Stai attento Pá!

ritratto di Max Pagani

Stai attento Pá!
 
Leggevo, tempo addietro, su una collezione imperiale delle strisce di Shultz, un passaggio che mi permetto di dire “epico” tra Piperita Patty e Charlie Brown. Riporto il dialogo cosi come estrapolato dal Web 
  
Piperita Patty: Tu cosa pensi che sia la sicurezza?
Charlie Brown: Sicurezza?… La sicurezza è dormire sul sedile posteriore di un'auto… Quando sei piccolo e sei stato in qualche posto col papà e la mamma ed è notte, e stai tornando a casa in macchina, puoi dormire sul sedile posteriore… Non hai da preoccuparti di niente… Il papà e la mamma sono seduti davanti, e si prendono loro tutte le preoccupazioni… Si occupano loro di tutto…
Piperita Patty: Che bello!
Charlie Brown: Ma non dura! Improvvisamente ti trovi cresciuto e non può mai più essere così! Di colpo è finita, e non dormirai mai più sul sedile posteriore! Mai più!
Piperita Patty: Mai più?
Charlie Brown: Assolutamente mai più!
Piperita Patty: Tienimi la mano, Ciccio!

Che dire? Il buon Carletto Marrone ha disegnato in poche parole una parabola che dura invece anni, anni in cui non sai che le cose succedono, poi capisci che le cose succedono solo agli altri che non conosci, poi a quelli che conosci, poi a volte ti trovi spiaccicato con un guard rail che ti carezza il viso.
 
Mi ricordo da piccolo i viaggi interminabili che sistematicamente facevamo  per andare in Romagna nelle vacanze estive, percorrendo una statale storica e splendida come  la Tiberina, ma decisamente impervia nel tratto appenninico tra Umbria Toscana e Romagna. A quel tempo c’era l’autostrada del sole, ma giá costava troppo, a quel tempo non c’era ancora la superstrada Orte Cesena, a quel tempo non c’era solo un bimbo che dormiva sereno sul sedile dietro perchè nulla può accadere che c’è suo padre che guida e la mamma che catalizza le preoccupazioni.
A quel tempo di bimbi ce n’erano quattro.
Il cane. Si vero, un paio di volte c'è stato anche il cane. Un setter Irlandese di una bellezza e di uno snobismo iche non aveva eguali. Era talmente snob che dormiva solo sui piedi di mia mamma perchè diceva che erano quelli che puzzavano di meno. E mia mamma sedeva dietro con noi, perchè davanti c’era la Zia.
C'era anche la Zia, non dimentichiamoci. Ma noi avevamo una Giulia Alfa Romeo, diamine.
E per giunta, Super.
 
Sereni si, il nostro problema non era la paura di schiantarci, consapevoli che alla guida ci fosse un guidatore attento e corretto, il problema era che il guidatore si faceva dalle venti alle trenta Marlboro a viaggio, ma non effettuando venti o trenta soste, semplicemente sparandosele in macchina, come era buon uso fare quarant’ anni fa, con caldo torrido e senza aria condizionata.
«Bambini tenete chiusi i finestrini che prendete aria e poi la macchina consuma troppo!» .
Consuma troppo? Quella macchina andava a Marlboro, non a benzina. Noi ci sognavamo il profumo dei vapori della benzina, andavamo a sniffarli riempendoci le narici e i polmoni quando faceva il pieno, sapendo poi cosa ci avrebbe aspettato durante il viaggio. La Giulia per quanto Super consumava poco purtroppo, perchè il pieno si faceva solo alla partenza, purtroppo.
Nella bellissima Giulia Super rosso bordeaux, sapeva tutto di fumo, la finta pelle appiccicosissima d'estate e gelida d'inverno, i tappetini in gomma cristallizata e il padiglione superiore, microforato e atto a trattenere fumi normali e restituirli poi tossici nel tempo.
 
Spevano di fumo anche i fanali.
 
