Trenta Metri di Carote

ritratto di Max Pagani

Trenta Metri di Carote

Occorre precisare che l’acquisto della mia casa fu motivato principalmente per il delizioso contesto nella quale la stessa era inserita.

Case e villette basse, prati curati e alberi ad alto fusto che la facevano da padroni, sembrava che tutto l’insieme si divertisse a disegnare nuove cartoline giorno dopo giorno.

Unico neo e indeterminatezza legata al mio insediamento nel quartiere residenziale, era la villetta anni settanta, sviluppata su un unico piano, che insisteva praticamente a ridosso del mio giardino, ma avente il suo giardino in aderenza al mio, qundi luce e aria a sufficienza per tutti.

Il neo al quale faccio riferimento era il totale stato di incuria ed abbandono nel quale lo stabile versava, l’indeterminatezza era invece quanto sarebbe ancora vissuto il vecchietto al suo interno e che cosa ne avrebbero fatto i suoi diretti successori alla sua morte. Cosa ne avrebbero fatto dello stabile, e non del vecchietto, seguitemi bene.

Di li a poco, parlo di otto mesi, nei ed indeterminatezze andarono a farsi benedire in un batter d’occhio; l’omino che pareva la copia di Picasso, ma incurvata a ottanta gradi come a cercare sempre monete e non Monet, venne a mancare spegnendosi dolcemente nella sua amata casa, mentre l’odiato genero, odiato da me e sicuramente anche dal Picasso inchinato, vendette subito il tutto a prezzo ingiustificabile per la zona, visto il più che stabile mercato immobiliare. Era un prezzo troppo alto per il rudere che si presentava alla vista, era invece un prezzo decisamente allettante per l’impresa che acquistò, perche nelle loro mire c’era la totale demolizione e realizzazione di una casa a tre piani con sei appartamenti.

Panico.

 «Ebbene sì», mi disse, quasi sorridendo, il tecnico comunale al quale mi rivolsi, «Signor Pagani, i distacchi e la porzione di cubatura aggiuntiva che i metri quadrati di terreno intorno consentono, garantisce la possibilità di edificare ed innalzare l’edificio». “Edifrocio di un tecnico corrotto” mi venne da dire dall’alto delle mie coronarie prossime all’esplosione, ma poi…, poi me ne andai con la testa che cominciava a razionalizzare ed organizzare le azioni future da intraprendere. Azioni evidentemente non proprio facenti parte dell’ambito legale.

Di fatto, tre piani di edificio, considerando che il suo piano terra era già attualmente rialzato rispetto al mio, avrebbero tolto ore di luce al mio salone, ore di luce al mio curato giardino, e avrebbero pericolosamente tolto sole alla mia amata testa e cervellino instabile. E questo era il fattore principale. Il sole lo volevo io, io in prima persona.

Tre settimane dopo la mia visita al tecnico comunale corrotto, l’impresa arrivò con uno sbuffettante macchinario per fare i sondaggi preliminari a ridosso dell’edificio, in quanto questi manifestava chiaramente cedimenti, vistose crepe ed assestamenti sicuramente problematici in previsione dell’innalzamento di due nuovi piani. Ero curioso, stetti a guardare gli operai che si davano da fare ad estrarre i campioni del terreno. Guardavo, e sentivo la zona del mio cervello, dove risiede la genialità miscelata a perfidia, che cominciava a friccicolare, e poi come a bussarmi sulla spalla e dirmi “Max?? Ci sei??”

Si, ci sono.

Fecero su tutto in poco tempo e se ne andarono, lasciando nei contenitori appositi i campioni di terreno prelevato. Fecero un unico sondaggio, i soldi per indagini geotecniche non sono mai molti, e le imprese cercano di limare gli interventi al massimo. Sei casse ognuna contenente cinque campioni da un metro di lunghezza. Trenta metri di carote, appunto, trenta metri di terreni di riporto, di merdosa argilla e limi argillosi delle peggiori specie, e nessuna traccia di stabili ghiaie o ammassi tufacei.

