Leviàna (racconto in due parti)

ritratto di voceperduta

 

 

 

“Le città si riconoscono al passo, come gli uomini”.

(A.Musil- L'uomo senza qualità-)

 

 

Un tuono; brevissimo e incandescente. Le strade piombarono presto in subbuglio. La pioggia continuava a essere una delle poche cose che non si potevano controllare. Il cavo-telefono cominciò a trasmettere dalla stanza accanto; era un cliente che bisbigliava a una donna bot di spogliarsi.

Dopo un impetuoso fulmine, il segnale sottopelle svanì del tutto.

La stanza “803” dell'Hotel Flood Apple si raccolse in un ovattato silenzio.

Un altro tuono, sensibilimente più violento. Le vie raggrupparono centinaia di studenti senza ombrelli idropulenti.

La voce dell'entità artificiale memorizzò le preferenze per la prima colazione di ogni camera.

Gerione schiuse gli occhi in quell'istante. “Bacon o cipolla?”, lo accerchiò il sistema. Erano le prime parole che ascoltava dopo vent'anni.

                                                                               *

Avvertì la completa paralisi al cervello. Si verificarono degli spasmi incontrollabili lungo tutto il corpo. Poi si alzò. La prima cosa di cui si convinse era la sua mancata morte. Qualcosa in quelle pillole doveva avere stimolato una reazione criogenica, dovuta al precedente tentativo di suicidio in una camera di raffreddamento. Non riconobbe nessuno degli oggetti presenti nell'alloggio. Si sforzò di ricordare. Aveva affittato la stanza per una notte, convinto che il giorno dopo l'avrebbero trovato esanime nel letto. Invece era davanti a uno specchio che nascondeva un algoritmo di riconoscimento.

«Lei è Gerione Vosca, di anni 57».

Dove erano sepolti gli ultimi vent'anni?

Si spostò all'interno della doccia, dove i sensori termici avevano appena indicato 12º. Il tepore dell'acqua gli sembrò tremendamente ostile. La temperatura corporea iniziò a salire, consentendogli di recuperare fluidità nei movimenti.

Un rumore, dirompente come una porta fracassata, lo convinse che nella stanza poteva esserci qualcuno. Avanzò lentamente, appoggiandosi a una torre di asciugamani lavati, il tronco nudo, le mani doloranti e infiacchite.

Un vassoio trasportabile era stato introdotto nella camera, a qualche centimetro dal letto. Gerione contò i passi che lo saperavano dal piano-vivande; quindici.

Trasportava un sondino gastrico e dei flaconi contenenti acqua e liquidi antigelo. Guardandolo lo avviluppò un'improvvisa nausea, e un senso di riempimento gli invase lo stomaco. Si resse rilasciando i gomiti sulla scrivania accostata al muro.

Uno dei cassetti era stato sganciato, e balzava ai suoi occhi come un inatteso forziere. Recuperò i suoi oggetti personali, tra cui il portafoglio bombato e dei manoscritti ingialliti. Una custodia e degli occhiali da sole lo lasciarono per alcuni attimi interdetto; scoprì un biglietto con parole inscritte a grandi caratteri.

“NEL CASO IN CUI TI SVEGLIASSI”, “QUADRILATERO DELLE PANCHINE. SONO LA PRESENZA DI SPALLE”.

Gerione indossò gli occhiali, mentre il cavo-telefono riprendeva a trasmettere dalla stanza accanto. L'uomo aveva ordinato alla donna bot di chiamarlo “amore”. Sospinse le mani verso il muro, ma l'immagine rifratta continuava a espandersi verso di lui. Tornò indietro inclinandosi sul letto, quando sopraggiunse dalle persiane un velato raggio di sole. Gerione percorse dieci passi per raggiungere la finestra; Leviàna per la prima volta sembrava sorridergli, anche se da uno schermo che annunciava la ventiquattresima settimana del 2036.

                                                                              *

La tavola calda di Abran era l'ultima attività indipendente rimasta nella zona. La catena Flood Apple aveva inglobato le maggiori imprese nel settore della ristorazione. Ma Abran si era opposto a qualsiasi genere di compravendita. Minacce, assegni in bianco, generosi privilegi alla famiglia; nulla lo aveva dissuaso. Poi qualcuno, una notte, aspettò la fine dell'orario di lavoro; Abran venne raggiunto dalla scarica accelerata di un taser. La sua gamba diventò rigida da allora. Fece venticinque passi prima di servire a Gerione un brodo di locuste.

«Per lei. È la prima volta che la vedo qui...».

«Mi sono appena trasferito», lo avvertì Gerione, stimolando la voce ancora ingolfata.

«È un hipster o un barabba?».

«Prego?».

«Solitamente una barba così lunga appartiene agli hipster o ai furfanti. A meno che lei non sia il decantato Profeta...», aggiunse Abran, irridendolo con compiacenza.

«Sono un insegnante».

«Credevo che i saviandroidi vi avessero sconfitti».

«Non è così», lo contestò, portandosi alla bocca un acridide salata.

Provava a scorgere altri sguardi, ma si rese conto che i pochi individui ai tavoli avevano tutti i visori per la realtà virtuale.

«È inutile che li osserva, non si accorgeranno mai di lei», concluse Abran, indietreggiando per acquisire le frequenze di simulazione di una gamba vera.

Gerione frugò lontano, verso un tavolo occupato da una ragazza irrigidita.

Le venne incontro, ascoltandola ripetere il brano di una musica etno.

«Scusami, avrei bisogno di un'informazione. Spero che tu possa aiutarmi».

Il savioandroide si voltò repentinamente, ripristinandosi in modalità “Ascolto”.

«Vorrei sapere come posso raggiungere il quadrilatero delle panchine».

L'umanoide elaborò la richiesta in un millesimo di secondo.

«Basta salire sulla navetta Leviàna OS-27, e percorrere due chilometri in direzione nord-est. Il quadrilatero le apparirà rimodernato, dopo l'opera di restauro effettuata dalla ditta Doublespace, nella sedicesima settimana dell'anno 2036. Desidera sapere altro?».

Gerione scostò gli occhiali dal volto, fissando l'apparato stereoscopico dell'androide, che effettuò l'analisi oculare.

«Lei è Gerione Vosca. Nato a Leviàna il 4 febbraio del 1979, Quinta Settimana del calendario NYSE. Sposato con Aurora Rowley, ha divorziato il 17 settembre dell'anno 2016. Insegnante d'arte presso la scuola “W.L.Metcalf”, non ha ottenuto la riconferma a seguito della mancata affermazione sul savioandroide Markus. Indagato per molestie sessuali ai danni della studentessa Eveline Sanawy, è tutt'ora ricercato per i reati di abuso su minore e insabbiamento di prove a carico. Condizione attuale: disperso».

 

                                                                                                                         (continua...)

 

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Gradimento

ritratto di BRUTTOMABUONO

*Ciao Francesco*

 
La storia mi sembra abbastanza interessante, anche se al momento ho ancora un po' le idee confuse su alcuni particolari, ma credo che tutto si chiarirà nella seconda parte.
 
Attendo!
 
 
P.S.: se devo essere sincero, la lunghezza non mi pare tale da rendere necessaria una suddivisione in due parti. Avrei sicuramente apprezzato la possibilità di poter leggere tutto il testo in una volta sola.
 
 
ritratto di voceperduta

Ciao Tony

Grazie per esserti soffermato. Il racconto in realtà è un blocco unico, ho preferito creare uno stacco per permettere una lettura più stringente e, magari, incentivare la curiosità per la risoluzione finale. Un saluto, a rileggerci, Francesco.