A chi interessa la storia?

ritratto di Anna De Felice

La storia è la prima fonte di risposte a molte delle domande che l’uomo si pone quotidianamente perché tutto ciò che lo circonda è stato materiale di studio per chi è vissuto – o semplicemente nato- prima della generazione moderna che dovrebbe essere grata per molto più di ciò che si pensi. Il minimo che si possa fare è rammentare tutti coloro che hanno lasciato una firma incancellabile nel panorama storico-culturale. Ciò che demoralizza di più è la completa mancanza di interesse riscontrata in coloro che hanno vissuto nel secolo scorso, come afferma Hobsbawm “la maggior parte dei giovani è cresciuta in una sorta di presente permanente, nel quale manca ogni rapporto organico con il passato storico del tempo in cui essi vivono”. Ricordandoci che la società moderna è frutto di una continua evoluzione avvenuta nel tempo; è impossibile credere che l’attualità non derivi da un progressivo mutamento radicato nel tempo e quindi com’è possibile pensare di costruire un futuro e di comprendere il presente, se mancano completamente le basi radicate nel passato? È risaputo che il presente è destinato a diventare passato in un secondo e quello che possiamo fare oggi potrebbe essere ricordato nel futuro. Chiunque vorrebbe essere uno di quelli che lascia una parte di sé ed è su questo ragionamento che bisognerebbe fermarsi a riflettere. Purtroppo si sa che la storia è stata più insana che altro; infatti c’è anche chi si fa ricordare per la propria immoralità e inumanità che ha portato a catastrofiche conseguenze grazie alle quali bisogna imparare e poter essere più forti, più intelligenti e magnanimi… abolire le brutalità in favore del progresso, che dovrebbe riguardare anche l’ambito politico. Tutti coloro che ne fanno parte conoscono la storia e ne traggono guadagno soprattutto appoggiandosi all’ignoranza collettiva. Una società che grida i propri diritti senza avere le giuste conoscenze per difenderli. Occorre avere il coraggio di guardare un po’ più lontano e con i giusti occhi, di lavorare sulla memoria che fedelissima ci segue, non eludendola. Come suggerisce lo storico Spinelli siamo “nani che camminano sulle spalle dei giganti”, riconosciamo il senso del tempo e i volti che ci hanno preceduto portandoci all’evoluzione, anche se più genetica che umana.

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ritratto di casalvento

Parente dello storico? Scusa

Parente dello storico? Scusa la domanda sciocchina, ma il tuo bell'elogio della storia me lo ha ricordato. Forse dopo un secolo di merda si cerca l'oblio più che le radici. Così invece di fare i conti col passato, si va avanti a occhi chiusi abbracciati ai vecchi fantasmi e dell oggi non si capisce niente. Eppure proprio ora la Storia ci assale, con la follia islamica, la brexit, Trump e la rivolta della democrazia americana all' establishment.

ritratto di Nulla

STORIA

Purtroppo, la storia, o non la si studia, o la si manipola.

Se la storia condanna l'antisemitismo, lo si ricicla con l'antisionismo, se...