Mente Divisa

Ho saputo che c’è il concerto dei Linkin Park a Milano, il prossimo anno. Al momento non posso pensare di andarci, sono in uno stato emotivo troppo negativo per fare progetti. Ma alla fine potrei prendere il biglietto e basta, senza pensarci troppo. In fondo una volta preso il biglietto dovrei andarci per forza, per non perdere i soldi, in teoria.

Ma veniamo a oggi. Stamattina appena sono sceso di casa ho avvertito subito la piacevole brezza primaverile. Il cielo era sereno, soleggiato, solo qualche nuvola sparsa qua e là. Ho avvertito subito una sensazione di piacere uscendo dal portone del mio condominio. Poi è iniziata la solita storia. Davanti a me ho visto passare un camion. A bordo c’era il pilota – non sono riuscito e vederlo bene in faccia – e una decina di soldati. Persone di colore, sembravano i soldati dell’esercito nigeriano. Anzi pensandoci meglio mi sembravano i miliziani dell’ISIS, a giudicare dalle foto scattate in Siria che spesso vedo in giro per il web. Mentre vedevo passare il carro, sentivo delle voci provenire dalla parte sinistra della strada. Si avvicinavano sempre di più, sembravano centinaia di persone urlanti, come se un mucchio selvaggio di soldati stesse inseguendo questo camion. Ho allungato il passo verso la strada per avvicinarmi. Il camion nel frattempo continuava a camminare, avviandosi verso l’autostrada, poi è scomparso. Mi sono girato a sinistra per cercare di capire a chi appartenessero quelle voci. Ho scrutato un po’ la strada, ma ho visto solo comuni automobili salire e scendere, nessuna traccia di persone che stessero seguendo quel camion. E’ stato a quel punto che ho cominciato di nuovo a dubitare di quelle che stessi vedendo e sentendo. Mi sono demoralizzato un po’, ma ancora non ero convinto. Ho deciso di tornare sui miei passi, cercando di ignorare l’accaduto. In fondo ero sceso solo per prendere un caffè e le sigarette al tabacchi.

Ho camminato un po’ per il marciapiede. Cominciavo a diventare pensieroso. Poco prima dell’entrata del bar mi sono imbattuto in uomo. Era alto, sulla sessantina, tutto vestito di nero.
“Non arrivare alla rotonda” mi ha detto, guardandomi fisso negli occhi con aria preoccupata. L’ho guardato anch’io a mia volta, ma non sapevo come rispondere.
“Ci sarà un attentato in questa città, lo stavano progettando da anni, oggi è finalmente giunto il giorno”

Non sapevo se credergli o no, poi, ripensando bene alle sue parole, gli ho risposto: “Finalmente?”

-“Si, finalmente, sono anni che vivo nell’ansia che succeda ciò, ma oggi finalmente finirà tutto”

-”Perché dovrebbe esserci un attentato qui? E’ solo una piccola cittadina del sud sconosciuta”

-”Loro colpiscono dove e quando meno te lo aspetti”
-”Loro chi? I terroristi islamici?”

-”Non sto parlando dell’ISIS, ma se veramente ti interessa evita le strade, torna a casa e visita questo sito. Scorri la pagina e apri il link in basso a destra”.

 

 

Sono ore che guardo questo biglietto che mi ha dato quell’uomo, ma niente, è bianco, fottutamente bianco, non c’è scritto un cavolo di niente. Eppure io l’avevo visto. Appena mi ha dato il biglietto ho visto una specie di codice. Erano tutti caratteri a caso, lettere e numeri, e poi “.onion”. Avevo deciso di copiarlo e cercarlo su Tor, ma quando sono salito al mio appartamento non c’era scritto più niente. Possibile che mi sono immaginato di nuovo tutto?

Mi è salita un’ansia terribile, ho paura che succeda davvero qualcosa di brutto. Ma per ora non lo dirò a nessuno, meglio non aggravare ancora di più la situazione familiare.

Faccio una cosa va, vado su ticket-one e ordino il biglietto per il concerto, poi si vedrà… ma devo imparare a conviverci.

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