Andrea e Malika.....

ritratto di biancaneve.....

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Lo aveva desiderato dal primo istante che gli aveva posato gli occhi addosso, fin da quando ancora ragazzini i loro destini si erano incrociati tra i banchi di scuola. Malika era una ragazzina appena quattordicenne, certamente carina, ma non bellissima, una tipa come tante che stava pian piano crescendo, era proprio in quella fase di transizione in cui non ci si reputa più bambine, ma non si è ancora donne, si sente che qualcosa dentro e fuori  sta cambiando,ci si inizia a conoscere anche sotto altri aspetti, si ha voglia di ribellarsi alle regole, di essere grandi, si iniziano  a provare  i primi istinti sessuali in  modo naturale, ma  quasi incontrollabile, senza essere  neanche  pienamente consapevoli di cosa si tratti. Era proprio ciò che provava lei, le sembrava strana quella voglia improvvisa   di baciare un ragazzo sulla bocca, di accarezzarsi per istinto in alcune parti del corpo e provare sensazioni sconosciute ed inebrianti che le davano piacere, ne era disorientata. Si vergognava di chiedere alle amiche se fosse lo stesso anche per loro, ma sentiva che qualcosa dentro e fuori di lei stava pian piano accadendo. Andrea, invece, era un ragazzetto abbastanza sveglio ed intelligente, uno che non si applicava troppo nello studio, anche se i risultati scolastici dicevano l’esatto contrario, preferiva passare il suo tempo all’aria aperta, amava il calcio, la compagnia degli amici, gli dava piacere anche la lettura un buon libro, sul suo comodino non mancavano mai infatti i capolavori di Bukowski e  Neruda, era uno che aveva le sue teorie strampalate sulla vita,sul mondo,sulla filosofia. Fisicamente Non era bello anzi, era un pacioccone con i capelli rossi e gli occhi azzurri, anche abbastanza goffo nei movimenti, ma tremendamente  socievole, probabilmente il suo modo di fare era semplicemente dettato dalla necessità di superare quella timidezza che  in fondo lo rendeva anche un po’ insicuro. Subito dopo il diploma, ognuno prese la propria strada, Andrea aveva deciso che da grande avrebbe fatto il medico,voleva essere un neurochirurgo di fama internazionale diceva, scherzando,e dalla Calabria partì per  andare a studiare al nord anche se ,in realtà era spaventato dalla novità perché non era mai uscito dal paesello e presto si sarebbe ritrovato da solo in una grande città a  migliaia di chilometri, lontano dai suoi affetti e dai suoi amici. Malika invece voleva fare l’avvocato, ma non avendo grosse possibilità economiche si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza nella sua regione a soli centocinquanta chilometri di distanza da casa. Si persero di vista, senza essere mai riusciti a confessarsi che entrambi provavano dei sentimenti l’uno per l’altro. Nel corso degli anni, Malika si era laureata con il massimo dei voti, aveva avuto due o tre storie più o meno importanti, era diventata una donna realizzata dal punto di vista professionale, brava e stimata nel suo ambiente, ma la sua vita privata era abbastanza monotona e senza grosse emozioni, capitava che ogni tanto pensando al passato, quel ragazzetto le tornasse alla mente. Nessuno degli uomini che aveva avuto era stato in grado di farle provare quelle sensazioni adolescenziali cosi forti, solo lui ancora a distanza di anni ne era capace, infatti, quando ci pensava puntualmente sentiva il bisogno di accarezzarsi, quasi involontariamente faceva scendere la mano nelle mutandine, d’istinto allargava le gambe e con le dita iniziava a stimolarsi l’interno coscia sempre più intensamente fino a venire, era più forte di lei,non riusciva a farne a meno . Anche Andrea ce l ‘aveva fatta, era riuscito a trovare lavoro in una nota clinica milanese, si diceva di lui che fosse un bravo  medico, si era sposato con una collega universitaria, ma dopo pochi anni  di convivenza avevano divorziato. Un sabato sera, uno dei  tanti,  in cui Malika    aveva preferito restare in casa,con  il suo  pigiamone di pile rosa, buttata  sul  divano a guardare la tv e a chiacchierare su facebook, sorseggiando la sua   tisana  preferita al gusto di cannella e garofano, Elena  che era da sempre la sua migliore  amica, le riferì che qualche giorno prima mentre stava facendo la spesa aveva incontrato per caso  Andrea al paesello, le disse che non lo aveva riconosciuto e che  era stato lui ad accorgersi di lei e ad avvicinarsi, si erano abbracciati increduli e in dieci minuti le aveva fatto  mille domande. Le raccontò che si sarebbe fermato per una quindicina di giorni  per sbrigare delle faccende familiari e che stava pensando di organizzare una rimpatriata con tutti i vecchi compagni di liceo,sarebbe stato bello  rivedersi  dopo tanti anni e passare insieme una serata proprio a “ I Mulini”  quel vecchio ristorante tanto carino, dove quasi 20 anni prima avevano organizzato il loro pranzo dei “100 giorni”. Malika restò di sasso a quella notizia, di lui non aveva più saputo nulla, non se lo aspettava, anche se aveva davvero voglia di vedere come era diventato quel ragazzino. Nei giorni a seguire l’amica le comunicò che l’appuntamento era stato fissato per sabato sera e che ci sarebbero stati proprio tutti,perfino Brunella la secchiona che non usciva mai di casa e che ora era sposata e con prole a seguito, Antonio il latin lover ,Marzia la puzzona,Amedeo il brutto della classe . Malika confermò la sua presenza e non ci penso più, si