E' un problema di livelli

È un problema di livelli

 

 

Nella organizzazione politica ed amministrativa del nostro paese si dovrebbe eleggere alla direzione del governo un personaggio con capacità adeguate ai compiti che gli sono conferiti. Non è mai così anche se lo si paga più che profumatamente

Il caso più emblematico è quello di Silvio Berlusconi che è stato nominato Capo del Governo a furor di popolo sul presupposto che fosse "unto dal Signore". Anche se era a digiuno di conoscenze politiche, economiche e persino morali (non a caso il cardinale Sodano, allora monsignore, gli ha fatto un corso rapido di morale) e avesse come obiettivo quello di salvare le sue aziende, ha conquistato in Parlamento una maggioranza mai vista. Tenendo conto di questi presupposti non ci si deve meravigliare se la gente che collabora con lui sia di scarso livello professionale e di provata immoralità. Chi collabora con un ladro non è mai una persona.

Se il capobanda dichiara di essere impegnato a fare i propri interessi e a rapinare in ogni modo possibile i soldi dello Stato,  non ci si può stupire che i suoi collaboratori si diano da fare per operare nello stesso modo.

Non sfugge il fatto che, per risolvere i suoi problemi, il Capo del governo ha ordinato ai suoi giannizzeri di fare quello che non avrebbero dovuto e loro lo hanno fatto senza battere ciglio. La perversione di chi stava al vertice, infatti,  è arrivata ad ordinare l'approvazione di leggi che, se approvate, avrebbero scardinato l’ intero ordinamento giuridico dello Stato. Per fortuna, in più di un caso, Berlusconi non ha tenuto conto che, anche per lui, c'era un limite invalicabile e che il "troppo storpia".

Di leggi e decreti avanzati per fare i suoi interessi personali ce ne sono stati tanti, troppi. Fortunatamente sopra di lui, ad un livello superiore al suo, ci sono uomini con ben altri valori di moralità e di giustizia. Per questo nessuna delle proposte firmate dai suoi  “peones”, ma mai sottoscritte da lui anche se ne era il vero mandante e beneficiario, è stata approvata.

In questi giorni di fine legislatura, sfruttando i numeri che ancora ha in Parlamento ma non ha e non avrà più nel Paese, sta tentando di far approvare un codicillo a firma dei soliti ignoti, che consentirebbe ai processi di non finire mai.

Con questo provvedimento tutti i condannati in Cassazione potrebbero ottenere un ulteriore grado di giudizio determinando le più deplorevoli conseguenze del caso.

Per intenderci: il Lodo Mondadori potrebbe ripartire dal processo Previti e inaugurare una serie di storie infinite che, per i ricchi del paese, arriverebbero a costituire una forma mascherata di totale immunità.

Fra l’altro tutti i condannati in via definitiva non lo sarebbe più con la conseguenza che alcuni di loro potrebbero tornare in Parlamento trasformato così in un “Refugium peccatorum”.

A questo modo ci troveremmo in balia di una “banda” di disonesti in grado di fare impunemente tutto quello che vogliono avendo la certezza di non dover mai saldare i conti con la giustizia.

Il termine “banda” in questo caso non è inappropriato perché nei partiti politici esiste una struttura di potere equivalente a quella delle cosche mafiose che, a differenza di quelle politiche, non godono di alcuna salvaguardia o, peggio, di immunità.

Il rischio è quello che le organizzazioni criminali, per non vedere finire in galera i propri accoliti, si trasformino in politiche. Le conseguenze sarebbero facilmente immaginabili. I capimafia, entrando in Parlamento, potrebbero agire in prima persona e, con il tempo, arriverebbero ad impadronirsi dell'intero potere. I politici corrotti, da parte loro, non avrebbero alcuna remora a trasformarsi in criminali. A questo modo i giochi sarebbero fatti e per la nostra democrazia non ci sarebbe futuro .

I fatti emersi dimostrano che questi discorsi non sono fantascientifici. Non a caso il Pdl, per le sue elezioni primarie, sta presentando candidati che hanno conti in sospeso con la giustizia.

Tutto questo, però, non basta. Esiste nel nostro Paese una forma d’immunità prodotto dalla impossibilità di perseguire i reati commessi.

Lo spirito di un sistema, autenticamente democratico, è quello di rispettare sempre e comunque le leggi. Quando sono sbagliate si devono cambiare, non negare. Nella nostra società, invece, gli spiriti libertari fanno di tutto per non rispettarle quando non anche negarle. A questo modo trasformano la democrazia in anarchia

In televisione Sgarbi fa sistematicamente del turpiloquio e accusa i suoi nemici personali o avversari politici del peggio del peggio. Tutto ciò viene fatto sul presupposto che qualsiasi azione legale contro di lui non potrà mai avere una conclusione.

A quanto pare al peggio del peggio non c'è rimedio.

Esiste una via di uscita?

In questo momento è difficile crederlo ma non possiamo fare a meno di sperare.

Un primo passo in avanti potrebbe essere quello di rottamare Renzi, il sindaco di Firenze, che sta vendendo per champagne, a tutti gli italiani, l'acqua imbevibile che esce dai rubinetti della sua città.

