HANNO UCCISO IL "CHE" E NESSUNO MI HA AVVERTITO

ritratto di d'Artagnan

HANNO UCCISO IL “CHE” E NESSUNO MI HA AVVERTITO
(Racconto umoristico-nostalgico sul filo della memoria)

Va che vi vedo, eh, sì proprio voi giovanotti, di fine secolo…. con i vostri sorrisini irrispettosi nei confronti di un figlio degli anni ’60, anzi, proprio del 1960, per essere precisi.
I mitici anni ’60…. uuuuhhhh, quanta nostalgia ispirano, di voi non c’era nemmeno lo stampo, voi che ascoltate musica moderna che esce da meccanismi moderni.
Negli anni ’60 c’è stato il ’68, cosa ne sapete voi del ’68 ? Su, avanti, rispondete…. Oddio, non che io del ’68 ne sappia poi molto, visto che avevo otto anni, ed è notorio che in seconda-terza elementare non si può fare molto, quanto a rivolte studentesche, cosa vuoi pretendere, al massimo puoi intentare uno sciopero per non studiare a memoria “La vispa Teresa”, che accidenti a lei continua a trovare tra l’erbetta gentili farfallette…. ma vai a cercare i funghi, che sono commestibili e pure più buoni, no ?
Però poi mi sono rifatto nell’Autunno caldo del ’69, ho avviato anche io la mia bella vertenza sindacale…. aumento della bellezza di Lire Italiane 500 (dicasi cinquecento lirette, mica acqua di rose, che con 500 Lire ti compravi la bellezza di 10 bustine di “Calciatori” in più…. e vai con le trattative tra amici con il tuo bel mazzetto di figurine doppie in tasca a base di “ce l’ho, ce l’ho, ce l’ho, manca, ce l’ho, ce l’ho, manca” e “Guarda, per Facchetti ti do Bulgarelli del Bologna e ci aggiungo Chiarugi della Fiorentina e mezza squadra del Milan che tanto gli odiati cugini posso anche non metterli nell’album, io che sono interista), dunque, torniamo a bomba (anzi, a bomba no, che dopo Piazza Fontana ce ne sono state fin troppe), torniamo all’inizio…. Una bella sera dell’Ottobre 1969, un Sabato sera se ben ricordo, al tavolo delle trattative si sono seduti il signor Carlo (dirigente, rappresentante della controparte genitoriale), la signora Rosa (casalinga, altra rappresentante della controparte genitoriale) e il giovane Sandro (figlio dei due sopracitati, rappresentante in erba della classe operaio-figliesca sfruttata e vessata dalla controparte genitoriale). Inizialmente il nostro giovane buttava sul tavolo un aumento non trattabile di Lire 1.500 (si inizia sempre sparando alto per poi raggiungere obiettivi molto più abbordabili).
La forza morale del giovane rappresentante sindacale veniva però rapidamente meno alla vista del sorriso ironico della signora Rosa che gettava sul tavolo un massimo di 300 Lire, più una raffica di baci materni ogni sera.
Poi l’altro rappresentante della controparte genitoriale, il signor Carlo, molto più diplomaticamente proponeva un aumento medio a regime di 500 Lire se la maestranza (cioè io) prometteva di riordinare la sua scrivania ogni giorno prima di cena e se ogni Lunedì, Mercoledì e Venerdì portava giù il sacchetto dell’immondizia.
Dopo lunga ed estenuante trattativa (circa 45 minuti, in cui il giovane rappresentante sindacale indossava t-shirt rossa d’ordinanza con ritratto del “Che” tratto da una fotografia scattata il 5 Marzo 1960 dal fotografo cubano Alberto Diaz Gutierrez, noto poi come Alberto Korda) si addiveniva a un accordo, firmato da entrambe le parti in cui si accettava l’aumento proposto e le controparti si stringevano cordialmente la mano, con la signora Rosa che aggiungeva: «Tanto lo sappiamo che altre 500 Lire te le fai dare di nascosto dal nonno, che te le dà sempre vinte tutte», suscitando una scrollata di testa rassegnata del signor Albino, un arzillo novantaduenne che credeva di “imbrogliare” la figlia non facendole scoprire che abitualmente di nascosto allungava una mancetta al nipotino prediletto, e che metteva spesso nel forno della cucina a gas il suo tabacco da pipa a essiccare, così che le nostre torte abitualmente avevano il sapore di cioccolato e tabacco da pipa inglese Dunhill “Standard Mixture Medium”.
E poi sono venuti gli anni ’70, la maturazione del giovane rappresentante degli anni ’60, la scuola media, e poi la scuola superiore, le prime cotte amorose (mi ricordo una cotta mitica per una ragazzina della mia stessa età, destinata poi a diventare famosa, di cui non faccio il nome per rispetto, comunque lei è ancora in televisione), è venuto l’impegno della scuola, le serate perse a studiare, i compiti fatti con i compagni (“Dai, Sandro, ci aiuti ? Tu sei bravissimo in italiano”), le prime uscite da solo, e finalmente, nel Giugno 1978, la tanto agognata patente, e la prima auto, Volkswagen “Maggiolone” decapottabile blu metallizzato con capote beige tempestata di nastro adesivo argentato…. che tempi !
Poi sono venuti gli anni ’80, e gli anni ’90, pensate che nel 1996 ho anche visto Fidel Castro, ed è stata una mezza delusione, mi aspettavo il Fidel in divisa verde oliva, basco nero e cinturone con revolver al fianco (come si vede nel film “Topaz”, di Alfred Hitchcock) e invece mi sono trovato davanti un distinto signore in abito blu con gilet, lievemente stempiato, con una fluente barba ingrigita, un rappresentante della migliore borghesia, insomma.
E adesso, alla fine di questo 2016, qualcuno mi ha detto che il “Che” è stato ucciso, e anche Fidel, il lider maximo, non sta tanto bene…. anzi, qualche malalingua mi ha detto che è morto, ma io non ci credo, i miti non possono morire, è una cosa troppo banale.

