Flash Fiction

ritratto di Gerardo Spirito

La microstoria è un genere letterario caratterizzato dall'estrema brevità. E' un genere abbastanza controverso, non esistono infatti delle regole ben precise; per alcuni scrittori si possono considerare flash fiction, storie che non superano le 300 parole, per altri invece le 1000 parole.

Naturalmente nel tempo, c'è chi è riuscito a scrivere racconti ancora più estremi, come Hemingway (solo 6 parole, proprio così, avete letto bene!), Gaiman, Baxter e anche Arthur C. Clarke.

 

Avete mai provato a scrivere qualcosa di estremamente breve?

Vi interessa questo stile oppure no?

 

Qui sotto vi lascio i miei preferiti, poche righe, vi assicuro che non affaticherete i vostri occhi!

 

1.Ernest Hemingway: 

-"In vendita. Scarpe da bambino. Mai usate."

 

2.David Brin:

-"Collisione nel vuoto. Le orbite divergono. Addio, amore."

 

3.Stephen Baxter:

-"Big Bang. Nessun Dio. Dissolvenza. Fine."

 

4.Frederic Brown, titolo "Toc Toc", questo testo in particolare è un incipit dello stesso autore al racconto Knock. La frase viene molto spesso attribuita (erroneamente) a Stephen King che l'avrebbe citata in un'intervista giornalistica:

-"L'ultimo uomo sulla Terra sedeva da solo in una stanza. Qualcuno bussò alla porta."

 

5.Neil Gaiman:

-"Sono morto. Mi sei mancato. Bacio...?"

 

6.Arthur C. Clarke, titolo "siseneG", leggendo il titolo bifronte notiamo a chiare lettere Genesis:

-"E Dio disse: ELIMINA linee da Uno ad Aleph. CARICA. ESEGUI.

E l'Universo cessò di esistere. Poi ci rifletté per alcuni eoni, sospirò, e aggiunse: CANCELLA.

Non è mai esistito."

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Gradimento

ritratto di Angela Albano

Se un intero romanzo, o una

Se un intero romanzo, o una singola frase, sono capaci di donare forti emozioni al lettore, allora possono essere considerate delle vere e proprie forme di rispettabile arte.

Si può inserire un'intera vita in una singola frase? È difficile, ma usando le giuste parole, è possibile. Un po' come avviene con gli incantesimi: poche parole che possono incantare un'anima.

ritratto di Lysi

sì, vero, usando le parole si

sì, vero, usando le parole si può tutto in arte. anche solo 2 parole bastano, tipo -'m'illumino d'immenso' - tanto per citare qualcosa di minimale del grande Ungaretti. l'arte a mio avviso non necessita spiegazioni (anche i critici riescono a rovinare l'arte - maledette baronie ),  non necessita altro che di quella magia che pochi talenti veri riescono a creare dal nulla, persino con due parole.

 

 

ritratto di effetticollaterali

Ogni scrittura può

Ogni scrittura può trasformarsi in palude, con radici più o meno profonde che vogliono seguire tutte le direzioni. Ecco, un buon potatore [volevo dire prosatore] potrebbe esercitarsi nella forma breve brevissima che ne scoprirebbe delle belle! Consiglio di buttare un occhio sugli aforisti di professione, per trovare narrazioni brillanti come fulmini e taglienti più dei semi

ritratto di Rubrus

***

E' una forma di scrittura affine per certi versi alla poesia. 

In quanto estremamente breve, stanca in fretta. A volte può essere un calmbour fine a se stesso oppure banale "spirito di patata". Allo stesso modo, può essere davero efficace e fulminante. 

Ne leggi uno e dici "che bello" (be', se è scritto bene) al terzo sei già stufo. Arriva presto , finisce presto e al water non ci pensa neppure.

E' un po' di moda, anche e specie sul web, quindi di solito mi astengo dal leggerla. 

ritratto di Gerardo Spirito

Anche io penso sia molto

Anche io penso sia molto affine alla poesia roberto, e così come la poesia - parere puramente soggettivo - dopo un pò mi annoia. 

