La lista della spesa di Virginia Raggi

~~La lista della spesa
di Virginia Raggi

Sono d’accordo con l’assessore all’urbanistica di Roma, Paolo Berdini, quando afferma che Virginia Raggi è impreparata a fare la Sindaca della Città Eterna e, anche per questo, vive assediata da una corte dei miracoli.
Nei giorni scorsi sono andato oltre nel giudicarla affermando che non dispone della statura politica, culturale e morale, adeguate a svolgere i compiti che le competono.
I problemi di Roma Capitale e del suo futuro vanno ben oltre il compito di fare la spesa per far fronte alle necessità quotidiane. Nel frigorifero della Città eterna ci sono troppe cose che sono andate a male ma nessuno sembra prenderne atto. Nessuno si preoccupa di finire e di dare un senso alle opere rimaste incompiute. Il sentimento generale è quello di abbandonarle al loro infausto destino. A Roma si vuole far rivivere il passato ma si fa di tutto per distruggere il presente e impedire che ci sia un futuro.
Paolo Berdini ha sbagliato adire tutto quello che ha detto. La vita privata della sindaca non lo avrebbe dovuto interessare mentre ha fatto bene a denunciare il profilo miserevole della vita pubblica della città. Adesso, però, se ne deve andare a testa alta deve essere orgoglioso di quello che ha fatto e, soprattutto, deve fare attenzione a non essere coinvolto in non imprevedibili nuovi casi di corruzione.
Beppe Grillo, il nume tutelare di Virginia Raggi, ha fatto l’elenco dei           “ quaranta successi” conseguiti dall’attuale giunta capitolina. Se si leggesse con attenzione il loro contenuto si scoprirebbe che fanno tutti parte dell’ordinaria amministrazione e che meno di quanto è stato fatto la giunta di Virginia Raggi non avrebbe potuto fare.
Stranamente nessuno ha commentato quella lista della spesa ed il vuoto propositivo che la caratterizza. Se la mancanza di proposte per il futuro si dovesse prolungare nel tempo ci troveremmo nella incresciosa situazione di dover discutere del nulla per tanto tempo ancora.
La totale mancanza di strategia per il futuro della città è l’espressione di un vuoto mentale di cui i romani dovrebbero sentirsi responsabili. L’atteggiamento assunto nei confronti del Progetto Olimpiadi, cassato sul presupposto che Roma non sarebbe stata in grado di affrontare la corruzione che avrebbe potuto produrre, è significativo di un modo di risolvere i problemi evitando di affrontarli. L’amministrazione di Roma sta nascondendo sotto i tappeti una infinita quantità di problemi rimasti senza soluzione. Se non sembra in grado di mettere ordine nel presente, figurarsi cosa può fare per affrontare il futuro .
Il gioco degli equivoci e dei rimandi, messi in atto dalla Amministrazione attuale, prolunga la situazione esistente e non consente neppure di percepire la gravità dei problemi che dovrebbero essere affrontati.
In questi giorni l’onorevole Luigi di Maio ha inaugurato un Web che avrà il compito di celebrare “I successi conseguiti” dalle amministrazioni comunali a guida Movimento 5 Stelle. Se i risultati conseguiti fossero quelli celebrati da Beppe Grillo, ci sarebbe da preoccuparsi.
Nessuna società al mondo può vivere a lungo se non è in grado di produrre ricchezza e di investirla per garantire la propria sopravvivenza. Ogni Comune, Regione, Nazione ha segnato nel proprio DNA le condizioni per poterlo fare. Non c’è una regola che vale per tutti. Ognuno ha la sua strada da seguire. Se vuole sopravvivere la deve percorrere con determinazione sino alla fine.
La vocazione naturale di Roma è quella di crescere, come tutte le altre città del mondo ma, più particolarmente, ha quella di  continuare a svolgere il compito, assegnatole dalla storia, di continuare ad essere un punto di riferimento spirituale, culturale e morale per tutte le nazioni del mondo. L’eredità lasciata dalla Roma dei Cesari e dei Papi indica il percorso da seguire avendo come insostituibili punti di riferimento:
- L’esistenza di una rete di relazioni  pone Roma al centro della Cristianità e crea le condizioni perché diventi un permanente punto di riferimento per tutti gli uomini di fede a prescindere dalla religione di appartenenza.
- Il potere di attrazione, che la sua storia ed i suoi monumenti sono in grado di esercitare a livello mondiale, ne fanno potenzialmente la capitale turistica del mondo. Tutto ciò a condizione che organizzi servizi e strutture adeguate.
- La tradizione amministrativa, derivante dalla presenza a Roma della Sede di Governo e di tutte le attività ad essa connesse, crea le condizioni per uno straordinario sviluppo della ricerca nel settore informatico e delle relative applicazioni tecnologiche.
- Il potenziale produttivo dell’industria cinematografica, sino a qualche tempo fa, ha esercitato un potere di attrazione che, con il tempo, si è sensibilmente ridotto. L’attuale domanda del mercato e l’esistente disponibilità di manodopera specializzata, sono tali da consentire il rapido recupero del terreno perduto.
- Il sistema delle scuole, dei seminari, degli ostelli, degli alberghi, che operano al servizio di istituzioni religiose, non solo cattoliche, sono in fase di rapido sviluppo. Sarebbe nell’interesse di tutti disciplinare a fondo questa materia e creare le condizioni per realizzare un turismo di tipo stanziale.
Questo ed altro ancora si deve e si può fare per sottrarre Roma al suo declino.

