Il Creatore di meme

ritratto di voceperduta

 

 

 

“Il primo giorno Remigio scelse il modello. E si accorse che non era sfruttato.

Il secondo scovò un sito che illustrasse le parole più adatte.

Nel terzo riportò il font e allineò i caratteri di prova.

Quarto e quinto gli servirono per creare una battuta che diventasse celebre.

Nel sesto cambiò la battuta perché non l'aveva compresa.

Il settimo giorno, conclusa la sua opera, decise di riposare...”.

 

«Remigio, svegliati! Fuori si è allungata la fila!».

Remigio Bufala aprì il negozio come tutte le mattine; i commentatori delle bische di Halloween reclamavano le cover intonate per l'immediata festa.

«Ce l'hai color zucca?».

«Keep calm and drink blood. È mia, la prendo...».

Approfittava delle pause permesse dalla clientela, per fiondarsi sul banco e ribaltare lo schermo del computer portatile.

«Ok, Mr. Cobblepot, da oggi diventi virale».

Si dimenava nervoso e incurvato, agognando il primo, irresistibile, “Like”.

Un ragazzo che attendeva di essere servito, lo agguantò solertemente per la manica:

«Remigio! Porcodiquelflamingo! Dove sono le solette con le falangi staccate?».

                                                                 *

 

Cenavano lui e la madre a ridosso di un supporto inclinabile, mentre ingerivano le notifiche che di colpo si accumulavano.

«Mi ha mandato un nuovo poke».

«Chi?».

«Si fa chiamare “L'allegro Chirurgo”».

«Ti ha chiesto di uscire?».

«Si, ma come faccio; ho promesso a TarzaNomade che avremmo fatto un salto al Kala Shorts. Finisci tu di sparecchiare?».

Remigio si era entusiasmato al pensiero che il suo meme aveva raggiunto il dodicesimo posto tra le web pages più visitate dell'ultima ora; era talmente euforico che aveva indossato i guanti da cucina e predisposto la cima di piatti da lavare.

«Ti senti bene?».

«Ma certo. Mi occupo io di tutto».

Immaginava un futuro munifico e radioso; sarebbe diventato presto YouTuber, avrebbe aperto un nuovo blog e brevettato il suo inimitabile Harlem Shake.

«Ricordati di dare l'acqua alle piante, poi...».

E poi? Magari la televisione per iniziare; l'imitazione di Mr. Cobblepot, un omaggio quasi dovuto.

                                                                           *

«No, che non vanno bene. Mi servono delle salviette doppio-strato per togliere il sangue finto. Ricordati che sono un avvocato...».

Aveva ripreso il suo compito al negozio, quando entrarono due ragazze sboccate che rovistavano tra le cuffie in promozione.

«Vi do le Panakuel, sono le migliori».

Remigio aveva notato che le ragazze ridevano in modo sciatto e compulsivo.

«Che c'è di divertente?».

«Niente, scusaci», disse una, «ma la mia amica ha inventato una scemata che adesso è la più cliccata su internet».

Restò frastornato quando vide apparire il suo meme, con tanto di marchio di produzione falsificato.

«Non credo sia opera vostra».

«Come no? E poi che ne sai, tu, eh?».

Effettuò un controllo in rete che gli confermò il sospetto temuto; ben milleseicentoventiquattro internauti rivendicavano la paternità del meme, fornendo gli screenshots delle fasi di ritocco con Photoshop.

«No, non è possibile, l'ho creato io!».

Alcuni avevano già prodotto una bacheca con vari meme riguardanti “le disavventure con l'ombrello di Mr.Cobblepot”.

«È assurdo...loro non possono...io...devo fare qualcosa».

Aspettò che l'ultimo cliente lasciasse il negozio, per sferrare l'attacco punitivo ai contraffattori di idoli.

                                                                         *

Sua madre lo chiamò per la cena e lui si presentò puntualmente adirato.

«Ti mostro un file divertente; è un'idea di TarzaNomade».

Capì che non era bastato rintracciare gli utenti traditori e cancellare il contenuto dalle loro pagine web.

«È Mr.Cobblepot, vero? Da piccolo lo adoravi».

Remigio si alzò innervosito, tramando una visione su come annichilire il tentato inganno.

«Dove vai?».

Elaborò le ultime istruzioni del virus, e lo trasmise alla lista di utenti sotto l'avviso di “Apocalisse”.