Ma eravamo sereni, e sugli Appennini lasciavamo scie di vomito di ogni colore, il massimo era quando il salame rigurgitato dei panini rimaneva incollato alle lamiere e i parenti romagnoli capivano com’era andato il viaggio in relazione a quanto colore originale avesse mantenuto la carrozzeria.
Vomito a parte, io dormivo, appunto, perché nulla poteva succedere, nulla poteva accadere perche la tua mente non era ancora contaminata dal fatto che le cose succedono. Per noi era una linea che dovevamo percorrere, una linea veramente spazio temporale, una partenza un arrivo, nulla in mezzo, solo la linea nera della freccia. E il fumo.
A quell’età andavi e venivi, l’oggetto del malessere o benessere era solo l’andare o venire, raggiungere il posto nuovo dava gioia, partire dal posto vecchio dava piacere e sollievo, partire dalla vacanza dava la morte dentro ed arrivare a casa sapeva di scuola.
Tutto quello che accadeva in mezzo era solo trasporto, traslazione da A a B, e si dormiva. Prima e dopo il vomito.
 
Nulla poteva accadere.
 
Ora sono cresciuto, anche troppo. Quando guido io, torno indietro nel tempo e mi rivedo i bimbi che dormono sereni sul sedile dietro, un piacere unico e responsabilità che levava il fiato. “Non deve accadere nulla, loro sognano nelle mie manI”. E allora mi viene in mente il dialogo tra Charlie Brown e Piperita Patty:
 
«Ma non dura! Improvvisamente ti trovi cresciuto e non può mai più essere così! Di colpo è finita, e non dormirai mai più sul sedile posteriore! Mai più! »
 
E infatti, come se qualcuno girasse l’ interruttore della coscienza,  ad un certo punto qualcosa cambia, ed alla curva stretta e cieca che per anni ho preso con disinvoltura, un giorno il mio piccolo allunga il naso per veder cosa c’è dietro a quella curva, si tende in avanti e mi dice un:
«Attento pà! ».
Gli sorrisi e dissi «Tranquillo piccolo, tutto ok, guido io. Guida Pà!».
Ma sapevo che rarebbe stato inutile, quel candido sereno fisico che lo ha vestito per anni ormai aveva preso il volo. Lui aveva scollinato. Sulla mia macchina avrebbe dormito ora solo se preso dalla stanchezza, ma con un viso un po’ meno sereno, perche a partire da quel giorno, in lui avrebe per sempre abitato la consapevolezza che le cose capitano, e a volte capitano proprio brutte..
 
Io? Io penso che io non riesco più a dormire su nulla invece, ne in aereo (gli aerei cadono) ne in treno (i treni deragliano) ne in pullman (i pullman si schiantano in galleria e prende fuoco tutto), in nave poi non se ne parla (le navi rollano becchecciano e affondano sempre).
Non riesco men che mai a dormire in macchina, chiunque possa essere alla guida, sono sempre teso e tendo a spingere freni che non esistono.
In macchina alla fine, riesco a dormire solo se guido io, perché allora sono sereno. Perché tendo a fidarmi di me, specie quando non mi racconto le bugie.
In macchina dormo sì, ma state tranquilli, lo faccio solo per brevi tratti, preferibilmente in rettilineo, perchè magari le cose, capitano solo agli altri.

 
Fine

 

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Letto tutto di un fiato (per

Letto tutto di un fiato (per via del fumo)

Grazie per i ricordi, spero che la nuova Giulia sia più simpatica del cane snob.

Bravo!

ritratto di Max Pagani

La nuova Giulia

ha 37 anni ed e' piu' snob del setter e piu' bella del setter.

Ma dei sui 37 almeno 25 credo siano di esperienza... insomma gli pedono tutto.

 

ritratto di Rubrus

***

Questo me lo ricordo anche perchè io percorrevo la stessa strada venendo dalla parte opposta e quei tratti dell'Appennino a volte sono così impervi e spopolati che, se all'epoca li avessi conosciuti, avrei detto che mi pareva di essere nel New England di HPL o di King .  

Me lo ricordo anche perchè è un bel, bellissimo racconto (anche se nel penultimo capoverso la consecutio zoppica rispetto agli altri capoversi).

