Se la memoria non l'inganna

ritratto di Claudio Di Trapani

 

Era una notte di luna piena calante. In un raro momento di lucidità, nella sua testa fece capolino il bisogno di farla finita. Non riusciva più a sostenere quel camminare a tentoni né il dolore stampato sulle rughe del viso dei familiari. L'alzheimer gli era diventato insopportabile. Quella sera di capodanno del 2015, avvolto dal frastuono dei fuochi d'artificio e dagli odori stucchevoli del cenone che stagnavano ancora nell'aria, in un breve momento di distrazione del figlio e della consorte, si diresse verso la ringhiera pittata di fresco del balcone, al quindicesimo piano di un lussuoso albergo della capitale e senza alcun tentennamento scavalcò l'inferriata. Il verde cinabro depositato sul ferro gli aveva disegnato un'aquila sul palmo di una mano. Voleva sperimentare a proprie spese il principio di gravità e per un secondo o due s'illuse di volare, ma dovette convenire che Isaac Newton, suo grande maestro di vita, aveva avuto ragione.

Fin sotto al dodicesimo piano, ripercorse gli anni dell'infanzia: il volto dei genitori, la gita in barca a vela con il nonno paterno e si rallegrò molto, quando si vide seduto sulla moquette color indaco del soggiorno, in una notte di Natale, davanti a un grande albero imbellettato con palline colorate, circondato da una montagna di regali magistralmente confezionati.

Proseguendo fino al nono piano, riconobbe le sembianze della sua compagna, l'unico essere femminile sulla faccia della terra che aveva considerato nella sua interezza, tanto nel corpo quanto nell'anima, e fotografò anche il volto buffo del figlioletto Gabriel nell'atto di spegnere le quattro candeline rosse di una torta di compleanno, rimediate all'ultimo momento in un bar sotto casa. Quindi, raffigurò la sua faccia: occhi neri e profondi, capelli lunghi e brizzolati, con l'espressione del viso solare di quand'era benvoluto dalla vita, mentre degustava un sorso di spumante, seduto sulla poltrona preferita, davanti al camino con i ceppi accesi. Amava circondarsi di cose semplici, dopotutto.

Nei tre piani successivi, si rammaricò di non avere occupato la suite presidenziale qualche metro più su: avrebbe avuto secondi extra da consumare, soffermandosi sugli errori commessi e sulle occasioni mancate. Fece in tempo a contarne mezza dozzina; forse anche troppe, considerò.

Appena tre secondi prima di schiantarsi al suolo, sussurrò Ti amo.  Era la prima volta che gli uscivano dalle labbra quelle due parole, ma per quanto si sforzasse non riusciva a capire se la frase era rivolta a se stesso oppure alla sua donna, visto che il basso tasso di autostima aveva da sempre rappresentato un dato certo della sua personalità.

Nell'ultimo secondo necessario a percorrere il resto della discesa, all'orizzonte gli parve di vedere il bianco dell'arcobaleno lunare, col nero della pentola piena di chissà quali prospettive che l'aspettava ai piedi.

Così, ebbe la consapevolezza di essere nato e cresciuto, e non gli sembrò vero di essere stato ciò che era. Serrando gli occhi per l'ultima volta, si sentì felice di avere festeggiato in quel modo l'anno nuovo. Tutto sommato, lo avrebbero ricordato come un uomo sbadato che s'era sforzato di rappresentare al meglio tutti i colori dell'iride.

 

 

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ritratto di perladacqua

Caro Claudio, ho provato

Caro Claudio, ho provato brividi e anche tristezza per questo uomo. Forse, solo in quegli attimi che precedevano la morte, ha ricordato gli affetti, i dolori, le gioie che la vita dona. Ma solo in quei momenti ha detto: ti Amo, chissà se a una donna che mai ebbe il coraggio di dirlo, o a se stesso. Bravissimo, mi è piaciuto nella sua tragicità. 

ritratto di Claudio Di Trapani

Cara Perla,

dev'essere terribile per un uomo accorgersi di non aver mai detto Ti amo a nessuno nell'arco di una vita, al di là dei ricordi legati all'infanzia o alle poche (o tante) gioie familiari. La consapevolezza di everlo fatto almeno una volta lenisce un po' il dolore: è il fine ultimo dell'esistenza, probabilmente.

Grazie del commento.

