui quando dichiara di voler andare a votare al più presto possibile. Lui, però, sa già cosa pensano. Come Grillo decide “democraticamente” per tutti quanti loro.

In contemporanea sul tappeto rosso fornito da Bianca Berlinguer  (Rai – TV) l’onorevole Di Battista si è dichiarato certo che alle prossime elezioni il M5S guadagnerà una quota di voti sufficiente per governare il Paese da solo e, nel caso in cui questo evento non si dovesse verificare, si è detto che il Movimento sarà in grado di organizzare una maggioranza diversa, finalizzata ad ottenere l’approvazione delle più significative proposte di legge.

È inutile sottolineare la totale mancanza di senso di responsabilità contenute in una presa di posizione di questo genere. Per capirlo basterebbe ricordare la sollecitazione rivolta al Primo Ministro Gentiloni di dire “ ai suoi di approvare le nostre proposte di legge sulla pensione dei parlamentari e poi di spegnere le luci e andare alla voto”.

La dichiarazione è riportata fra virgolette perché esprime una concezione aberrante della democrazia. Essa è la stessa che consente a Beppe Grillo di comandare e agli altri di eseguire i suoi ordini. La figura retorica che prevede un Gentiloni dotato del potere di chiudere il Parlamento spegnendone le luci, per fortuna, non corrisponde alla realtà come è fuori da ogni regola democratica la possibilità che un Presidente del Consiglio possa mettere fine alla legislatura e licenziare a proprio piacere un ministro. In Italia vige ancora la democrazia, quella vera. Grazie al cielo c’è ancora qualcuno che ne conosce le regole e le rispetta.

È pur vero che l’onorevole Di Maio ha avuto l’ardire di affermare che dove non arriva utilmente la legge deve subentrare una concezione “ Politica” che si esprime attraverso la volontà del singolo e prescinde dalle regole della democrazia. Se così fosse sarebbe possibile, politicamente, mandare a casa la democrazia considerata nel suo insieme.

C’è Travaglio che ci sta provando ma, per fortuna, non sembra riuscirci. La sua testata costruisce scoop giornalistici su “ soffiate”, mai disinteressate, che pervengono illegalmente non si sa mai da dove né da chi. Definisce nei dettagli fatti prodotti dalla sua fantasia e rende credibili i propri racconti facendo ricorso a nomi di persone reali. Mette in scena processi e giunge a sentenza prima ancora che siano iniziati quelli veri. Emette condanne che, per ragioni politiche, i colpevoli dovrebbero subire e mettere in atto dando le dimissioni dai propri incarichi o dimissionando gli altri. Impreca contro la corruzione politica da cui pensa di difendersi e di difendere il Paese con i propri processi mediatici ed il suo giornalismo distruttivo.

“ I doveri politici” teorizzati dal M5S sono l’espressione di una volontà di potere capace di sacrificare qualsiasi tipo di logica e ogni forma di controllo democratico.

Quando si afferma, come fa il M5S, che si può governare il Paese organizzando maggioranze parlamentari diverse per ogni singolo provvedimento di legge o si è in malafede o si è andati giù di testa o ci si prende gioco di tutti quanti noi che siamo in buona fede. A quanto pare i suoi uomini vogliono farci credere che Beppe Grillo è un nuovo Messia, capace di moltiplicare i pani e pesci della nostra democrazia.

Proprio loro, i rappresentanti democratici del Movimento, che si sono specializzati a raccogliere voti facendo ostruzionismo in Parlamento, pretendono che l’elettore creda in un sistema parlamentare capace di organizzare secondo necessità una diversa maggioranza! Questo modo di procedere a zig-zag va bene nello slalom sciistico ma non nella vita di tutti i giorni e meno ancora in quella parlamentare.

Il nostro Governo, in questi giorni,sta svolgendo in Europa un importante ruolo internazionale e, in Parlamento, sta approvando leggi che possono portare a soluzione molti dei problemi esistenti. Ciò nondimeno il M5S chiede di chiudere il Parlamento e di andare alle urne. In questo momento si sente forte, molto forte, e vuole sfruttare sino in fondo i favori del vento per arrivare al traguardo di governare da solo il Paese.

A quanto pare in Italia c’è almeno il 30% di elettori che gli dà ragione. Non si sa esattamente su cosa gli dia ragione ma si dice disposto a votare per Beppe Grillo. Certamente non tutti sono d’accordo con l’annuncio di fare un referendum per uscire dall’euro o di schierarsi sulle posizioni di Putin. Comunque sono tanti, proprio tanti quelli che sembrano più propensi a dare ragione a se stessi e determinati a denunciare con il proprio voto i torti subiti e le iniquità esistenti nel mondo che li circonda. La loro volontà di dare voce alla protesta li porta a negare la totale inettitudine degli uomini del Movimento a governare il Paese e a dare soluzioni concrete ai loro bisogni. Tutto ciò avviene anche se le promesse fatte sono totalmente prive di fondamento e creano aspettative capaci di produrre ulteriori fratture sociali.

È la politica!” – Hanno già cominciato a dire gli uomini del Movimento per dare una giustificazione alle loro malefatte.

“ È la politica!” – Diranno quando il loro sistema rappresentativo basato su poche migliaia di iscritti costruirà sul 40% dei voti acquisiti alle elezioni il proprio potere di fare scempio delle nostre vite e di governare l’Italia come stanno facendo a Roma.

“ È la politica?” – Da quando la politica è diventata uno strumento di ordinaria follia, capace di consentire a pochi opportunisti, ignoranti e disonesti, di prendersi gioco dei molti elettori condannandoli a rimanere ignoranti, poveri ed indifesi?

In tutto quello che sta accadendo nel nostro sistema politico c’è qualcosa di perverso. In una certa misura preoccupano di più le decine di parlamentari Grillini che applaudono in malafede il loro leader, dei milioni di elettori che agiscono in buona fede e votano. Votano perché rifiutano la sola idea di essere ancora una volta traditi.

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