Conosco bene la zona, è parte del mio mestiere sapere su cosa poggio i piedi, e so che questa porzione di località, e’ caratterizzata da un terreno altamente instabile ed avente portanza quasi nulla. Argilla merdosa, appunto.

Le imprese sono così, appaiono come per miracolo, e scompaiono come per illusione o mirato sortilegio, ed io entrai in azione, regalandomi sorrisi ad ogni specchio mi trovassi di fronte. Lavorando a stretto contatto con i cantieri per la realizzazione della nuova metropolitana, ed avendo una ingiustificata influenza su chiunque abbia a che fare con me, non ebbi alcun problema nel farmi consegnare trenta metri di carote, inerenti un sondaggio specifico richiesto con estrema urgenza proprio in un determinato punto della piazza, ormai devastata dalla futura stazione terminale della nuova metro.

Non a caso, vennero alla luce 30 metri di ghiaie cementate, frammiste a strati alternati ad orizzonti di origine vulcanica, come cineriti e piroclastici, insomma senza ammorbarvi, vi dico che erano terreni con formazioni di materiale che garantivano la possibilità di costruire senza neanche prevedere fondazioni di alcun tipo.

La sera stessa, aiutato da un paio di operai ai quali avevo raccontato lo scherzo che volevo fare al collega geotecnico dell’impresa esecutrice, eseguii la sostituzione delle carote, in modo accurato, non lasciando traccia di alcun passaggio o manomissione.

I tecnici dell'impresa costruttrice vennero a prelevare il tutto due giorni dopo, per portare i campioni in laboratorio, e dopo due mesi cominciarono a costruire.

Otto mesi di lavori incessanti, ero sbalordito dalla velocità esecutrice dell’impresa, ma sapevo anche che tre mesi di lavoro di consolidamento fondazioni non erano stati eseguiti (guarda caso...) e fecero solo piccoli interventi ed iniezioni qua e là… Certo che andavano veloci.

Parlavo e sorridevo agli operai, il capocantiere un giorno , montando l’ultimo livello di impalcature, mi disse «Sig. Pagani, Le leviamo un po’ di luce vero?? Mi spiace, ma vedrà alla fine che bel palazzetto che le lasciamo, altro che il rudere che c’era prima! Ah.. dottò,  se potrei comprare io un appartamentino qui, lo deciderei di farlo subito». Sorridevo e rabbrividivo allo scempio che il capocantiere faceva della nostra amata lingua italiana.

Bene. A lavori finiti tutto era perfetto.

- Dopo un mese tutti i sei appartamenti erano venduti e occupati.

- Dopo quattro mesi cominciarono a comparire le prime disconnessioni e cedimenti differenziali

- Dopo sei mesi, le crepe al piano superiore si aprivano con una velocità impressionante

- Dopo un otto mesi, le facciate erano sempre più simili al viso dell’avvocato Agnelli.

Allo scadere dell’anno dalla realizzazione, i Vigili del Fuoco transennarono lo stabile e sfollarono i proprietari.

Provarono, nei mesi a seguire, a rimediare con altri futili interventi di consolidamento per salvare il salvabile ed evitare l'inevitabile. Io attendevo e vedevo sempre più spiragli di luce arrivare al mio giardino, giorno per giorno, fino a quando avvenne l'inevitabile di cui sopra, un bel raduno di camion ed escavatori, che abbatterono in poco tempo il fabbricato pericolante, ormai instabile e inservibile.

Fu un’esplosione di luce. Un tipo di luce che non era solo frutto del sole, la luce era dentro, la luce di chi senza rimorsi aveva vinto una guerra fatta di mattoni.

Mi esposi in prima persona facendo causa io stesso all’impresa per i danni subito alle mie recinzioni e muri di cinta, e ne venimmo fuori amichevolmente, proponendogli benevolmente io di acquistare il lotto in questione ad un prezzo interessante, ovviamente depurato dalle macerie dell’ex palazzina.