Un caro saluto

Claudio

ritratto di shapiro49

visto che, mi pare, tu sia in

visto che, mi pare, tu sia in possesso di doti corretto-estensorie.......attutisci la caduta di quel bravo cristo non tanto fortunato con la Vita.

molto dolorosa ma purtroppo anche vera!

bravo Nìin.........(ragazzo)

ciao e buona serata

ritratto di Claudio Di Trapani

Grazie per avermi

dato del ragazzo, Ignazio. In effetti, al di là dell'aspetto di un cinquantenne, dentro mi sento ancora un fanciullino. E' un racconto drammatico, ma tutto sommato non così crudele.

Una buonissima serata anche a te.

;)

A presto

Claudio

ritratto di Vecchio Mara

forse disse...

ti amo alla vita che se ne andava... oppure alla morte che lo baciava... chissà... guarda che hai scritto albero invece di albergo... struggente e bello comunque il racconto

Ciao Claudio

Giancarlo

 

ritratto di Claudio Di Trapani

Grazie, Giancarlo

per avermi indicato quell'errore. Ho appena corretto. 

Un carissimo salutone

Claudio

ritratto di Lysi

Piaciuto anche a me. Sei

Piaciuto anche a me. Sei eclettico nelle tue scritture e la considero una dote che non tutti hanno. Bravo Claudio ciao!

ritratto di Claudio Di Trapani

Grazie per le belle parole,

Lysi. 

Un saluto

Claudio

ritratto di la mozzarella

Un dramma che tocca il

Un dramma che tocca il cuore... quanti pensieri negli ultimi istanti di vita, quante riflessioni...

Mi piace molto questo racconto struggente e forte come sa essere la sofferenza intensa, privata d'ogni speranza.

Certo che la tua penna non si smentisce mai! Complimenti ;)

ritratto di Claudio Di Trapani

Grazie della lettura

e del commento, Ella. Mi fa piacere che il racconto ti sia piaciuto. Ieri era il giorno dedicato agli scritti cosiddetti seri. Ogni tanto mi ci vuole, almeno per riflettere un po'.

Un caro saluto

Claudio

ritratto di Anna Naro

Grazie

Grazie per questo drammatico e tenero racconto in cui s'intrecciano malattia, stanchezza, disattenzione, vita e morte, elementi che toccano in un verso o in un altro, un po' la vita di tutti , direttamente o indirettamente.

La prima parte del racconto è tristissima, fotografa molti esseri umani, sempre di più, che attualmente si trovano ad aver perso se stessi e a non riconoscere nemmeno i familiari e mi chiedo, avendo un'amica in tali condizioni, se talvolta scatti qualche scintilla di luce nel loro cervello ormai addormentato e il tuo racconto mi ha stimolato in questo senso poichè il tuo personaggio sembra determinato a chiudere la propria vita consapevole del suo male.

Sono tanti gli interrogativi che ci si pone di fronte a persone splendide spesso per bellezza e intelligenza e trasformati in vegetali che sembra non aspettino altro che porre fine a questa sofferenza.

Scusami se mi sono dilungata ma il tuo scritto mi ha turbato molto e la conclusione mi ha intenerito e commosso perchè penso che una vita in cui non si ha il coraggio, o per timidezza o per orgoglio, di dire "ti amo", è una vita ben triste anche se oggi si abusa di questo verbo sacro!

Grazie, sei molto bravo a toccare le corde del cuore, ciao

              Anna

ritratto di Claudio Di Trapani

Ciao, Anna

Ho solo immaginato la storia di quest'uomo. In fondo, ha avuto la fortuna di possedere un barlume di lucidità -che lui l'abbia utilizzato per farla finita è solo una tra le diverse opzioni possibili (anche se, personalmente, non mi trova d'accordo -a meno che non si senta un dolore talmente profondo da rompere i timpani, del malato e di chi gli sta attorno, e non mi riferisco certamente al suono che arriva alle membrane delle orecchie). Ti confesso che io, purtroppo, ho avuto la sfortuna d'imbattermi in questa malattia. Mia madre ne fu colpita già poco prima del 65° anno d'età. E' morta a 89 anni, trascorrendo gli ultimi dieci anni su di un letto, ma ciò che aggravava ulteriormente la sua già triste condizione era una piaga da decubito che gli appiopparono certi bastardi dell'ospedale di Civitavecchia, quando venne colpita da un ictus che, tra l'altro, non le permise più di deambulare. Ci trasferimmo in Sicilia, e con l'aiuto di una mia sorella me ne occupai fino alla fine -amorevolmente, per quanto possibile. Ha trascorso ben 9 anni su di un letto fornito di un materasso anti piaghe, il più delle volte con gli occhi aperti, fissando quel suo pezzo di cielo su una o due parti di muro. Detto questo, a parte l'ultimo anno, dalle sue sempre più rare espressioni capivamo che, tutto sommato, si sentiva relativamente serena. Forse perché era una donna che aveva amato, infinitamente; e poveretto colui che non si è mai lasciato andare fino in fondo a qualcuno nell'arco di una vita. L'idea del racconto è nata così. In questo caso, Iil suicidio credo che sia plausibile, e forse anche auspicabile, giacché il protagonista sembra aver lavorato come ricercatore. Privo del suo bene più prezioso, la memoria, la scelta del suicidio potrebbe rappresentare la prima e forse unica opzione.

