La cascata di bollette

ritratto di voceperduta

 

 

 

 

L'idea di Melissa, l'advertising consultant del locale, suggestionò la rassegna dei soci riuniti per l'assemblea straordinaria.

«Proviamo con Arcinolfi...».

Lo stesso proprietario, inizialmente riluttante, abbracciò la proposta con maccheronico entusiasmo.

«Dio crepàa! L'Arcinolfi! Saranno quindici anni che non lo vedo sul palco!».

A Melissa e al suo staff, spettò il compito di rintracciarlo entro il Sabato annunciato.

«Vogliamo una grande inaugurazione; siete sicuri che un cantautore fuori dal giro sia la giusta soluzione?», domandò uno dei soci senza diritto di voto.

«Bradisca! Vai a prendere otto caffè! L'Arcinolfi è puro spettacolo; cosa vuoi saperne, te?».

                                                                     *

 

Furio Arcinolfi si risvegliò nella mansarda da poco affittata.

«Ecco il caffè; mi dispiace, Furio, ma tra una settimana dobbiamo iniziare i lavori. Ho già parlato con Margherita; potresti prendere un loft in comune con alcuni studenti...sono certo che te la caverai».

Arcinolfi preferì abbandonare subito l'abitazione, lamentandosi per il caffè versato troppo freddo.

«Un bourbon e una spremuta...».

Si accomodò in un tavolo in disparte, sfuggendo agli occhi incuriositi dei clienti del bar.

«Chi è quello lì?».

«Ma come chi è? Rendimi il mio visto, Privènka!, La cascata di bollette...».

«No! Non sembra neanche più lui».

«Già. Gli ho chiesto un autografo, e per poco non mi abbracciava...povero Arcinolfi».

Completata la consumazione, imboccò un vialetto sul quale primeggiava una villetta a due piani.

«Si, mamma, un paio d'ore e torno».

Si preoccupò di non farsi vedere, quando vibrò incessantemente il suo cellulare.

«Pronto? Ma chi è?».

La stessa Melissa aveva disposto di chiamarlo più in fretta possibile.

«Una sola serata? E il cachet?».

Guardò il volto del figlio nascosto dal casco, ripromettendosi che un giorno o l'altro si sarebbero rivisti senza la paura di scontrarsi.

«D'accordo. Ma la lista di canzoni la scelgo io».

                                                                          *

 

L'evento stimolò l'interesse di centinaia di ragazzi e gruppi di suggestionabili curiosi.

«Stasera si esibisce Arcinolfi? E chi è?».

«L'icona degli Anni Novanta. La sua satira controversa le piacerà».

«Se lo dice lei...».

Le promoters completarono presto il loro lavoro; il locale Jam Session traboccava di cocktails voluminosi e servizievoli bartenders.

«Lui dov'è?».

«Già in camerino, presidente...».

All'annuncio dello speaker, il graffiante stridore di alcuni clienti spaventò la coscienza dei soci maggioritari.

«Avremo fatto bene?», s'informò qualcuno.

«Certamente», lamentò Melissa, augurandosi la pronta riuscita dello spettacolo. Nel canonico palco montato per l'occasione, s'intravide la rigida curvatura di Arcinolfi.

«Però...me lo ricordavo più alto».

«Io con più capelli...».

Sollevò debolmente la sua chitarra, riannodando le sue dita alle corde.

«Vai con la Cascata di Bollette!».

«Panissa! Suonaci Panissa!».

Socchiuse gli occhi, intonando un brano sulla triste vicenda di un uomo obbligato a esibirsi per strada.

«Che lagna è mai questa?».

«Via! A pedate sul fianco! ».

Il proprietario del Jam Session si spazientì con gli altri impresari.

«L'Arcinolfi! Lo sapevo io che era cotto!».

                                                                            *

 

Rientrato in camerino, l'Arcinolfi venne seguito da Melissa per l'adempimento del pagamento.

«Allora? Sono andato bene?».

La donna, colpita dalle condizioni degradanti del cantante, si dimostrò cordiale e premurosa.

«Certamente. L'amministrazione allo stesso modo è rimasta entusiasta...».

Furio Arcinolfi si ritrovò da solo dinanzi allo specchio; la foto del figlio campeggiava sopra una distesa di diffide giudiziarie e di tasse da pagare.

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Gradimento

ritratto di Vecchio Mara

un triste...

viale del tramonto, per il mitico Arcinolfi... purtroppo il tempo non fa sconti a nessuno... fortunato chi trova il coraggio di lasciare, possibilmente con il portafoglio gonfio, le luci della ribalta prima di diventare patetico. Piaciuto.

Ciao V. P.

Giancarlo

ritratto di voceperduta

Ciao Giancarlo

Ciao Giancarlo, considerazioni condivisibili le tue. Un meccanismo che oggi ti espone al successo, domani può anche affossarti. Grazie per il commento. Francesco

 Un narrare stringato, senza

 Un narrare stringato, senza alcuna descrizione, soltanto dialoghi, ma indubbiamente efficaci. Mi lascia un po'  stupito, non deluso. Un modo di raccontare personalissimo. Complimenti e saluti.

ritratto di voceperduta

Ciao Ellebi

Ciao, ho apprezzato il tuo sintetico commento e la trasparenza della tua analisi. A rileggerci, un saluto, Francesco.