Conservo ancora nel garage il colpo di genio che mi consente ora di passare serenamente le giornate, un colpo di genio che farebbe la felicità di qualunque enorme lombrico fruttivendolo.

Trenta metri di Carote.

Taroccate.

 

Fine.

Questo testo è protetto contro il plagio. Questo testo è depositato ed esiste una prova certa della sua data di deposito e/o pubblicazione. Chi ne fa un uso improprio è soggetto alle sanzioni di legge.

Gradimento

ritratto di BRUTTOMABUONO

Meno male...

...che nessuno ci ha lasciato le penne. Ciao Max, sempre fortissimo.
 
Tony.
ritratto di Max Pagani

Effettivamente

Ai risvolti catastrofici il Max non aveva minimamente pensato...
Ma fa parte dell'essere cinicamente pessimi e grotteschi. Ci sta.

:-)

Ciao Tony, sempre in gamba.

mp

ritratto di monidol

Ecchiselodimentica questo???

uno dei tuoi primi, ricordo di aver pensato... speriamo non sia vero... questo Max Pagani deve essere  un pazzo... invece ora che ti conosco penso... questo mio amico Max è un pazzo sì, ma un pazzo buono e pure intelligente :-P

Ciao fanciullo felice di vedere che torni a muovere parole...

 

 

ritratto di Max Pagani

Ciao Moni

ogni tanto si, ogni tanto muovo vecchie parole. Mi vado a rivedere cose antiche, capire cosa pensavo e come scrivevo.
Alla fine nulla e' cambiato. Avevo detto che questo 2016 sarebbe stato solo un anno di ricicciamenti, niente nuove parole, non sono tempi buoni.

Queste carote mi son sempre troppo piaciute. Un caro carissimo saluto.

Quel pazzo di mp.

ritratto di Elisabeth

Ciao. "indeterminabilmente"

Ciao. "indeterminabilmente" acuto e ironico. Forse ho anche trovato la soluzione per smantellare un paio di muri... Proprio una bella lettura.

ritratto di Max Pagani

Non è per il muro in se...

E' per il sole che leva. Ti capisco.

:-)

ciao!

ritratto di Selly e le bebe rosse

m*

 

 

eh...basta prendere alla lettera le parole: carotaggi...e carataggio fu

 

ciao bestiolino, ti si rilegge sempre con piacere

ritratto di Max Pagani

Carataggio

mi sa per assonanza di Caravaggio. Ma me sa che me sto a allargá... :-)

Ciao bionda, ti si risponde sempre con piacere!

mp 

ritratto di ivan bui

sul pazzo, concordo con Moni ...

anche se devo ammetterti che quando ti leggo mi torna la voglia di scrivere.

Sempre grande. Questo però l'avevo già letto?

Ciao

ritratto di Max Pagani

Si carissimo

tutta roba giá postata, e cancellata.
Il 2016 passerá cosi. tipo vintage...

ciao Ivan, il piacere di rivederti da queste parti paga, paga sempre.

mp

ritratto di Milli per sempre

Che oltrezza....sua altezza!

Che oltrezza....sua altezza! Ciao Conte Max. Rita

 

ritratto di Max Pagani

Forse il secondo

o terzo "Oltrezza" che mi becco.
Si puo' essere piu' felici?

:-)

 

Sei

Sei Max Pessimo! AhAhAh... in quelle carote potresti sempre piantare un po' d'insalata. Ciao.

ritratto di Max Pagani

Si Cré!

Questa é una versione del Max che preferisco. Cinico e con pochi pochi scrupoli.
Ciao Bello!

ritratto di Claudio Di Trapani

Max, sei un birbantello!

E adesso che farai di quei trenta metri di carote? Per smaltirle, ti consiglio un allevamento di conigli. Però, cavolo, in spiaggia affittano gli ombrelloni... mentre tu, per un po' di luce in più. Esagerato!

Beh, un brano assai carino.

By

Claudio

 

ritratto di Max Pagani

Quelle me le tengo strette

Possono sempre tornare utili.
Una casa non é per sempre.
Ciao caro buon 2017!
Mp