Grazie del commento

Un caro saluto

Claudio

ritratto di who-fausto

ci

sono delle cose belle nella tua scrittura, come ti hanno detto altri commentatori, pertanto mi riservo di seguirti e approfondire in altra occasione. Se posso permettermi e non ti dispiace, dato che il vantaggio forse del lettore sullo scrittore è quello di non essere direttamente coinvolto, vorrei indicarti qualcosa, una modalità, così come l'ho avvertita io. A questo scopo ti faccio un esempio, prendendo una delle frasi dal testo: -Non riusciva più a sostenere quel camminare a tentoni né il dolore indescrivibile stampato sulle rughe del viso dei suoi familiari- io lo sentirei più immediato e fluido così: Non gli riusciva più di camminare a tentoni né sosteneva il dolore (indescrivibile - se omesso intensifica, secondo me) nelle rughe del viso dei suoi familiari. È solo un esempio per trasmetterti la necessità del lettore di seguire il narratore nella forma più felice possibile. Da tecnologico che sono, funziona come nella tecnologia: se un dispositivo ha un software semplice e immediato, vuol dire che lo sviluppatore ha risolto tutte le eventuali complicazioni, e l'utente a volte neanche ci pensa, solo ne rimane dipendente senza saperne il perché. Ovvio che tu, di tutto questo, sei libero di non fartene alcunché. Un saluto.

ritratto di Claudio Di Trapani

Rifletterò sul

tuo consiglio, Fausto. Grazie, comunque.

;)

ritratto di Rubrus

***

Come hanno notato altri, sei piacevolmente eclettico.

Effettivamente, noi siamo la nostra memoria, in gran parte, e quel cadere è parallelo all'andare all'indietro nel tempo, fino a riscoprire le radici e il senso.

Piaciuto.

Buon anno, ciao.

 

ritratto di Claudio Di Trapani

Felice del tuo commento,

Rubrus. Noi siamo la nostra memoria, proprio così.

Un caro saluto

Claudio

ritratto di Max Pagani

Eclettico scrittore

Molto toccante (specialmente l'asfalto), ora sarebeb bello scrivere di una caduta all'insù, vedere se a ritroso uno riesce realmente a ricredersi di tutto il non aver fatto.

Insomma un uomo del 15esimo piano depurato e rinato.

Bravo

mp

ritratto di Claudio Di Trapani

Grazie del commento, Max

La caduta all'insù potrebbe essere una bella idea, ma c'è il rischio che se cadessero dalle tasche del protagonista delle monete.... di questi tempi, recuperarle tutte sarebbe un'impresa.

Un saluto all'adorabile snoopy.

;)

ritratto di BRUTTOMABUONO

Riesci a mantenere...

una grande leggerezza e simpatia nel racconto, anche affrontando un tema serio e non facile come questo, infondendovi pure un tocco di struggente tenerezza. Complimenti, veramente bravo.

 

Tony.

ritratto di Claudio Di Trapani

Ciao, Tony

Grazie per il bel commento. Sei sempre gentile.

Un salutone

;)

Claudio

ritratto di 90Peppe90

Brividi, Claudio.

Brividi, Claudio. Brividi.

Torno dalla lunga pausa e trovo questo capolavoro.

Bravissimo, giù il cappello.

Alla prossima.

 

Peppe.

ritratto di Claudio Di Trapani

Grazie del bel commento,

Peppe. Spero che la lunga pausa sia stata rilassante e piacevole.

Un saluto

;)

Claudio

ritratto di Blue

Mah, credo che...

