Il Male Nero

ritratto di Max Pagani

Il Male Nero (Breve storia di un popolo di eletti)

Dedicato a chi capisce da subito

Sì, un probabile popolo si eletti,
Ora comincio ad esserne certo.

Sono sempre di più, in questi ultimi anni sono aumentati in modo esponenziale.

Non è un male, probabilmente.
No, non è neanche un bene.

Perlomeno, possiamo dire quasi univocamente, che non fa bene. All’inizio, non fa bene.

Sicuramente non fa bene quando arriva, inaspettato, senza tanti preavvisi, senza preannunciarsi. Non bussa alla porta, non lascia presagire che qualcosa possa passare a trovarti.
Ti arriva addosso come una folata di vento , non puoi sottrarti, non puoi nasconderti.
È peggio. E’ peggio anche pensare che quel sudore freddo sia solo casuale.

Se ti nascondi è peggio, perché ti arriva addosso con maggiore forza, con un vigore tale che, più sei chiuso in te e più ti nascondi agli altri, più non riesci a farla defluire. Come una folata di vento, appunto, ti abbraccia e ti avvolge, ti fa rizzare i peli addosso ed esplodi in una sequenza di migliaia di aghi che vorresti lanciare (donare..?) agli altri.

Invece no, no. Per i primi tempi, quegli aghi, quel senso di vuoto nero e inutile, quella mancanza di riferimenti, quella sensazione di un non perché, quel “ma perché a me??”, tutto questo .. è solo tuo. Non per altri. Solo tuo.

Intimamente tuo, e lo rimarrà per un po’, non puoi condividerlo, lo puoi raccontare a parole, rendere partecipe qualcuno con fervore, ma non lo puoi condividere con altri.

Di quell’elettricità nera che ti accompagna, è roba tua. Sei stato toccato.

Non è un male.

Sicuramente, non è neanche un bene.

Ho, mio malgrado, molto tempo per pensare, brucio gasolio e penso, condenso il vuoto a disposizione di tutti e lo trasformo in materia prima, a saturare quel poco di spazio che resta disponibile.

Aumenta questo popolo di recettori. Popolo di recettori, si, perché di questo si tratta. Un gruppo di persone senza età definita, che a loro insaputa, intraprendono un viaggio, un percorso che li porta al collasso (temporaneo) chimico celebrale.

Centinaia di migliaia, milioni di input che ti piovono addosso, continuamente, in questo mondo in continua evoluzione, che monta si erige si innalza e cresce. Probabilmente mille anni fa, già esistevano i fulminati, o cortocircuitati. Ma a quel tempo non esistevano i circuiti, pertanto non potevano essere classificati cortocircuitati. Erano malati, folli, invasati. L’ultima di queste forse è la più probabile. Invasati.

Oggi, credo, comincia a definirsi un quadro più preciso, me ne convinco sempre di più.

Sono qualità peculiari, predisposizioni, capacità di comprendere, elaborare e processare.

Capacità di porsi domande continuamente, cercare risposte e porsi altre domande ancora, per capire e metabolizzare quelle risposte.

Ci sono le categorie del “come è fatto, come funziona, perché esiste, quando finisce, perché finisce”.
Ci sono le categorie del “tanto è fatto, tanto funziona, ok esiste, ah.. è già finito, fa niente..

I cortocircuitati sono il portabandiera della prima categoria, hanno una bramosia incontenibile, spesso loro stessi sono incontenibili, e non se ne rendono conto. Assorbono, stipano, annaspano, e poi inevitabilmente arriva il tocco magico. Tilt.

Pensi di morire (non muori)
Pensi di non poterlo fare (puoi farlo)
Pensi sia inutile farlo (serve farlo)
Hai il terrore che ritorni (sai che ritorna)
Non puoi respirare (respiri)

È quel peso terribile sul petto, è quella devastante ondata di energia che ti fa saltare dal letto.

In quel momento, devi capire che sei stato selezionato. Sei diventato il facente parte, volente o nolente, di una categoria di “predisposti” e predestinati, che hanno o avranno valide armi per fare fronte a questa vita su questa palla roteante, di natura agonizzante, ma che di morire non ne ha voglia.  

Si manifesta in squilibri chimici, è un collasso chimico che ta utti gli effetti, la chimica spesso aiuta a superare.

Essa ristabilisce equilibri e ti fa sentire più idoneo. Ma serve solo a mettere in ordine la scorza esterna, per costruire o consolidare buone pareti. LA chimica serve solo per il nostro involucro, che deve proteggere il nocciolo incandescente posto al suo interno. Quel fuoco va protetto e custodito, va alimentato, ma non con la paura, bensì con il coinvolgimento, accogliendo ed aprendosi a questo stato di apparente instabilità fisico-mentale-emotiva.

Io questo credo.

Il male nero, affligge in molti.

