E voi che ne pensate?

ritratto di biancaneve.....

 

Art. 27 Cost.

La responsabilità penale è persone

L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.

Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato

Non è ammessa la pena di morte

 

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Mi accingo ad iniziare la stesura della mia tesi di laurea,cercherò di analizzare più da vicino quello che l'art. sopracitato della Costituzione ritiene essere un Diritto Fondamentale dell'uomo ,sarà un lavoro non semplice vista la delicatezza e la complessità dell'argomento,cercherò di capirci qualcosa in più attraverso la lettura dei testi normativi,ma soprattutto cercando di essere presente sul campo attraverso interviste e contatti con il personale degli istituti penitenziari,mi occuperò in particolare di verificare se effettivamente nei minori questa rieducazione dà dei frutti,quanti di loro effettivamente riescono a studiare,a diplomarsi o addirittura in qualche caso laurearsi, a imparare un mestiere,cercherò di capire la loro psicologia con l'ausilio di uno psicologo,ma mi piacerebbe anche capire che indee hanno le persone comuni,se credono in una possibile "redenzione" del detenuto o meno.Personalmente non sono cosi ottimista,e le statistiche purtroppo lo confermano,la maggior parte di loro nel giro di pochi anni sono nuovamente dentro e con lo stesso capo d'accusa,ma cercherò di evidenziare anche le storie di quelle persone che davvero ce l hanno fatta e ora vivono una vita diversa.Un grazie a colore che, se vorranno mi aiuteranno...

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Gradimento

ritratto di biancaneve.....

Curioso come a nessuno gliene

Curioso come a nessuno gliene freghi niente di queste cose..se si tratta di commentare poesiole e melenserie i commenti fioccano,se invece si tratta di problemi più delicati,beh allora in quel caso che ci frega? vabè forse vi sto sulle scatole io,che ci può pure stare...grazie lo stesso a tutti...!!!! 

ritratto di monidol

Uuuuhhh

che peperino Biancaneve, l'hai pubblciato ieri sera alle 19 e sono sole le 10 e già accusi di indifferenza, di insulsità e di infondate antipatie  il sito intero. Non è che fai venire molta voglia.

Anyway io l'ho letto ora e mi sembra una bella occasione per fare a mé stessa questa domanda oltre a fornire qualche spunto in più a te per il tuo lavoro. Ora sto lavorando ma ti invierò appena posso il mio sentire, non aspettarti trattati di filosofia o psicologia, circa l'argomento.

Buona giornata e soprattutto buon lavoro, un argomento tosto hai scelto. :-)

A presto

monica

 

 

ritratto di ale gale

non credo sia questione...

di stare sulle scatole... io per dire leggo spesso i tuoi post sia in home sia nel blog... però non sempre s'ha voglia di commentare e neanche di leggere in verità... credi quello che succede a te succede a tanti... per dire io un giorno vado anche oltre le sessanta letture ed il giorno dopo faccio fatica ad arrivare a venti... un discorso probabilmente lo fai giusto comunque... ci sono tanti poeti e se non entri nelle loro grazie è difficile ricevere commenti e letture per il semplice fatto che sono la maggioranza.

ciao e porta pazienza.

mirco

ritratto di biancaneve.....

Ciao ad entrambi,non era una

Ciao ad entrambi,non era una polemica per avere commenti,a me di questo non frega nulla in genere,dico solo che mi spiace che la gente sia indifferente a certe problematiche...Moni si è vero è un lavoro duro,ma che mi piace tanto è una tesi sperimentale la mia e mi piaceve anche riportare il pensiero della gente comune,non voglio trattati di filosofia e di psicologia,al contrario mi piacerebbe un pensiero tuo,personale,semplice e spontaneo,per i dettagli tecnici ho già le mie fonti....grazie della tua attenzione e buon lavoro..

ritratto di monidol

Eccomi

con le mie rupanti osservazioni sull'argomento. Te le scrivo a braccio, per il poco tempo a disposizione, sicuramente opinabili e forse poco dettagliatamente motivate. Fanne l'uso che si meritano

 

Inizio decisamente con il sostenere di non trovare giusta la pena di morte. Non sono religiosa, forse atea o agnostica per chi fa del definire virtuosismo. Credo soprattutto per rispetto della vita in quanto sempre "possibilità" sopra ogni altra cosa. Soluzione troppo rapida, drastica  e definitiva sia come "punizione" sia come chiusura totale verso possibilità di errori, di perdoni  o di domande che non avranno mai risposte. 

Per quanto riguarda la possibilità di riabilitazione credo sia necessario distinguere le concause che hanno portato ad un determinato reato. Probabilmente ci sono persone in cui il reato commesso è messo in conto e considerato inevitabile, lecito, facente parte,  del il sistema di vita che ha scelto di vivere, del prorpio ambiente, dei prorpi principi.  Altre persone invece commettono un reato come azione incoerente, distaccata, in contrasto con le proprie scelte abituali.

Magari il reato è lo stesso, certo è che la riabilitazione potrebbe essere più efficace nel secondo caso.

