Astenuti per ordine della mafia

Astenuti per ordine della mafia

 

Secondo autorevoli commentatori politici oltre il 50% degli elettori siciliani, avrebbe disertato le urne per volontà della mafia. Non avendo la possibilità di concludere accordi con gli schieramenti di politici, dato il disordine esistente, i capimafia e gruppi di pressione, hanno preferito dare ordine di non votare. A questo modo hanno costituito un pacchetto importante di voti che getteranno sulla bilancia nel momento più opportuno e a caro prezzo.

Che lo si voglia o no ci troviamo di fronte ad una prospettiva raccapricciante: i voti controllati dalla mafia, non solo in Sicilia, sono in grado di condizionare la nostra vita politica ed il futuro del Paese.

Quando decidiamo di non andare a votare e di lasciare che gli altri votino per noi, commettiamo un atto sacrilego perché rinunciamo ad esprimere e a tutelare un diritti fondamentale conquistata difeso con il sangue dai nostri morti. Pensiamoci bene prima di rinunciare a prendere coscienza dei problemi che ci riguardano e dei compiti che ci competono.

Se in Sicilia la mafia controlla più del 50% degli elettori, quanti ne controllerà alle prossime elezioni nazionali? Certo votare oggi è come sporcarsi le mani. Non farlo però è come calarsi in una cloaca e avere la pretesa di non morire soffocati.

 

In questi giorni si sta ancora discutendo di modifiche alla legge con la quale andremo alle prossime elezioni. Berlusconi pretende di eliminare la possibilità degli elettori di scegliere i propri candidati. Preferisce essere lui a farlo per evitare il rischio di non avere eletti sottoposti alla propria volontà.

Anche Beppe Grillo non sembra disponibile a lasciare ai propri seguaci la possibilità di scegliere i propri candidati. Nelle prossime schede elettorali, infatti, vuole indicare i nomi dei candidati Grillini che sono stati trombati nelle elezioni precedenti. Tutto ciò a prescindere dalla loro maggiore o minore qualità e preparazione politica.

Per questi grandi leader la democrazia è solo una farsa. Essa consente di far credere agli elettori che dispongono di un potere mentre invece a loro è consentito solo di aderire alla volontà del capo senza tener conto delle sue idee, dei suoi scopi e dai suoi metodi.

È evidente che a questo modo la nostra società non si rifonda. Anzi, si condanna ad andare alla deriva e ad affrontare rischi rovinosi. Forse in questa nuova società le case stanno in piedi senza fondamenta. Noi, però, non le abbiamo ancora viste e quelle costruite all'Aquila con un sistema di mollettoni rischiano di cadere da un momento all'altro.

 

 

 

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Gradimento

ritratto di Piero Tucceri

Per Sguinzi

Non credo si siano astenuti per questo. Soprattutto perché, come appare ormai sempre più evidente, la vera mafia si annida tra i banchi del parlamento. E quella non ha nessuna intenzione di avvezzare il gregge a disassuefarsi dalla dannosa droga del voto. Perché, come ricordava giustamente M. Twain, se il voto fosse servito a qualcosa, non ce lo avrebbero lasciato!

Il voto lasciato.

Il voto non ce lo hanno lasciato. Ce lo siamo preso e pagato milioni di morti. Per questo dobbiamo tenercelo.