Bellezza e sofferenza...racconti in 5 righe

ritratto di Jazz Writer

 

Bellezza e sofferenza: otto racconti in cinque righe ( tratto dal libro 77 Racconti lampo)

 

Departure

 

Siamo entrati nel cimitero di Montichiari per assistere alla tumulazione di Santina, conosciuta anni fa in casa di amici. È morta a Milano, dove abitava, ma è qui che è nata. Mentre il prete officiante dice le ultime parole di commiato e la bara sta per entrare nel loculo, sento una musica che commuove. Un violoncellista assai bravo, d'origine polacca, sta suonando Departure, dal film omonimo. Emozionante, diverso, bel modo di dire addio. La bellezza della musica nella tragedia della morte.

 

Bellezza e saggezza

 

Un vecchio saggio gli aveva confidato una sua massima, in punto di morte, ed ora spettava a lui verificarla. A grandi linee la massima recitava: “ Le cose dell'universo, dalle più semplici a quelle più complesse, contengono la bellezza dell'aggregazione. Un atomo che non si associa non è niente, in sé. Nella bellezza c'è la gioia, e la gioia è l'ambasciatrice della felicità”. Il giorno che vide una viola del pensiero sbocciare tra le crepe di un muro, capì.

 

Amore fraterno

 

E' una storia commovente, questa, quindi molto bella. Conner e Cayden sono due ragazzi americani, fratelli nel duplice senso della parola: umano e biologico. Cayden ha una grave malattia e non può camminare. Conner decide di portarlo con sé nelle sue gare di Triathlon. Nel percorso di nuoto lo trascina, legandosi alla vita un gommone sul quale c'è Cayden. Guardo la smorfia del tuo viso, Conner, nello sforzo della bracciata, e non posso far altro che pensare: quanto sei bello, quanta bellezza c'è nel tuo amore fraterno.

 

Nuoto a farfalla

 

Carlo Cioni, pisano di Pontedera, ex dipendente della Piaggio, è un campione master di nuoto. La sua specialità è lo stile farfalla, che esegue con tecnica sopraffina. Nella sua categoria, Master over 60, vince parecchie gare, sia nei cinquanta che nei cento metri. Cioni è un bell'uomo, alto, corporatura robusta, capello ancora nero e liscio. Il suo tuffo alla partenza è particolare: infatti il campione ha solo una gamba. Guardarlo è una bellezza. Perché? Perché è un uomo vero, direbbe Dostoevskij.

 

Gli occhi della mamma di Filippo

 

Filippo è un ragazzo di tredici anni, che si allena in piscina con me. Lui però fa gare riservate ai diversamente abili. Si muove su una carrozzella e, bello com'è, con quegli occhi neri ed i capelli ricci, sembra un cibernauta. La mamma ha degli occhi profondi, neri e belli come quelli del figlio ma con un lampo di dolore, dentro. Guarda me, guarda suo figlio che mi parla, e sorride, amaramente. Ho saputo che domenica Filippo ha vinto una gara, a Milano. Chissà la mamma, quando lo avrà visto sul podio. I suoi occhi saranno diventati ancor più belli, forse più di quelli di Filippo, se mai sia possibile.

 

Ci vogliono occhi

 

La bellezza sta dappertutto. Ci vogliono occhi allenati per saperla vedere. Una donna è sempre bella, c'è in lei qualcosa di magico che la rende degna di incanto, in qualunque caso. Forse perché è portatrice della vita. Chi non sente questo incantesimo è un uomo che vive in un mondo parallelo, oppure è morto. La bellezza è quella che Renoir sapeva vedere nella natura, in un piccolo campo dietro casa, nel ruscello serpeggiante, in una ferrovia dismessa. Ci vogliono occhi per vedere la bellezza delle cose: tutto qui.

 

Vedo solo bellezza

 

Mi alzo. Ho fatto pure un sogno, non posso dire fosse granché e fuori c'è nebbia, ma il caffè è buono, anzi speciale. Apro gli occhi al mondo; esco col cane e cosa vedo? Bellezza...sono circondato, tutto è bello, mi sento bello anch'io, il che è tutto dire. È una lotta impari: sono solo e immerso nella bellezza delle cose; se viene un raggio di sole mi metterò a piangere di commozione.

Sono stato al funerale del mio amico Vittorino, ieri. La figlia era una maschera di dolore, ma io l'ho vista bella. Tutto era bello, anche la sofferenza genuina, come se non potesse esserci altro, al mondo.