Credo che  fornire delle tutele e degli strumenti durante la reclusione e soprattutto dopo il rientro nella società sia  d'obbligo per una società civile e utile, acnhe solo percentualmente, a far sì che le persone non peggiorino (e questo spesso è il rischio più grosso) durante il periodo di reclusione, né che si trovino "tutelati" a ripetere alcuni reati per le difficoltà che si trovano ad affrontare (denaro, casa, lavoro, affetti) quando debbono reinserirsi nella società.

Forse ancor prima di istituzionalizzare e investire in strumenti riabilitanti, quale momenti di confronto, psicologici, culturali, ludici etc etc bisognerebbe intervenire e controllare per far si che l'ambiente carcerario, a partire dall'organizzazione interna,  non favorisca l'imbruttimento e l'incattivimento ulteriore degli ospiti. Questo non vuol dire televisione in cella e nouvelle cousine ai pasti ma l'estirpazione delle violenze, dei traffici di droga e dei meccanismi in stile mafioso che spesso regnano tra gli ospiti ma anche e forse non per ultimi, personale di servizio fino spesso a raggiungere i vertici.

Questo i pensieri che faccio il realazione al mio sentire, al mio immaginare, ai fatti di cronaca e alle storie che mi sono state raccontare da amici e conoscenti che hanno affrontato l'esperienza carceraria.

Tra le tue fonti non hai citato queste persone che invece, credo, dovrebbero essere sentite non per ultime.

ciao

monica

 

ritratto di biancaneve.....

Moni mi hai dato una bella

Moni mi hai dato una bella chiave di lettura e ti ringrazio moltissimo,ho molto apprezzato il tuo pensiero,grazie davvero,alla prossima... 

ritratto di Rubrus

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beh... io comincerei da Beccaria che, nel testo forse fondamentale di tutta la criminologia moderna (e scritto con un linguaggio cristallino) dimsotra che non è la GRAVITA' della pena a fungere da deterrente per il reato, ma la CERTEZZA della stessa e, a duecento anni di distanza, le statistiche gli danno ragione.    

Detto questo, dobbiamo chiederci perchè si punisce. Per proteggere la società? Bene. E' più efficace, a questo fine, una pena detentiva oppure una pena di qualche altro tipo? Va infatti ricordato che la prigione, fino a pochi secoli fa, non era affatto la pena. Le pene principali erano altre. 

A questo punto credo che si possa prendere in esame la Costituzione. Il primo comma ci dice è comunque la persona che delinque (qui troverai vagonate di libri sulle varie teorie in primis quella sulla responsabilità sociale nella genesi del reato). La Costituzione ci dice che non esiste un colpevole astratto, ma a delinquere è sempre l'individuo che, al postutto, è sempre responsabile (chiaramente si parla in linea generale, lasciamo perdere gli incapaci etc) delle proprie azioni.

Il secondo comma lasciamolo da parte per ora.  

Il terzo comma ci dice che mai, in nessun caso (qui si suppone di avere già affrontato e risolto il problema della colpevolezza; abbiamo già un colpevole in mano) e per nessuna ragione (nè per proteggere la società, nè per altre ragioni - pensiamo a "pene esemplari", alle stesse "pene rieducative" di cui si parla subito dopo) la pena può essere "disumana" (e qui troverai altre vagonate di libri)  e (notare il nesso logico disgiuntivo) il fine è "rieducativo". Alla "personalità" della pena di cui sopra si affianca la "rieducazione" dell'individuo - quindi si suppone che se il fine della pena è proteggere la società allora la società la si protegge evitando di generare criminali oppure rieducandoli (fermo restando il carattere "umano" della pena: non posso rieducare un criminale facendogli il lavaggio del cervello come in "Arancia Meccanica"). A questo punto credo che sia necessario un piccolo studio del c.d. "stato etico", a mio parere da evitare come la peste e su cui troverai altre vagonate di libri.

Se posso a questo punto esprimere la mia personlissima convinzione, ritengo che il fine del diritto sia evitare che i cittadini si prendano a mazzate l'un l'altro (non raccontiamoci balle sulla fondamentale bontà dell'essere umano...). Raggiunto questo fine, la legge dovrebbe fermarsi.

Messe da parte le mie personali convinzioni, credo che, delineati in astratto i termini della questione, sia possibile scendere più nel concreto, ossia se

1) i tipi di pena conosciuti ed applicati sono in se e per sè idonei a raggiungere il fine predetto

2)  in caso affermativo, se, come applicate, queste pene, in ipotesi idonee a raggiungere il fine rieducativo, lo raggiungono davvero e se sì o se no, perchè. A questo punto circoscriverei il discorso ai minori - che hanno indubbiamente delle peculiarità e per i quali vanno applicate sanzioni peculiari. 

Non so se era questo il contributo che volevi e, se così non è, mi scuso in anticipo.

 

ritratto di biancaneve.....

Grazie anche a te Rubrus,mi

Grazie anche a te Rubrus,mi piaceva più capire il tuo semplice pensiero personale sulla questione,ma va benissimo anche questa interessante disamina normativa...un saluto e alla prossima!!!