In questa casa non si butta niente!

ritratto di Claudio Di Trapani

"In questa casa non si butta niente!" Quanti di voi avranno sentito nella loro vita questa frase? Spesso la ripetevano i nostri genitori, ricordandoci che con gli sprechi non bisogna mai avere nulla a che fare. Beh, giorni fa scrissi una poesia, ma a una mia amica del net non piacque (non gliene faccio mica una colpa; magari aveva ragione -oppure no, ma tanto m'importa poco, visto che un poeta non sono). Ebbi con lei un commento privato molto garbato e mi fece capire che lo scritto faceva cagare (non usò queste parole perché è sempre gentile, una vera signora) e così dissi tra me e me che forse uno di questi giorni avrei cancellato lo scritto dal web. Finché...

Mentre una mattina m'accingevo a liberarmi dalle scorie quotidiane sulla tazza del water, mi sono imbattuto in un foglietto pubblicitario di una carta igienica che sono solito utilizzare da un po' di tempo a questa parte, stupendomi di trovare allegato al prodotto un numero verde impresso su un biglietto. Pensai: "Ma è mai possibile che qualcuno per davvero si prende la briga di telefonare, confessando ad un perfetto sconosciuto d'essersi trovato bene con la trama di una banale carta igienica?". "

“Sa, purtroppo io ho sempre avuto le emorroidi, signora mia. Ogni volta che vado di corpo, è come se un diavolaccio male intenzionato facesse di tutto per entrare in casa mia da un finestrino rotto del bagno. Invece, devo riconoscere che con il nuovo tipo di carta è come se stessi nel water dell'Hotel Paradiso; in quei frangenti mi sento davvero più vicino a Dio. Dovrebbero farvi un monumento, secondo me!".

Sono solo ipotetiche considerazioni che avrei anche potuto esternare alla tizia di turno del call center, ma non ne feci nulla. Però, mi venne l'idea di utilizzare la poesia in questione (la troverete in grassetto) e telefonai per davvero. Il resto, è storia vera. Chiedo scusa a tutte quelle persone che ogni giorno si sorbiscono dall'altro capo del telefono chissà quante e quali stupidate o addirittura ingiurie. Di solito, nei call center si trovano brave persone. Saluti a loro e a te, cara Maria. Qui sotto, ho riportato la telefonata, comprensiva di lirica.

"Pronto... Buongiorno. Io sono Maria. In cosa posso esserle utile?".

"Scusi, prima che vada avanti... il numero verde che ho composto è a pagamento?".

"E' completamente gratuito, signore. Stia pure tranquillo. Vuole congratularsi per il nostro nuovo prodotto o è intenzionato a fare qualche rimostranza? Dica pure".

"Puta caso che io ci sia, come pinot francese che zufolando bollicine ha un rendez vous d'amore, mentre rondine paziente s'accovaccia su fronda butterata dallo smog, mendicando briciole di pane e gusci mandorlati da un bistrot taroccato di Pechino".

"Signore, mi dispiace, ma non riesco a capirla. Per favore, potrebbe essere un po' più chiaro?".

"Puta caso che turisti italiani s'inbuchino nei safari, posteggiando le range rover ad un centimetro esatto di distanza dai licaoni e metti pure che un angelo burlone mattiniero pitturasse di vernice gialla una nuvolona austera, mentre i guappi vanno a nozze nei cunicoli di Marechiaro, puntualissimi per i rolex a cucù sgraffignati in un portentoso rififì, farebbero l'amore i porcospini suturando lingue, parole sconce e preservativi?".

"Signore, questo è un numero verde per sentire i pareri dei consumatori sulla nuova trama della carta igienica Micky. Dica solo se è rimasto soddisfatto".

"Io dico di sì".

"Molto bene. Grazie mille per la telefonata e buona serata".

"Grazie a lei".

 

 

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Gradimento

ritratto di Raffaele De Masi

Sai, Claudio, mi hai dato

Sai, Claudio, mi hai dato un'idea eccellente. Allora, c'è da dire che tempo fa usavo una carta igienica che, però, intasava il gabinetto. Ebbene... devo assolutamente telefonare il call center della carta in questione per lamentarmi a riguardo. Insomma, allora servono a qualcosa questi numeri verdi... anzi, marroni (questo colore è il più appropriato).

"In casa mia non si butta niente", questo è un ritornello con il quale sono cresciuto. In casa mia gli sprechi non sono accettati, è peccato, bisogna pensare ai poveri. Pensa che, se decidiamo di buttare una fettina di pane, prima la baciamo. Siamo davvero "religiosi", in fondo.

 

Un saluto a te. Molto divertente questo blog.

ritratto di Claudio Di Trapani

Grazie del

passaggio, Raffaele. Felice che il brano ti abbia fatto sorridere.

;)

ritratto di Rubrus

***

In tempi lontani lavorai in un antenato dei call center, quindi solitamente sono paziente con chi chiama, che, dopotutto, fa un lavoro ingrato e malpagato.

Chiedo però che non provino a fregarmi.

Anni fa volevano rifilarmi non so cosa (era un aggeggio tecnologico, ma non ricordo altro). Riuscirono in qualche modo a convincermi ad arrivare all'albero dei consensi, cioè quelle domande come: accetta?.. e accetta?... e accetta?.

Mi accorsi che, quando arrivava alla fine dell'albero, dove si trova il consenso finale, l'intervistatore accelarava il ritmo, parlando a macchinetta.   Secondo me, gatta ci covava.

Dato che alle domande dell'albero si deve rispondere "sì" o "no", alrimenti si ricomincia da capo, gli tirai uno scherzetto perfido.

Arrivato alla fine dell'albero chiesi con candore?: "Scusi, non ho capito, può ripetere?". In questo modo il tizio dovette ricominicare daccapo.

Gli giocai il tiro birbone tre volte, facendolo ogni volta re-iniziare.

Poi mi impietosii e all'ultima domanda risposi: "No!".

Da allora, devo dire che non mi proposero più quell'aggeggio, qualunque fosse.

Ma gli anni sono passati e le cose ora sono un po' diverse.

  

 

 

ritratto di Claudio Di Trapani

Divertente

questo tuo aneddoto. Se dovesse capitare anche a me... è un bel modo per liberarsi degli scocciatori.

;)