rituffò a capofitto nel lavoro, c’era ancora tanto tempo per organizzarsi visto che era ancora martedì. Il sabato pomeriggio lo usava sempre per prendersi cura di se stessa, per coccolarsi un pò, andava dal parrucchiere, faceva shopping,  la spesa alimentare per l’intera  settimana e lo stesso fece quel giorno lì. Si sentiva stanca verso sera, ma arrivata una certa ora iniziò a prepararsi con cura, era felice di rivedere i suoi vecchi compagni di scuola, era impaziente, ma avvertiva una strana tensione. Alle 21:30 arrivò puntuale Elena che era venuta a prenderla con il suo pandino verde vecchio modello e si avviarono verso il luogo dell’appuntamento. C’erano davvero tutti, si salutarono con baci e  abbracci, ma appena lo sguardo di Malika incrociò quello di Andrea, lei si sentì improvvisamente impacciata per l’emozione,aveva davanti a se un uomo, era dimagrito parecchio, iniziava ad intravedersi qualche ruga d’espressione sul viso, ma gli occhi e lo sguardo erano vispi e furbetti come allora, lo trovò affascinante più che mai. Si sentì pervadere da un inaspettato brivido di piacere lungo la schiena quando lui la salutò affettuosamente con un bacio sulle guance, aveva provato una sensazione cosi forte che temeva lui se ne fosse accorto, fece finta di nulla, convincendosi che era stata solo suggestione, colpa di un tuffo nel passato, ma anche Elena che la conosceva bene non potè fare a meno di notare il suo rossore in viso, tant’è che la prese in giro tutto il tempo inviandole messaggi  su whatsapp. La serata fu piacevole, passò velocemente tra un ricordo ed un altro, tantissime risate, fiumi di birra, e cibo, ma Malika continuava a sentire lo sguardo furtivo di Andrea addosso, si sentiva osservata, scrutata e questo se da un lato la imbarazzava, dall’altro la intrigava molto. Al momento dei saluti Andrea le aveva chiesto di scambiarsi i numeri di telefono per evitare di riperdersi nuovamente  come i venti anni appena passati,promettendole che presto si sarebbe fatto vivo. Nei giorni a seguire lei ci aveva pensato spesso a quelle sensazioni, ma non aveva mai preso il telefono per scrivergli un messaggio anche solo per dirgli che era stata felice di rivederlo, lo fece lui chiedendole di rivedersi quella sera, ma da soli questa volta, perché aveva voglia di fare quattro chiacchiere in tranquillità davanti ad una pizza. Malika accettò l’invito, alle 21:00 arrivò puntuale sotto casa sua, andarono in quella pizzeria vicino alla scogliera dei Rizzi a Cetraro tanto cara ad entrambi,dove da ragazzini spesso nel mese di agosto si recavano  con le famiglie in villeggiatura e si divertivano insieme,tutto era come allora,ancora gli stessi locali storici,lo stesso parco dei giochi, lo scoglio del leone ,nulla sembrava cambiato. Iniziarono a raccontarsi le loro vite,si sentiva lusingata dai complimenti di lui e quando  all’improvviso  tentò di baciarla confessandole che da ragazzino era pazzo di lei, ma che non era mai riuscito a farsi avanti, Malika arrossì timidamente, cercando di divincolarsi quasi bruscamente dal suo abbraccio, era in evidente imbarazzo. Avrebbe voluto dirgli che lei aveva provato la stessa cosa, che lui era stato il suo primo amore, ma tacque, sorrise  nervosamente e cerco di cambiare discorso, dentro di lei  però sentiva come un fuoco, aveva appena realizzato che lo desiderava ardentemente. Fecero finta di nulla continuarono a passeggiare, mangiarono un gelato, il tempo era volato senza neanche accorgersene. Era ormai notte inoltrata quando Andrea la riaccompagnò a casa stavano per salutarsi, ma Malika lo invitò a salire  per un caffè,gli voleva mostrare,la sua casa,il suo mondo, ciò che era diventata,ma appena chiusa la porta  gli si aggrappò  al collo,iniziò a baciarlo sulla bocca,gli strappò via quella camicia azzurra a righe sottili, alternava morsi, baci,e carezze, era diventata tutta rossa dall’imbarazzo, ma lo desiderava ,era quello che aveva sempre voluto e se adesso non  avesse trovato il coraggio probabilmente se ne sarebbe pentita per tutta la vita,lui lo aveva capito  e non si sarebbe più fermato per nessun motivo al mondo,le accarezzò dolcemente il viso ed i capelli per rassicurarla, l’abbraccio e iniziò a spogliarla lentamente. Con le dita lunghe ed affusolate disegnava i contorni dei suoi seni, quei seni erano grossi,belli, tondi, invitanti, iniziò a sfregare e strofinare la sua pelle contro i capezzoli grossi e scuri che per l’eccitazione erano diventati  delle punte acuminate,li stimolava,con la lingua sembrava volessero ficcarsi nella pelle, la baciava appassionatamente e dappertutto, amava sentire i suoi sapori ed il  suo odore, le sussurrava parole sconce all’orecchio, aveva aspettato ventanni, la sua voglia di lei  adesso era incontenibile, era una tempesta di sensi, piacere puro,la penetrò in modo deciso,la sentì fremere e tremare tra le sue braccia. Finalmente dopo tutto questo tempo avevano trovato il coraggio di fare l’amore e di essere davvero se stessi fino in fondo. Probabilmente non si sarebbero più persi di vista.

 

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Gradimento

ritratto di ivan bui

Oppure non si sarebbero più rivisti ...

é il momento che conta, che rende sublime un incontro atteso una vita. Una pagina di diario (poco importa se vera ...) che resterà indelebile.

 

ritratto di Stef5090

A dir poco

Coinvolgente! Bello il racconto e l'escalation di ricordi, emozioni e sensazioni... Ci siamo passati tutti.