Il mio Cinema Paradiso

ritratto di Nino Lacagnina

Ieri, per la seconda volta,

ho visto la pellicola di Giuseppe Tornatore

"Nuovo Cinema Paradiso".

Questo film più di ogni altro

mi ha commosso.

Totò piccolo,

giovinetto,

innamorato perdutamente

di una bella ragazza,

soldato di leva e,

uomo fatto, forse cinquantenne,

che ritorna al suo paese natio

per il funerale del suo grande amico Alfredo.

E' struggente l'emozione che lui prova,

ed essa,

mi ha contagiato pesantemente.

A letto non prendo subito sonno.

Come Totò,

rivivo le mie vicende nel tempo.

Piccolo,

a Rocca San Felice,

in provincia di Avellino,

sento le mie sorelle Ines e Maria

che cantano:

"Ritorneremo a Tripoli

dove il sole splende ogni or

ritorneremo a Tripoli

per non lasciarla più".

Mi vedo

all'ombra della grande quercia

posta al centro della piazza del paese,

con mio fratello Lello

nella campagna fra i rottami

di un aereo alleato abbattuto,

con tutti i ragazzini del paese

nella gioiosa corsa

dietro i carriarmati americani

che attraversano trionfanti

le vie del paese

con i militari degli equipaggi

che sorridenti lanciano

cioccolata e caramelle

e noi che cantiamo:

" Alò Canada, sigarette per papà

cioccolata per bambini

e caramelle per signorine".

Poi nel viaggio lungo ed estenuante

su carri merce

per raggiungere i campi profughi di

Napoli, Caserta, Santa Maria Ammalati e

Acireale dalle cui sponde

ci imbarchiamo per Tripoli.

A Misurata, su suolo libico,

dietro a un reticolato di filo spinato del campo,

per la prima volta vedo il volto di mio padre

( Praticamente non lo conoscevo

essendo partito a solo  due anni ).

Quindi il rientro in Italia,

a Caltanissetta in via Chiarosi dove,

come era successo a Totò,

m'innamoro perdutamente  di Assunta,

la mia gitana.

ma che, a differenza di lui,

non bacio neanche una volta

per timidezza.

E il tempo scorre.

Ora mi vedo a Roma,

in divisa di armiere,

alle esercitazioni militari

col lancio di bombe a mano,

alle sfilate ai Fori Imperiali

per il due Giugno e il quattro Novembre,

impettito nel picchetto di onore

in San Pietro per il funerale

di Giovanni ventriteesimo,

nel rientro, congedato,

ad Aidone in miniera

nelle lunghe e buie gallerie

tra gli urli di dolore e paura

per lo scoppio di grisou,

con il lancinante suono delle sirene

nelle orecchie

e lo sfilare lento e commosso

nel corteo funebre per i caduti.

Poi più nulla,

Morfeo con le sue neri ali

mi ha rapito.

                      ninoelle

 

 

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ritratto di Claudio Di Trapani

Una bella pagina.

Credo non fosse necessario postare le tue poetche riflessioni andando a capo di continuo. Ma il piacere di leggere quei ricordi rimane immutato.

Bravo, Nino.

;)

Un saluto

 

ritratto di Nino Lacagnina

Il mioCinema Paradiso

Oh Claudio, ma anche quannu fu un complimento a dire a to, avè? Ciao nino