 

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Gradimento

ritratto di Jazz Writer

Bello

Un bel racconto, umorismo fine e buona scrittura. Dal mio punto di vista il difetto del racconto sta solo nella fede calcistica, ma mi sento di perdonarla questa fede ed applaudire al tuo buonumore, che per essere un interista di questi tempi è davvero rara qualità. Certi periodi lunghi e complessi a me che sono accanito lettore sono piaciuti, magari a chi è poco avvezzo a concentrarsi la cosa può risultare difficile... ma io non cambierei stile, fossi in te. Troppo spassoso. Vabbè che tu hai rimediato ripetendo il racconto due volte....ahahahahah...in questo modo sei sicuro che chi non ha capito la prima lettura si rifà con la seconda. Auguri.

ritratto di d'Artagnan

Grazie per il commento

E.... Auguri di Buon 2017, anche a te !

d'Artagnan,

ritratto di paola_salzano

Bel racconto dal tono un po'

Bel racconto dal tono un po' umoristico, un po' nostalgico, che si fa leggere tutto d'un fiato anche grazie alla tua scrittura scorrevole e coinvolgente...

Piaciuto tanto, Sandro!

Ti saluto e ti auguro un Buon Anno.

Paola.

ritratto di d'Artagnan

Grazie

Auguri di un buon 2017 foriero di gioia, pace e salute !

d'Artagnan

ritratto di BRUTTOMABUONO

*Ciao Sandro*

 
Il cambio di stile letterario, rispetto ai tuoi usuali pezzi a sfondo storico, è palese e testimonia le tue ottime qualità narrative.
Molto gradevole il registro ironico e nostalgico che hai saputo infondere in questo racconto breve ma davvero gustoso, che si legge d'un fiato e lascia un buon sapore... di cioccolato e tabacco da pipa, direi.
Ho apprezzato in particolar modo la trattativa sindacale, non ho dubbi che tu ne comprenda il perché.
 
Un saluto fraterno.
 
 
ritratto di Khepri65

simpatico

e divertente racconto. Decisamente originale.

Sonia