Può essere un male nero, ma può essere visto come un segnale di appartenenza, appartenenza ad un popolo di eletti con capacità percettive sopra la media.
Sotto una pioggia continua costante ed eterna di informazioni, tu, tu fatto ad ombrello, sei sicuramente fatto così

È facile capire e immaginare quanto sia inevitabile collassare prima o poi. Popolo di spugne.

Non è un male, no
Non è neanche un bene
È solo un delicato stato dell’essere. Bisogna capirlo, ed accoglierlo.
E fare assolutamente finta, assolutamente finta, di non sapere di avere paura.

 

(Niente Fine)

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ritratto di Elisabeth

Insomma, non se ne può uscire

Insomma, non se ne può uscire in alcun modo? Bello il tratto:

"Pensi di morire (non muori)
Pensi di non poterlo fare (puoi farlo)
Pensi sia inutile farlo (serve farlo)
Hai il terrore che ritorni (sai che ritorna)
Non puoi respirare (respiri)".

(anche il Niente Fine).  Ciao.

 

 

ritratto di Max Pagani

si si

serve tempo, e presa d'atto. Insomma devi saper girare l'ombrello ogni tanto, metterlo per il verso giusto.
Poi piano piano, a volte, capisci che l'ombrello lo puoi addirittura chiudere, e farti piovere addosso.
Roba da bravi.

:-) ciao Beth, grazie.

mp

ritratto di Milli per sempre

Come dire? mi spiace, ma non

Come dire? mi spiace, ma non ci sono in questo insieme : i miei percorsi paurosi hanno altre ciclabili.

Ma le voglio bene e se mai lei ci fosse, nell'insieme intendo, il più del tempo lei ne è fuori e l'insieme è vuoto.

Tacciloro e sticazzi.

Punto, puntoevvirgola e a capo. niente fine.

Milla per sempre.

 

ritratto di Max Pagani

Tacciloro

e sticazzi.
Queste parole manderebbero sul lastrico una folta categoria di PSI

:-))

grande milla

 

ritratto di Klo1980

@MaxPagani

Quell'ombrello all'insù mi ricorda qualcosa.......

Cmq quando vuoi ho sempre un letto libero per te!

:P

piesse:quanto ti capisco...

ritratto di Max Pagani

meno male

che esisti. Tu e i tuoi letti.
ps
quanto capisco che mi capisci...

ritratto di monidol

E' dentro quel vuoto

che...

 

ritratto di Max Pagani

Che

a volte è pieno di nero, a volte ci sono colori.
Sono le cose di questo mondo, quell'altro non lo conosco. :-)

Moni Moni, go ahead!

ciao

mp

ritratto di monidol

... intendevo

che la sfiga o la fortuna di poter sentire, vedere, vivere l'angoscia di quel vuoto fa nascere robe tipo questa

o questa

o questa

o questa

o questa

un popolo di eletti sì...

ritratto di Max Pagani

Super Monica

I colori, si, come dicevo e come dicevi, ci sono anche i colori. Quelli forti, potenti, che sembrano ti facciano esplodere i sensi. In tutti i sensi.

ritratto di Selly e le bebe rosse

m*

SIA Anche. Lascia che sia

 

capiscoattè, tu capitoammé? solo roba da spugne, solo quelle impregnate di sentimento

(il vuoto è solo potenzialità in divenire)

smukkete

ritratto di Max Pagani

Mi dicevano

che il buio non è solo una una condizione del momento, assenza di luce. Il resto non cambia.
Il silenzio, è solo assenza di suono. I vuoti, devono solo essere riempiti con calma.

capitoammé e capiscoattè, sempre. Pure quando ho sonno.

Baci

mp

gemellino

te lo ricordi? http://www.neteditor.it/node/130578

la solita, incondizionata e sorprendente condivisione.

un bacio grande

f

cioè

sto giorni senza passare su net, apro per caso e trovo questo. capisci?

ti meriti un altro bacio

f

ritratto di Max Pagani

ADP

Certo che ricordo... Adesso Dimmi Perché 

ritratto di ivan bui

Ho scritto qualcosa del genere una volta ...

nè bene. nè male, solo una massa di pensieri informi che si trasformavano in un cubo nero. Mi hanno rincorso, legato, pensavo di morire, forse sono morto. Avevo il terrore, l'ho sostituito con l'angoscia, non potevo respirare e sono ancora qui.

Volevo smettere di scrivere, non posso farlo. Ho continuato a farmi domande a cui sapevo di non poter rispondere. Ho ripiegato cercando un genio, l'ho trovato in net. Pazzo? Pazzo.

Che importa.

Perdonami mi è partito l'embolo ed è uscito ... non sei mica l'unico folle in un popolo di eletti. O no?

ritratto di Max Pagani

Lei mi lusinga Bui

Lei mi lusinga, prego, un posto in prima linea nel club c'e' anche per lei.

Sempre

:-)