...ci sia sempre qualcosa di sbagliato, di poco corretto, anzi addirittura di inutile, nel cercare di analizzare quello che passa nella testa di una persona che ha decide di togliersi la vita... immagino si dovrebbe solo portarle rispetto. E se possibile, per quanto assurdo, ammirarne il coraggio.
Non è una critica al tuo racconto, sia chiaro: è una mia riflessione personale, scaturita dalla vicenda della tua storia, e parlando in generale.

ritratto di Angela Albano

Una meraviglia questo

Una meraviglia questo scritto, un racconto che una personalità come la mia non riuscirebbe mai a comporre... e questo mi rattrista non poco.
Non so cosa passi per la testa di un uomo che decide di togliersi la vita. Tuttavia, io ammiro chi ha il coraggio di farlo. Sia chiaro, parlo per chi è un malato terminale, o per chi ha malattie degenerative, impossibili da curare.
Il "Ti amo" finalmente pronunciato gli ha donato una morte libera, quasi lucida.
Questo è uno dei tuoi scritti più belli in assoluto... almeno per adesso, e per quanto mi riguarda.

Un abbraccione serrato.

ritratto di Claudio Di Trapani

Non so i pensieri

che passano per la testa di un uomo in procinto di suicidersi, posso solo immaginarli. Circa la malattia, purtroppo mia madre ne era affetta. E' in male terribile.

Ti ringrazio per aver condiviso il brano, Angela.

Un carissimo saluto

Claudio

ritratto di paola_salzano

Ciao Claudio, ben ritrovato.

Ciao Claudio,

ben ritrovato. Racconto breve, ma intenso e commovente su un tema che, da quanto leggo, ti è molto caro.
Con poche incisive pennellate hai saputo dipingere quel buco nero della mente di coloro che vengono colpite da questo terribile male, male che non lascia scampo...purtroppo.

Molto piaciuto.
Paola.

ritratto di Claudio Di Trapani

Ti ringrazio

per aver condiviso il racconto, Paola. Ho cercato di affrontare il tema con delicatezza e immaginando una storia possibile.

Un carissimo saluto

Claudio

ritratto di KAL EL

Un bel pezzo.

 
Hai scelto di trattare un argomento non semplice e l'hai fatto con leggereza ma anche con rispetto.
Ho letto i commenti e le risposte e non posso dirti altro che capisco, per esserci passato anch'io con un mio caro.
 
Una piccola curiosità, che però non sminuisce affatto la bellezza del racconto. Facendo un rapido calcolo, mi pare che per cadere da 45 metri (15 piani, per intenderci) ci si impieghi giusto tre secondi e pochi decimi. Ma è anche vero che i pensieri si susseguono talmente rapidi, in certi momenti, che il tempo sembra dilatarsi all'infinito.
 
Molto bravo.
 
Kal El
 
 
ritratto di Claudio Di Trapani

Il tempo sembra

dilatarsi... hai detto bene; almeno, presumo anch'io che sia così.

Grazie per aver condiviso, Kal El.

Un saluto

Claudio

ritratto di Raffaele De Masi

Racconto breve ma molto

Racconto breve ma molto profondo. Eh sì... l'Alzheimer è un morbo terribile, capace di rendere una persona come un guscio vuoto, integro, ma privo di contenuto.
In poche righe hai descritto egregiamente la storia, provando il fatto che non sempre la lunghezza eccessiva è necessaria per trasmettere il messaggio.

Assolutamente piaciuto.
Molto bravo, Claudio, complimenti.

 

Conosco alcune storie di persone che hanno sofferto di questo morbo, le quali hanno cercato di suicidarsi prima di dimenticarsi come si fa.

ritratto di Claudio Di Trapani

Assai triste

e drammatica la considerazione che fai sulle persone che dimenticano come si fa... Tragedia che si aggiunge alla tragedia. Io spero che, finalmente, venga trovata una cura definitiva per questo orribile male, Raffaele. Sarebbe magnifico poter morire con la consapevolezza di essere esistiti.

Un caro saluto

Claudio

ritratto di Solaria4.0

Mi è veramente piaciuto

Mi è veramente piaciuto tantissimo. Fluido e intenso, una discesa autentica e simbolica a un tempo. bravo.

S.

ritratto di Claudio Di Trapani

Ti ringrazio

per aver condiviso, Solaria. Almeno io, certi argomenti preferisco affrontarli in estrema sintesi; forse per paura di affrontarli fino in fondo. Meglio uno sguardo fugace che un dolorosissimo viaggio profondo.

Un saluto

Claudio