Girovagando in internet per l'appunto ho trovato molti riscontri, vari blog/articoli, che discutono o esaltano questo stile, e questo mi ha incuriosito. Qualcosa di interessante chiaramente c'è, però la mancanza d introspezione (per citarne una) probabilmente è un grosso punto a suo sfavore. Ad ogni modo, è affascinante vedere/leggere come certi grandi scrittori del passato (come appunto Hemingway o Clarke) siano stati capaci di ordire in poche righe piccole ma "grandi" storie. 

 

ps: ho finito qualche giorno fa di leggere il cartello di winslow che mi consigliasti, è stata una bellissima sorpresa; e mi raccomando Meridiano di Sangue di Mccarthy: sono certo ti sconvolgerà (in positvo) yes

ritratto di Massimo Bianco

Su internet o per lo meno su

Su internet o per lo meno su questo e altri siti i racconti molto brevi o lampo, cioè non superiori alle 1000 parole e possibilmente neppure superiori alle 500, erano definiti "tagli web" Quando poi il "Net guru" del taglio web ha abbandonato il sito, il termine (così come in parte anche l'uso dell'estrema brevità delgi scritti) è diventato desueto. 

Certo, versi come "ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole, ed è subito sera" (o il sopra citato "M'illumino di immenso" che trovo però fin troppo lapidario), dicono tanto, tantissimo, ma come ho scritto sul mio Netprofilo che riporto qui:
"nutro scarsa propensione per il taglio web, che il più delle volte mi appare mero esercizio di stile." Nel 99,99% dei casi, per l'esattezza, lasciando il rimanente 0,001 a singoli colpi azzeccati da rari geni. Almeno per quanto riguarda la narrativa, che per la poesia in discorso è diverso. E infatti in tutta sincerità gli esempi che riporti tu mi paiono degli scherzi o poco pù, a eccezione della frase di David Brin, che in 8 parole ha saputo, trovo, riassumere una romantica storia d'amore, un lento trascororare nell'insoddisfazione, litigare infinite e infine la sperazione: un'intera relazione sentimentale in 8 parole, insomma. Mentre quello di Brown, il più tosto, è solo un incipit. E tuttavia neanche questa relazione in 8 parole può soddisfarmi, come lettore pretendo comunque qualcosa di più, anzi, molto di più (ma non troppo di più). Per me la narrativa ha bisogno di un minimo di spazio, un minimo di respiro, perchè possa dire qualcosa di davvero profondo e significativo che si conficchi e resti indelebilmente nella mente del lettore. E, infatti, ti devo confessare di aver letto il tuo microracconto intitolato "Infinito" e che non mi ha soddisfatto per niente, scusa. Ciao.
 

ritratto di Gerardo Spirito

Grazie

dell'interessantissima disamina Massimo. E poi anche per la sincerità, è la cosa che apprezzo di più. Quando scrissi l infinito fu più "per provare qualcosa di nuovo" che altro, quindi sono consapevole che non è, e non sarà, mai un brano da ricordare. 

In ogni caso, a presto!

ritratto di BRUTTOMABUONO

In effetti...

...alcune sono carine, ma al di là dei veri e propri colpi di genio, rarissimi, per la maggior parte hanno più l'effetto di una battuta che di una vera e propria opera di narrativa, seppur breve.
Qualche volta ci si è provati anche qui a proporre storie condensate (sebbene non tanto condensate, però), soprattutto il buon 90Peppe90 con i suoi Flash Horror - ai quali mi sono ispirato anch'io lo scorso Halloween per qualche racconto breve.
Sono convinto, comunque, che la lunghezza giusta sia quella che ti consente di raccontare una storia con efficacia, portando per mano il lettore senza stancarlo, ma anche senza spogliare eccessivamente la storia stessa fino al punto da renderla insipida.
Il web, ovviamente, impone dei limiti che su carta non ci sono e questo è ben chiaro a tutti quelli che qui si cimentano. Le storie lunghe non tirano, non c'è niente da fare. Ma non è che la brevità sia automaticamente sinonimo di qualità. Pure questo è chiaro.
 
Tony.