Non commentare il testo d'altri

ritratto di voceperduta

 

 

 

Ottavio Narciso Obolo, acclamato così per il pagamento che riceveva in cambio di una copia del suo libro, si confinò per la consueta preghiera nella cappella di famiglia.

Collocò fuori il Rituale delle Lodi e dei Comandamenti, insistendo nella lettura dei passi più impellenti.

«Non commentare il testo d'altri», ripeteva in maniera ossessiva, «non valutare i giudizi negativi. Offenditi. Non guarderai altra copertina all'infuori della tua...».

«Pregiatissimo autore Ottavio, mi permette?», lo importunò impietosamente il suo consulente.

«Lampronio Termite, dimmi pure».

«La carrozza è già imbastita, Illustrissimo. Dovremmo avviarci; mancano dieci minuti alla presentazione».

Riuscirono ad arrivare in tempo, sebbene la volontà dell'autore prevedesse un ingresso tra i più sfarzosi.

«Il mio capolavoro dov'è? Sei stato attento alle pieghe?».

«Ovviamente, Sua Grandezza. A pagina cinque ho incasellato il passaggio per la lettura introduttiva».

«Bene, Lampronio. Siediti tra gli altri, se vuoi».

Narciso Obolo spostò lo sguardo in un punto imprecisato della sala, dedicandosi alla sua performance.

«...era deserta la casa, deserto il lenzuolo di quella fanciulla scappata non si sa dove. Le tende erano state spostate dalla loro posizione iniziale, e il sole passava a malapena creando una scena buia e desolante. Anche la cucina era immobile e silenziosa. Le sedie erano confusamente messe una sopra l'altra, come un mucchio di ricordi che rischiano di crollare...».

                                                                              *

L'inserviente illuminò i vari punti dell'auditorium, restando stupefatto nell'individuare due persone sopraggiunte a quell'ora.

«Chi siete, voi? Questa è l'ora delle pulizie».

L'autore interruppe improvvisamente la lettura, incaricando il consulente di risolvere la faccenda.

«Ha ragione, sia gentile. È la presentazione di un libro appena uscito. Lui è Ottavio Narciso Obolo; ne avrà sentito parlare».

«Non mi interessa. La sala è vuota, e non sono previsti impegni a quest'ora».

Ascoltando quelle parole, lo scrittore si scompigliò furente e avvilito.

«Lampronio, cosa vorrebbe dire?».

Il consulente annuì imbarazzato, sfoggiando dei benevoli sorrisi.

«Acclamatissimo Ottavio, nessuno degli altri autori ha accettato il nostro invito. Pensano che lei non sia aperto al confronto, che non si sia nemmeno disturbato a leggere le poche righe dei romanzi prodotti da loro...».

«Ma io...io sono il migliore».

«Che lei lo sia, non interessa a nessuno, Reverendissimo. Tutti a loro modo si credono più bravi degli altri; per questo accettano di leggersi e adattarsi alle critiche. Nessuno può diventare il migliore, senza la possibilità di migliorarsi».

Narciso Obolo si abbassò su una sedia fuoriuscita dal mucchio.

«Adesso voglio andare a casa. Prepara la carrozza...».

«Quale carrozza?».

«Non possiedo una carrozza?».

«Siamo venuti in taxi, Ottavio. Incamminiamoci adesso, prima che faccia nuovamente buio».

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Già

Gia... la maledetta presunzione di essere i migliori... incompresi, ma i migliori! Ciao e buona Domenica.

ritratto di voceperduta

Ciao

Ciao, e grazie di esserti soffermato. È una presunzione che spesso danneggia il processo creativo. A rileggerci, Francesco.

ritratto di adriana capogrosso

A dispetto del titolo, oserò

A dispetto del titolo, oserò fare un commento. 

bellissima l'idea, che confina inizialmente la deriva del sentimento di onnipotenza in una sorta di limbo di follia. La sovrapposizione è riuscita alla grande. Mi piace anche la scrittura secca e priva di fronzoli. 

Molto piacevole.

a presto

Adriana

ritratto di voceperduta

A dispetto del protagonista

A dispetto del protagonista, risponderò a ogni genere di intervento. Le sue elevate considerazioni di se stesso lo portano a sprofondare man mano che la realtà gli si spalanca tutt'intorno. Ciao Adriana, e grazie del sentito apprezzamento. Un saluto, a presto, Francesco.

ritratto di Eli Arrow

Molto interessante questo

Molto interessante questo testo. Mi ha ricordato il teatro dell'assurdo. Mi piace leggere fra le righe l'intelligenza con cui scrivi.

Ciao Francesco :)

ritratto di voceperduta

Ciao Eli

Ciao Eli, grazie per il tuo premuroso commento. Il richiamo al teatro dell'assurdo è un' ammirevole associazione.  Un caro saluto, a rileggerci, Francesco.