Quei viaggi lì rimangono e ne ho scritto anche io quando è arrivato il tempo di stare sul sedile davanti (non mi piace affatto parlare dei miei racconti in un commento, ma, maledizione, oggi per la seconda volta mi tocca fare un'eccezione http://www.neteditor.it/content/237443/due-giorni-prima-dei-morti. )

ritratto di Max Pagani

Grazie Roberto

la consecutio zoppicante era dovuta al fatto che ho dovuto pesantemente modificare i tempi, visto che fu scritto qaundo realmente i piccoli miei erano piccoli...

Oggi guidano loro, immagina.

Credo di avere sistemato a dovere, ieri di corsa mi  era sfuggito il mix dei tempi.

Ciao e le eccezioni qui (specie le tue) sono sempre benaccette.

mp

ritratto di Elisabeth

Il passo del Muraglione lo

Il passo del Muraglione lo faccio spesso. Ha sempre il suo fascino e lo preferisco all'autostrada, veloce, ma noiosa. Il passo offre invece spazio per l'immaginazione e scorci di pietraie e macchie di vegetazione. Mi è piaciuto leggere qui quel passaggio dalla sicurezza fanciullesca, qui e ora, domani è già un tempo troppo lontano, all'essere consapevoli, con tutti i dubbi e le paure, che il domani presenta curve e può privarti del sonno. Hai descritto in questo passaggio anche uno spaccato di ricordi, sì... più o meno funzionava così. 

Ciao Max e bravo!

ritratto di Max Pagani

Si piú o meno

Funzionava cosí. E forse non mi manca. Anche se ho qualche anno in piú....

ritratto di monidol

Che tenerezza Max Pagani

che tenerezza Max Pagani

che tenerezza Max Pagani

che tenerezza Max pagani

che...

ritratto di Max Pagani

Vero?

Sî, fa tenero.

Pensa che mi intenerisce pure a me, a me Max, mi spiego?

:-)

 

ritratto di BRUTTOMABUONO

*Ciao Max*

 
Davvero un racconto molto bello, che unisce amarcord e filosofia Peanuts.
In casa mia non ha mai fumato nessuno (a parte mio nonno che era una ciminiera, ma in macchina comunque si asteneva) e non posso nemmeno immaginare la sofferenza di viaggiare in un'autentica camera a gas.
Piaciuto molto. Molto maxpaganico.
 
 
ritratto di Max Pagani

BMB

Camera a gas, e le bronchiti croniche andavano di moda a quel tempo. Ma meglio sulla Giulia Super che sulla 600!!

E quando si parla di nostalgia.....

....non posso certo mancare!

Anch'io ricordo i viaggi in auto per le vacanze. Perfettamente uguali ai tuoi.

I panini...il fumo...le dormite sul sedile posteriore......Hai dipinto uno scorcio di vita che credevo sepolto per sempre nei meandri della memoria. Lo hai fatto tornare a galla ed ora è lì che mi tira i pantaloni.

E sopratutto hai evidenziato quella sicurezza che avevo e che era tutta mia. Che nulla poteva succedere, che tutto sarebbe sempre andato bene.

Ma da un bel pezzo mi sono trasferito sul sedile anteriore ed ora guido io. Non fumo ma sto attento.

Perché sul sedile anteriore le cose capitano. Purtroppo.

Piaciutissimo!

 

ritratto di Max Pagani

Divertirsi a scrivere

e il piacere di condividere!.

Scopo primario di Neteditor, direi. (belle donne a parte)

:-)

Ciao Paolo

mp

 

 

ritratto di Claudio Di Trapani

Piaciuto anche

questo, anche se di genere diverso da quello che ho letto prima. Un misto di nostalgia, di paure esorcizzate col collarino dell'ironia, e di viaggi in macchina nell'autostada personale, strapiena di segnali di pericolo, in un numero maggiore di quelli che incontriamo viaggiando sul serio da qui a là. Divertente la battuta della macchina che va a marlboro. Beh, continua a stare attento, pà.

;)

ritratto di Max Pagani

Sempre attento e vigile

E dormire solo e sempre solo nei rettilinei!