 

 

Bellezza e sofferenza

 

Il gigantesco ippocastano era caduto, e giaceva con il tronco appoggiato all'aiuola di rose. Le grosse radici avevano sollevato l'asfalto, ed il vento aveva avuto buon gioco investendo quella grande fronda. Ora il possente albero era lì, maestoso, quasi regale. Avvertii un legame fra quelle radici che avevano vissuto per cento anni e più sotto terra, lottando per trovare uno spazio, soffrendo, e la bellezza dell'ippocastano. Bellezza e sofferenza, l'una generata dall'altra; quello avvertivo.

 

Nota: il video non è mio, non ci ho mai nemmeno pensato. E' stato messo su You tube da una signora di Napoli che si fa chiamare Madama Dorè e che fa questi video per autori ben più importanti di me. Lei aveva trovato questi racconti su un sito.

 

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ritratto di Solaria4.0

Bellissimi i tuoi racconti

Bellissimi i tuoi racconti che parlano di bellezza. Mi sei piaciuto tanto.

S.

ritratto di Jazz Writer

Bellezza e sofferenza

è un tema che sento molto, fin da ragazzo. Spesso riuscivo a vedere la bellezza della sofferenza nella tragedia della morte, e questa bellezza era dovuta alla commozione provata di fronte al dolore. Ti ringrazio Solaria per questo bel commento, del libro 77 Racconti lampo questi sono quelli che preferisco e che mi hanno dato le maggiori soddisfazioni( vinto un concorso stranamente nella sezione poesia... beh storia lunga a spiegare)... ciaociao, a rileggerci con piacere.

ritratto di Claudio Di Trapani

Raccontini

davvero gradevoli e interessanti. Situazioni che definiscono la vita per come è. L'unico appunto critico è che basterebbe presentare le storie, evitando, al di là di ogni titolo in sequenza, che lo scrittore le definisca belle (nello svolgimento; ché nella mente di chi legge, lo sarebbero comunque, a prescindere). Ti faccio un esempio. In Departure, La bellezza della musica della morte dev'essere un pensiero conseguente alla lettura del raccontino, non una considerazione di chi racconta. In caso contrario, è come se si scrivesse una recensione. Comunque sia, piaciuti

 

ritratto di paola_salzano

Questi "racconti in 5

Questi "racconti in 5 righe"

li interpreto come considerazioni dell'autore sul senso della vita, in particolare sulla bellezza insita in ogni suo aspetto.
Naturalmente denotano una profonda sensibilità dell'autore che non vuole arrendersi al grigiore superficiale dell'esistenza, superficiale appunto..."perche' ci vogliono occhi per vedere la bellezza... "

Concordo in pieno
Ciao Jazz...

ritratto di Millina

Ascoltai questi racconti

Ascoltai questi racconti tempo fa, e già allora mi lasciarono la sensazione, nonostante la loro brevità, di averne fatto quasi parte. Apprezzo la capacità che hai avuto di andare oltre quelle semplici visioni, entrando dritto al cuore delle emozioni. Perché è la vita e la bellezza delle emozioni che descrivi.

Ciao, Millina.

ritratto di Diotima

racconti ricchi di argenteria

racconti ricchi di argenteria e filigrane, di terribili amarezze, di note acute di petto, di insperata bellezza.

ritratto di Selly e le bebe rosse

j*

 

bellissimi questi tuoi spaccati di vita. poche parole per descrivere e tanto pathos per arrivare a chi li legge.

la più grande capacità dell'occhio non è quella del guardare. bensì quella di assorbire e rilasciare.

 

[non ricordo se ti ho detto del mio essere stata subacquea, forse sì- a tal proposito mi hai fatto venire a galla (!!) un ricordo meraviglioso dei tempi sub. nel corso che frequentavo c'era una ragazza senza una gamba (persa in un incidente in moto). per trovare l'assetto giusto nella buca della piscina cingeva la protesi con dei pesetti calibrati. ricordo che 'perdeva' più tempo a fare questa operazione rispetto al tempo di esercitazione effettiva. La prima uscita in mare fu clamorosa. stanca di impiegare tutto il tempo nel trovare il giusto rapporto pesi/gamba/acqua si tolse la protesi e, sorretta da tutti noi, sfidò l'Adriatico]

scusa se mi sono permessa, ma con i tuoi 'lampo' hai risvegliato un mio ricordo di anni e anni

 

ciao Jazz