L'albero della festa

Svogliatamente
ho aperto i finti rami
all'albero della festa,
che riposi in cantina
ebbra di speranze
di bagliori e di allegria
e di ineluttabile energia.
L'ho adornato
con mille lucine
a coprire il mio cupo
umore,
ho appeso palle dorate
dove si specchiano
le mie lacrime non piante,
senza arte ho agganciato
addobbi variopinti
a coprire le nudita'
e le piaghe inferte dal tempo
dal gelo e dall'indolenza.
Ho attaccato la spina
e son stata avvolta
dal magico barbaglio,
trasportata nel vortice
della calorosa menzogna
ed ho provato paura, tanta paura
di non riconoscere
più il vero dal falso
la luce dal buio
e di aver perso la mia anima,
la mia essenzialità:
ho paura di non reggere più
la pesante ma efficace maschera.
Mi accascio, abbraccio
la mia solitudine e piango
tante lacrime che ad una ad una
appendo all'albero della festa.

 

 

 

 

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ritratto di paola_salzano

Molto suggestiva... Siamo nel

Molto suggestiva...

Siamo nel periodo in cui a volte ci sentiamo sdoppiati: da un lato i bagliori e l'allegria artificiale che ci vengono imposti da fuori, dall'altro i nostri umori spesso di natura opposta.

Forse come dici tu, basterebbe lasciar cadere le nostre maledette maschere, che poi col tempo ci allontanano da chi veramente siamo, così da poter godere appieno di cio' che la vita ci riserva..

Ti saluto.
Paola.

E' così Paola, ma forse in

E' così Paola, ma forse in fondo abbiamo paura di gettare la maschera e restare con noi stessi, quelli veri, ed allora continuiamo nel bagliore dell'imbroglio che si riflette su una corazza ben costruita.

Grazie!