Perché questa mutazione, possa avvenire, è necessario partire da un piano regolatore della Città e  costruire un sistema di viabilità adeguati alle esigenze del presente e del futuro. Oltre a questo bisogna provvedere alla costruzione di un Aeroporto dotato di una reale vocazione internazionale e rivolto verso il sud del mondo e realizzare un piano di formazione professionale capace di far fronte alle prevedibili esigenze di domani. L’impegno per realizzare tutto ciò è certamente grande ma l’impresa non è impossibile.
Per avere una produzione culturale di qualità adeguata ai moderni sistemi di produzione televisiva, ad esempio, bisogna formare scrittori, soggettisti, sceneggiatori, musicisti, tecnici delle luci e dei suoni, fotografi, attori, ballerini, cantanti, montatori, costumisti, registi dotati di adeguata preparazione professionale. Si tratta di decine di migliaia di persone che sono in grado di produrre lavoro e ricchezza anche se pongono a Roma il compito di risolvere il problema imprescindibile di garantire loro una vita socialmente protetta.
In ciascuno di questi settori di attività il nostro Paese ha espresso grandi professionisti ma nessuno di loro è stato in grado di fare scuola e di trasmettere le proprie competenze alle nuove generazioni. Chissà perché?
Il problema di questi giorni è costituito dal fatto che nessuno si sta preoccupando di costruire il nostro domani. Per non perdere le opportunità esistenti occorre fare presto. Bisogna innanzitutto fare chiarezza sul diritto di asilo, di lavoro, di assistenza e creare un sistema di finanziamento che faccia da supporto alle varie iniziative economiche. La lista della spesa del Movimento 5 Stelle da questo punto di vista è totalmente carente. Fa pesce in barile persino nei confronti dei problemi posti dall’esistenza di una ineludibile società multietnica.
È pur vero che se continuiamo a spendere milionate per finanziare l’ordinaria amministrazione e alimentare la sempre più diffusa corruzione esistente, non ci saranno mai le risorse necessarie per costruire il futuro. Per riuscire a farlo, oltre ai soldi, occorrono uomini dotati di adeguata coscienza morale e preparazione professionale. Se non ce ne sono a portata di mano bisognerà andarli a cercare..
In questa situazione ci stiamo comportando come gatti che si mordono la coda. Noi, però, non siamo gatti e ci rifiutiamo di prendere atto che con i nostri comportamenti perversi non andiamo da nessuna parte.
Il tentativo di risolvere i problemi passando dalle denunce agli insulti serve solo ad aggravare lo stato di confusione esistente.
Per venire a capo della situazione e mettere fine a questo gioco perverso, dobbiamo fare qualcosa di nuovo e di diverso. Cominciamo a mandare a casa Virginia Raggi e la sua corte dei miracoli.
 Poi si vedrà.

 

 

 

Questo testo è protetto contro il plagio. Questo testo è depositato ed esiste una prova certa della sua data di deposito e/o pubblicazione. Chi ne fa un uso improprio è soggetto alle sanzioni di legge.

Gradimento

ritratto di Baldo

Grillo e Bossi

Hanno conpiuto gli stessi errori. Uno importante: credere che la politica italiana possa essere gestita da un centro omnisciente, che fa e disfa a proprio piacimento. Bossi ha cominciato la sua avventura politica friggendo le patatine lombarde, quando declamava i pensieri di Gianfranco Miglio, pensieri che aveva imparato a memoria. Grillo ha cominciato con la polemica teatrale (cioè i comizi in teatro) ed insieme ad un certo Casalegno si è autonominato tutore del comportamento dei propri eletti. Chi di loro si metteva le dita nel naso veniva subito portato sul palco virtuale e poi radiato. 

Sindaco di Roma avrebbe doveuto essere Pizzarotti, che aveva anni di esperienza nella guida di un comune, ma la regia gli aveva attribuito un punteggio negativocnon ricordo bene perchè.

Morale, abbiano gli amministratori che non sanno amministrare, ma che sanno elargire.