Una gran folla si radunò nella piazza, riunendosi attorno all'effigie di un robot androide; smartphone e laptop si spensero gradualmente, lasciando i seguaci da soli e sconnessi, mentre i segni del flagello raggiungevano i disarmati eroi rinchiusi nelle loro caverne.

 

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Gradimento

ritratto di Tintin

Divertente

fin dal principio, dove non si può fare a meno di notare la buffa associazione di Remigio all'onnipotenza di Dio.  E questo già cattura il lettore. (per lo meno, ha catturato me, insieme alla risata fatta già alla sesta riga)

Un testo di piacevole lettura, simpatico e contemporaneo. Che racconta una realtà spinta oltre, ma neanche troppo surreale.  Mi sono mancate alcune descrizioni, ma è una cosa mia, che amo la narrazione dettagliata. Di certo così, arriva molto più immediato. Rapidoe d'impatto, come le scene che si susseguono. Infatti a momenti, sembrava di essere a Teatro. 

Distante dai miei gusti e dal mio umore, mi hai fatto contraddire.  

ritratto di voceperduta

Ciao

Ciao, mi fa piacere confrontarmi con commenti articolati come il tuo. Probabilmente è vero che il meccanismo teatrale spesso orienta la scrittura, almeno nella disposizione dei passaggi più salienti.

Contento che ti abbia catturato e contraddetto positivamente. A rileggerci, Francesco.

ritratto di Lysi

che bello questo brano,

che bello questo brano, complimenti. Per originalità, fantasia e lessico. Hai tenuto tutto sul racconto breve e penso sia una scelta azzeccata, il brano  non annoia, anzi, a mio avviso ha un buon ritmo.Un pizzico folle questo dio-robot tecnologico, vendicativo come il dio della bibbia,  ho sorriso sul sesto giorno della creazione,  ma anche per tutti i piccoli dettagli sparpagliati qua e là nel racconto. 

ritratto di voceperduta

Ciao Lysi

Ti ringrazio per il commento e per il suggestivo gradimento Un saluto, Francesco.

ritratto di Eli Arrow

Prima di tutto, questa frase

Prima di tutto, questa frase non so bene come interpretarla:

«È Mr.Cobblepot, vero? Da piccolo lo adoravi».

perchè a una prima lettura, ho pensato che appartenesse all'ambito dei falsi ricordi/modificazione del passato in cui la madre colloca il meme di Remigio, però mi sono anche chiesta se non potesse trattarsi di un plagio nel plagio. Nel senso, forse  Remigio ha creato Mr. Cobblepot da una sua rininiscenza infantile non consapevole?

Questa storia del plagio ti intriga, vedo, tratti lo stesso tema in Copy, Right? anche se sono due racconti diversi.

A parte la struttura che ricorda il teatro (di cui ti ho già detto che mi piace) un'altra cosa mi piace, dei tuoi racconti: i nomi dei personaggi, sempre particolari.

Ciao

ritratto di voceperduta

Ciao Eli

Mr.Cobblepot altro non è che il più conosciuto Pinguino di Batman (Oswald Chesterfield Cobblepot).

Evidentemente lui sin da piccolo aveva una smisurata predilezione per il personaggio, e alla madre è affiorato il ricordo di questo. Lui stesso ha "plagiato" per così dire, ma la creazione del meme gli ha suggerito l'illusione di avere comunque architettato qualcosa di unico, attraverso gli espedienti delle ripetute modifiche e assimilazioni di parole alle immagini. Da qui, l'identificazione finale con lo stesso personaggio, nell'immaginare un piano basato sul risentimento e la tirannia verso gli altri.

Grazie per la lettura e per l'approfondito commento. Un saluto, Francesco. 

 Umorismo a denti stretti.

 Umorismo a denti stretti. Rischiavo di perdere questo tuo ultimo e sono andata a cercarlo. Mi piace l'ironia con cui attribuisci i nomi ai personaggi, mi piace il modo con cui intersechi le sequenze del racconto, lasciando sospensioni e omettendo descrizioni. Tutto è visivo e vivo. Gli sfondi sono ridotti all'essenziale. Queste sono le tue migliori peculiarità. Insieme a una verve spesso surreale e lieve che fa di te un autore inconfondibile. E non annoi. Mai. 

ritratto di voceperduta

Ti ringrazio

Ti ringrazio vivamente per il suggestivo commento; hai fatto una disamina molto vicina alle caratteristiche attuali. A rileggerci presto, un caro saluto, Francesco.