La frantumazione politica fa male alla democrazia.

La frantumazione politica

fa male alla democrazia

 

La frantumazione del PD produce il risultato di consegnare il Paese in mano alla destra.

Ha ragione Veltroni quando afferma questo dato di fatto ed è allucinante l’esperienza di dover constatare che all’interno del PD ci sia gente capace di prenderne atto.

Per rendere la propria specificità ci sono politici che si espongono al rischio di essere spazzati via da uno tsunami che finirà per spazzare via il PD ma lascerà dietro di sé un autentico disastro.

Quando il PD sarà all’opposizione fare un’opposizione all’opposizione non avrà senso per nessuno. I fuoriusciti dal Partito cesseranno di esistere politicamente.

È incredibile che i vari D’Alema e Bersani, padri nobili del Partito, possano pensare di riformare la sinistra uscendo dal PD che ne costituisce il punto di riferimento centrale. Pensare di condizionarlo standosene al di fuori è semplice follia.

Se avessero voluto fare qualcosa di utile al Paese avrebbero dovuto continuare a combattere tra le sue fila. Averlo abbandonato nel momento del bisogno è un atto di tradimento nei confronti degli elettori.

La memoria di quanto è avvenuto con i vari Bertinotti e i voti  che hanno fatto saltare il governo Prodi e consegnato il governo del Paese nelle mani di Berlusconi avrebbe dovuto insegnare qualcosa a tutti quanti noi.

Invece no. In una situazione politicamente e socialmente distorta, come quellache stiamo vivendo,  gli uomini della sinistra si accusano di tutto dando l’impressione che alla base dello scontento ci siano rivendicazioni personali quando non anche semplici ripicche. Che vergogna!

Non ci si rende conto che su questo terreno di scontri, veri o presunti, il sistema informativo sta costruendo un racconto i cui effetti distruttivi sono destinati a durare nel tempo. L’immagine della sinistra che stanno configurando risulta molto più a pezzi di quanto non lo sia nella realtà e, soprattutto, non ha niente a che fare con i suoi valori fondanti e la strategia che si ripropone di realizzare nel tempo.

Nella realtà dei fatti il divario esistente fra i valori della destra e quelli della sinistra non è mai stato così profondo ma nessuno sembra tenerne conto. L’assordante pettegolezzo politico che si sta alimentando sembra finalizzato ad impedire la comprensione di quanto sta accadendo anche a chi è dotato della volontà di capire.

Persino nel modo di valutare la soluzione dei problemi che ci riguardano esistono profonde contraddizioni. C’è molta gente che prova pietà per le vittime dei drammi che le vengono propinati in modo incongruo ma è spietatamente determinate nel difendere i propri interessi egoistici .

Giorgia Meloni, ad esempio, sa perfettamente che cosa fare per risolvere il problema dell’immigrazione proveniente dalla Libia. Secondo lei basta prendere contatto con i due governi libici in guerra, accordarsi con ciascuno di loro perché trattengano il flusso dei migranti nelle loro frontiere, pagare un congruo compenso è, voilà, il gioco è fatto. Peccato che dia per certo un accordo che non ci sarà mai e che non si ponga il problema riguardante il destino delle migliaia di migranti che  rimarranno bloccati sulle coste della Libia.

Ai tempi di Gheddafi i Libici hanno fatto scempio di migliaia di vite. Hanno incassato i soldi dell’Unione Europea e non si sono fatti scrupolo di risolvere il problema sterminando nei loro campi di concentramento decine di migliaia di esseri umani.

Chi garantisce che i nuovi governanti non agiscono allo stesso modo in un Paese, fra l’altro, reso instabile da una guerra permanente?

Giorgia Meloni, in rappresentanza della destra e del Movimento 5 Stelle, sembra preoccuparsi di difendere i nostri interessi di sopravvivenza ma lo fa solo parole. Lo sterminio dei migranti provenienti della Libia non produrrebbe alcun limite al fenomeno epocale dell’emigrazione africana. Il rinvio sarebbe di qualche tempo ma niente di più.

 Milena Gabbanelli , in rappresentanza delle sinistre, sta formulando  proposte nel tentativo di salvare le loro vite e di dare un senso alle nostre. Il suo progetto, che riguarda solo gli aventi diritto di rimanere, prevede di investire i soldi, italiani ed europei destinati all’accoglienza in progetti di formazione finalizzati a inserire questa gente, soprattutto giovane, nelle strutture di una società che sta invecchiando molto rapidamente. A questo modo i soldi che stiamo spendendo, spesso inutilmente, diventerebbero un vero e proprio investimento per il futuro del nostro continente.

Basterebbe riflettere sulle diversità delle soluzioni proposte per rendersi conto della gravità del problema e delle responsabilità che ciascuno di noi si assume nel momento in cui sceglie fra destra e sinistra.

La confusione delle lingue esistenti, invece, ci sta esponendo al rischio di esprimerci in favore di situazioni e di votare per partiti di cui ignoriamo le idee e non conosciamo i programmi.

Lo scontento di molti è l’espressione più significativa di un mondo ormai privo di certezze. La confusione, infatti, produce paura e la paura non consente di alzare gli occhi per guardare in faccia al futuro. Nella realtà della vita non c’è un domani auspicabile se il presente è incoerente e privo di valori.

Chi sta mandando in frantumi lo spirito della sinistra deve assumersi la responsabilità di negare al Paese un avvenire di democrazia.

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