 

 

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ritratto di Nikètor

e tu che hai fatto meglio del berlusca ?Ti sei affrancato

in un bel sito in estremo oriente ( Bali in Indonesia),Dal tua amaca, come possono scendere prediche  non svalutate.

E non se ne salva uno dei nostri beneamati papponi.Nemmeno col popolo alla fame si sono privati di qualcosa,anzi.

Perciò ,non è problema di livelli ,ma di avelli ,dove sperar di ficcarceli tutti  al  più presto,volenti o nolenti

Dedicati a qualcosa più utile alla nazione,caro amico

Buona giornata

Una precisazione

Non mi piace rivendicare le cose che ho fatto. Sono comunque orgoglioso di aver fatto il mio dovere sino alla fine. Sono andato in pensione per ragioni di salute non prima di avere vinto con Berlusconi la guerra sui ristorni di Agenzia, che aveva tentato ingiustificatamente di sopprimere, e con Telecom che, dopo avere indotto oltre settecento aziende ad investire nel settore audiotex, ha chiuso tutti i servizi senza giustificato motivo.

Prima di partire per Bali,comunque, ho scritto una lettera a Ciampi, allora Presidente della Repubblica, definendomi esiliato politico a causa di quello che Berlusconi ed il Berlusconismo avrebbero prodotto nel nostro Paese e raccomandandogli di mettere sotto controllo le condizioni mentali dell'allora Cavalieredivenuto Capo del Governo.. Ancora una volta non ho sbagliato a fare le mie previsioni.

Alla mia rispettabile età di 75 anni continuo a scrivere ed a fare le mie denunce.Continuerò a farlo fin quando mi sarà possibile. Quello che mi riesce difficile accettare è il dover constatare che un confronto d'idee è sempre più difficile da fare. Il discorso va sempre a finire sul piano delle accuse personali e questo rende improduttivo qualsiasi confronto.

Stefano Sguinzi

PS. Il mio sito in Neteditor si titola Sguinzi Stefano solo per facilitare il suo reperimento. Ci sono tanti Stefano mentre gli Sguinzi sono veramente pochi.

ritratto di Nikètor

IL MEGLIO DI BALI

ritratto di Nikètor

ed il piacere di stare lì

ritratto di Baldo

Sguinzi Stefano

 

Berlusconi ha fatto quello che gli tornava utile, sul piano civile e su quello penale. Ha fatto i suoi interessi. Ma l’Italia da secoli navigava sul debito pubblico. Tu mi dai i tuoi soldi, io te le rendo fra 20 anni raddoppiati (un capitale al 5% di interessi dopo 20 anni si raddoppia) Peccato che i prezzi dopo 20 anni siano aumentati del 1000%. E quindi lo Stato e le Banche che hanno ritirato soldi buoni rendono soldi sufficienti a comperare un paio di scarpe.

Da qualche anno è stata scoperta l’equazione: debito pubblico = patrimonio immobiliare. Basta costringere i proprietari di casa di ricomprarsi gli immobili, pagandoli al fisco, ed il gioco è fatto. Si è cominciato con l’IMU, si andrà avanti con la PATRIMONIALINA in gestazione.

L’uomo del destino, quello che metterà a posto le cose, non si vede. Ognuno dei pretendenti è stato capace di farsi a sé. Di gestire i propri affari. Inoltre ci sono le Camere (Deputati e Senatori) che quando qualcosa va contro i loro interessi dicono “niet”: E “niet” vuol dire: qui non si passa.

E’ inutile andare a cercare che cosa ha fatto questo o quel commentatore in neteditor. Noi abbiamo solo il dritto di mugugno. Baldo

 

 

 

ritratto di Nikètor

sulle navi della Repubblica di Genova,il diritto al mugugno

comportava un ingaggio minore.Il contraente aveva il diritto di criticare l'operato anche del capitano usando  i peggiori epitteti del gergo  di Sottoripa(angiporto),ma l'ordine doveva essere eseguito ugualmente ,con la massima cura e speditezza.

ritratto di Vecchio Mara

il secondo passo...

in avanti sarebbe quello di rottamare tutti i politici, di destra, centro e anche se a lei forse dispiacerà, di sinistra; andandoli a stanare nei palazzi dove si sollazzano a nostre spese con i forconi.

Lei picchia duro, ed a ragione, sulle leggi ad personam di berlusconi, ma che dire delle leggi ad partitum che tutti si sono premurati di votare? Tipo la legge che condonava le multe milionarie per i manifesti elettorali affissi in luoghi non idonei, o del massimo della perversione partitica; far passare per pingui rimborsi elettorali il finanziamento pubblico dei partiti dal popolo sonoramente bocciato con un referendum. La verità è una e una soltanto; destra, centro e sinistra, uguali sono quando si tratta di arraffare.

Le auguro una serena domenica.

Vecchio Mara.

ritratto di Baldo

Sguinzi Stefano

Avevo commentato l'articolo ma poi mi è sparito tutto. Baldo