Urgenza poetica

ritratto di NOTTEDELLANGELO

 

 

 

 

La mia mano scivola piano

sulle alte spighe di grano…

 

…no, non va bene…

 

Il vento scivola lieve

sulle foglie ricoperte di neve…

 

…questa nemmeno…

 

La schiuma scivola veloce

sulle onde di corallo e noce…

 

…che c'entrano le noci…

 

La bruma scivola leggera

sul crinale in cima alla scogliera…

 

…ora basta!...

 

Tutto questo è atroce!

Non ho più battiti nel petto

non ho più voce

solo lapidi ai caduti

e un orologio senza minuti

conservato in un cassetto.

 

Ritraggo

il riso degl’occhi

 l’ira dei fiumi

ingenue contadine

con collane d’agrumi.

Dipingo da sempre il mare

con mescolanze rare.

Dipingo da sempre il sole

con poche

e semplici parole.

 

Mi nutro di tristezza perchè null’altro ha più sapore.

Il cuore circuito dall’amore

l’amore assediato dal timore

il timore confuso col dolore

il dolore annegato nel liquore.

 

Ho perduto la felicità

 nella casa d’un pescatore.

Bollendo seppie per ore

ho compreso che su spaghetti e sentimenti

il nero dei patimenti

è il più appropriato tra tutti i condimenti.

 

…assolate sere della festa patronale.

 

Finito!

Ce l’ho fatta anche questa volta

ho colto l’ultima rosa

ho abbandonato sull’altare la decima sposa

ho sviluppato per voi l’ennesima posa

ho composto l’ultima strofa.

 

 

Assolate sere

 

“La bruma autunnale, umida, distante e odorosa, scivola altera, senza un suono, sull’ingiallito crinale laddove la mia passion carnale più non rimembra d’esser stata sì tumida, lussureggiante e rigogliosa, due lune orsono, nelle assolate sere della festa patronale.”

 

-commento-

Quantunque incerta

Assolate sere

è metafora aperta

 audace e sofferta.

Bando alla predica

questa è urgenza poetica.

 

 

P.S.

E’ questione di pratica

non cascarci lettore.

L’urgenza è prostatica

non la faccio da ore.

 

 

 

 

 

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