Gli amanti (contenuto sensibile)

ritratto di Francesco N

Eleonora andò ad aprire la porta. Qualcuno aveva urtato entrambi i pugni tre volte, con violenza. Guardò dallo spioncino, poi emise un impercettibile sospirò e abbassò la maniglia. Era Paul ed era ubriaco, di nuovo.

Era tardi, erano le quattro e Eleonora stava scrivendo, alla macchina da scrivere, in camicia da notte. Si aspettava l'arrivo Paul, anzi era quasi preoccupata dal suo ritardo. Paul beveva ogni sera, da tante sere. Eleonora lo amava tanto da essersi innamorata anche di questo vizio. Paul era la sua fonte di ispirazione, ciò che le dava linfa per la scrittura. Non le importava se in quelle condizioni non poteva ricevere nulla da lui. Le bastava vederlo, sentirne l'odore, toccarne i capelli.

Paul era un pittore di successo, un neorealista. Bere nei peggiori posti della città, chiacchierare con spacciatori e prostitute era il modo in cui riusciva a trarre l'ispirazione per trasporre il mondo sulla tela. Nel frattempo, però, il grande artista non riusciva a mettere due parole insieme, finì con l'accasciarsi sul tappeto e dormire rumorosamente. 

Eleonora gli gettò una coperta addosso, poi si chinò e gli baciò la fronte, poi gli accarezzò i capelli. Si odorò la mano, sapeva di capelli unti. Lo fissò per un po'. Era bello ai suoi occhi, anche così trasandato e malconcio. Poi gli infilò una mano in tasca, c'era lo schizzo di una donna nuda, un abbozzo embrionale in cui però i seni e la vulva erano ricchi di particolari. Quindi gli infilò la mano dentro le mutande e incontrò il pene, era flaccido e umido. Portò via la mano e la annusò più volte, mentre i suoi occhi vagavano e puntavano le dita impuzzolite e lui, lì inerme. Odoravano di sperma. - Aveva scopato il figlio di puttana! -

Non le importava se Paul andava con le altre, non le importava se per coltivare la sua arte non fosse mai abbastanza sobrio da offrirle una chiavata, ma addirittura farsi un'altra, ma non lei, - una mignotta - presumeva. Più che gelosa, era offesa, le pareva di essere messa da parte, ingiustamente. Si immaginò Paul, lo immaginava ancora non tramortito dall'alcol, incontrare la prostituta, ammiccarle, avvicinarsi e approcciare con il suo accento british, presentarsi come un pittore e poi via così fino a pagarla, spogliarla, farle assumere quella posa oscena e disegnarla rapidamente, insistendo lì sui quei punti che presto avrebbe toccato con mano, infine abbandonare quello schizzo e gettarsi fra quelle cosce, per pompare come non faceva con lei da tanto.

Si annusò nuovamente la mano, poi sentendo un calore al ventre che cresceva, portò quelle dita dentro le sue di mutande.

Quando ebbe finito, le parve di aver fatto l'amore con Paul, lo credette ad un certo punto, poi fu come se fosse accaduto veramente. Si chinò e baciò Paul alle labbra. Lui emise un grugnito e si girò dall'altro lato. Aveva lanciato la coperta dall'altro lato, evidentemente l'alcol lo riscaldava a sufficienza.

Eleonora si alzò da terra e si avvicinò alla macchina da scrivere. SI sedette, aprì il cassetto e prese una scatolina, ne estrasse una pasticca di efedrina e la mandò giù senza acqua. Fece un bel sorriso e cominciò a scrivere:

Quella sera Tom tornò prima dal lavoro e sorprese Cristina con un nuovo regalo..

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