La tesi

Michele passava il tempo nella sua stanza a scrivere poesie e racconti. Si presentava come un ragazzo sensibile e sfortunato, una persona moralmente superiore che nessuno capiva. Laura, all’inizio, aveva visto in lui qualcosa di speciale, e se n'era innamorata.

Quell’estate Michele aveva iniziato a scrivere la tesi. Un giorno Laura gli scrisse. Era passato tanto tempo, dall’ultima volta. Lui l’aveva delusa, e lei gli aveva scritto che doveva smetterla di lamentarsi a parole, per cominciare a vivere. Che lei, alla sua età, lavorava già da anni, per contribuire, con il suo stipendio, a mantenere una famiglia numerosa, visto che solo il padre lavorava, con sei figli a carico. Laura, nonostante il lavoro, era riuscita a laurearsi e a realizzare i suoi sogni. Non aveva mai chiesto nulla a nessuno, e nessuno l’aveva aiutata: aveva fatto tutto con le sue forze. Michele, invece, non aveva mai lavorato. Durante gli anni di studio aveva continuato a scrivere e a cercare donne su internet. Nonostante l’apparenza timida, ombrosa e triste, quando si trattava di provarci, protetto da uno schermo, ci andava pesante con le avances. Chiedeva alle donne di spogliarsi per lui e di mostrarsi nelle pose più volgari, come aveva visto nei video porno. Lui non si mostrava mai. Le donne, per lui, o erano angeli o puttane. Spesso la stessa donna passava dall’uno all’altro stato: se gli si concedeva, se faceva quello che lui chiedeva, diventava puttana. Le donne, inoltre, nei suoi racconti, erano sempre perfide approfittatrici, che lo deridevano per la sua indole sensibile e lo consideravano un pusillanime. A lui preferivano sempre uomini ricchi e brutali. Si era innamorato, anche. Di una ragazza molto bella che però lo considerava uno sfigato, "uno di quelli che sembrano non mangiare mai", e ben presto gli aveva preferito un ingegnere.

Laura si rifece viva, dunque. All’inizio lui fu duro e le rinfacciò tutto ciò che lei gli aveva detto l’ultima volta. Era il momento di vendicarsi. Appena lei gli chiese della sua tesi, subito pensò di approfittarne. Se ne avesse avuto voglia, disse, avrebbe potuto aiutarlo a scrivere. Lei, che, come molti fanno, riusciva ad essere dura e severa proprio con le persone che amava e che l’avevano delusa, ora, di fronte alla sua richiesta, si era subito dichiarata disponibile: pensava che quella richiesta fosse un attestato di stima e allo stesso tempo un’occasione per dimostrargli che, nonostante le accuse che gli aveva mosso in passato, era pronta a dare tutto per lui.

Michele le chiese così di scrivere un paragrafo, scegliendo l’argomento che preferiva. Laura si fece in quattro per cercare il materiale, studiò e scrisse. L’esperimento andò bene, e dopo un po’ lui le chiese di scrivere un altro paragrafo. Di nuovo lei si mise a studiare e scrisse. Lo faceva volentieri, come sempre si fa qualcosa per una persona che si ama.

Poi il lavoro le rubava il tempo, ma ne trovò a sufficienza per leggere puntualmente tutto ciò che lui le mandava, dandogli suggerimenti e consigli. Lui ne era soddisfatto, e lei un po’alla volta cominciò a pensare che quella tesi scritta insieme fosse come il figlio che non avrebbero mai potuto avere.

La tesi finì. E con essa finì tutto: lui smise di rispondere ai suoi messaggi. La fiducia di Laura cominciò a vacillare. Quando Michele si laureò, Laura gli scrisse per sapere come fosse andata la discussione. Lui non le rispose mai. Pubblicò una foto, circondato da due belle amiche, mentre stringeva al petto la tesi, il supposto frutto del loro amore.

Laura non lo cercò mai più. La delusione cocente bruciò a lungo, ma ormai nessun tentativo di credere nella sua bontà poté più rinascere.

Lui ricominciò a scrivere le sue poesie disperate e i suoi racconti che parlavano di uomini sensibili e incompresi e di donne perfide e traditrici. E ciò che più la feriva, era che tutti gli credevano.

Anche Laura scriveva, e un giorno decise di pubblicare la sua storia. Michele quella volta si fece vivo subito, e la minacciò: "Se hai un po' di dignità cancella subito quell'obbrobrio che hai appena pubblicato."

Laura pensò a un aneddoto su Picasso: guardando Guernica, un ufficiale nazista gli disse: "Chi ha fatto quest'orrore?". "L'avete fatto voi." rispose Picasso.

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Gradimento

ritratto di Max

Tesi e antitesi,

ne hai teorizzato i vari aspetti, distinguendoli in relazione, contrarietà, steresi e contraddizione. Aristotele ne sarebbe stato felice, ma penso che anche Kant non lo avrebbe considerato del tutto negativo. Scherzo, ovviamente. Più che altro in questo pensiero si nota il grandissimo amore di sè e del proprio comodo che talune persone torppo spesso mettono in pratica. Eh, sì, non tutto ciò che sembra è quel che appare, soprattutto in amore.

Piaciuto.

Ciao Max, grazie mille. Hai

Ciao Max, grazie mille. Hai colto in pieno il senso del racconto. Come ho scritto nel mio profilo, il vero volto di una persona lo riconosci da come ti tratta quando non ha più bisogno di te.

ritratto di Rubrus

***

Confesso che mi sembra un po' la sintesi di un racconto, cioè l'enunciazione di quello che deve succedre - cioè i vari passaggi psicologici nella relazione tra i due ed il loro evolversi in attesa di di una descrizione più precisa e direi anche un po' meno impersonale. 

Insomma, non mi ha convinto molto. 

La tesi.

Ciao Rubrus. Il testo è un po' troppo sintetico, sì, ma non credo che lo rimaneggerò. L'ho scritto in dieci minuti e questo è il tempo massimo che posso dedicare alla scrittura, ultimamente. Qui non c'è niente che deve succedere, è già successo tutto. Lui chiede, lei dà, lui si tiene il bottino e se ne va. Ma, secondo lui, quella che non ha dignità è lei...;-)

Più che i passaggi psicologici, sono i fatti che parlano. Per questo è impersonale.

Grazie mille del passaggio

ritratto di Jorily

Concordo

mi ritrovo con la posizione di Rubrus: potrebbe avere senso estendere ulteriormente alcuni punti che sono solo accennati, come, ad esempio:

- Perchè lo aveva deluso e come?

-  quel "cercare donne su internet", quelle "avance pesanti" (forse mio interesse morboso) cosa faceva?

- Laura faceva parte di quelle "donne su internet"?

per me, inoltre, non è chiaro alla fine se davvero "l'argomento è chiuso" per Laura o se qualcosa sia ancora rimasto (magari tristemente latente)

Ciao Jorily, rispondo al tuo

Ciao Jorily, rispondo al tuo curioso commento: come ho detto a Rubrus, non credo che rimaneggerò il testo. Non era mia intenzione scrivere un racconto erotico e perciò ho solo accennato al tema per meglio descrivere l'ipocrisia (e forse la schizofrenia) di taluni personaggi che hanno una doppia vita e una falsa percezione di sé. Laura, che ne conosce bene i retroscena, non può che esserne irritata.

Quanto all'ultima domanda, ho già risposto nel testo: "Laura non lo cercò mai più. La delusione cocente bruciò a lungo, ma ormai nessun tentativo di credere nella sua bontà poté più rinascere."