Il mio bamboccione (dedicato a Francaf)

ritratto di monidol
 
 
 
 
 
 
 
E' un raccontino di vita vissuta appositamente scritto
e pubblicato, un po' d'anni fa, sul sito dell'allevamento
di mio padre. E' una specie di testimonianza, risente del taglio
da rivista di settore ma il racconto di Franca me lo ha fatto ricordare
e mi è venuta voglia di condividerlo; lo faccio così com' è senza
adattarlo ad una forma più funzionale al nostro sito letterario.
 
 
  

Essendo figlia di un allevatore di setter inglesi sono cresciuta circondata dai cani. Nonostante ciò non ho mai avuto un legame particolare, né duraturo, con nessuno di loro.

Se da bambina mi capitava di affezionarmi ad un cucciolo ero costretta a soffrire per il distacco in quando veniva venduto o educato ad una vita più “professionale”. Mi ero abituata pertanto a considerarli un po’ come “cani impegnati”: nel loro recinto, con le loro passioni e già  con forti rapporti che li legavano fra loro e a chi li accudiva e addestrava.

Non appena ebbi una casa tutta mia, fortunatamente con un giardino, chiesi subito un cucciolo in regalo a mio padre, il quale non si fece pregare nonostante sapevo fosse un pizzico dispiaciuto per le doti venatorie sprecate di quel cane che già a due mesi riportava allegramente lo straccetto che gli lanciavamo e restava immobile in ferma non appena sentiva l’odore del porcospino che si aggirava in giardino.

Oltre me, anche gli amici e i parenti,  abituali  frequentatori di casa, gli si affezionarono immediatamente.

Dolce e devoto con i famigliari, socievole con tutti e soprattutto sensibile. Il cane più sensibile del mondo, lo prendevamo in giro per questo, chiamandolo “bamboccione”,  non certo per mancanza di intelligenza ma per l’emotività quasi esagerata che dimostrava in tutte le situazioni. Da lontano riconosceva i visitatori guaendo per la contentezza di vederli e fremendo ad ogni carezza regalata. Quando lo si faceva giocare gli si stampava sul muso una specie di sorriso grato; se rimproverato se ne stava accucciato per terra guardando con gli  occhi sgranati e lucidi. Ma veniamo all’episodio che volevo raccontare.

Come spesso succedeva durante le giornate di particolare calura andavamo insieme lungo il fiume Serio dove, mentre io potevo prendere un po’ di sole, lui spariva per fare una nuotata rinfrescante o per seguire le scie di odore lasciate dai conigli selvatici o dai germani frequentatori del posto . Giunta ormai l’ora di pranzo, tutti se ne erano andati, il silenzio ritrovato e il forte caldo mi portarono ad addormentarmi profondamente. Ad un certo punto mi sentii graffiare il braccio dal mio cane, aprii gli occhi di soprassalto. Davanti a me il cane di spalle e oltre lui un uomo in piedi che probabilmente mi stava fissando da tempo e che cominciò a farmi proposte e complimenti volgari ironizzando sul mio cane geloso. Nelle mani teneva un innocuo coltellino con cui di proposito giocherellava che in quel momento mi sembrò una terribile minaccia.

Il mio cane cominciò ad abbaiargli contro  digrignando i denti come non l’avevo mai visto fare, tenendo sempre le spalle verso di me avanzava lentamente verso quel tipo che mi chiedeva di richiamare il mio cagnolino con un sorriso sempre più forzato sul viso. Chiaramente non lo feci e a piccoli passi l’uomo fu costretto ad indietreggiare e ad allontanarsi fino a salire in macchina accompagnato a debita distanza dal mio… “bamboccione”.

 

Tratto dalla Rubrica: Storie di Cani de L'Allevamento del Brembo

 

 

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Gradimento

ritratto di nowhere

C'è tutto il tuo saper

C'è tutto il tuo saper scrivere qui dentro. Potrebbe essere un capitolo di un bellissimo racconto. E poi ci sono odori e sensazioni che traspaiono con eleganza e stile. Non sento "tagli di rivista di settore"....leggo una bella storia. Complimenti.

ritratto di monidol

Troppo buono

è davvero soltanto una paginetta di diario, anche se molto sentita.

DI solito queste cose non le scrivo, preferisco "viverle" e basta.

Grazie No

moni

ritratto di kurtz

annuisco

come una pulce salto sul commento di nowhere.

so cosa si prova a vedere partire i cuccioli.

i miei me li vedevo squartati imbustati e congelati, papà faceva l'allevatore e all'epoca si macellava a casa.

idem per pulcini coniglietti ecc...

il problema è che non avendo nulla e nessuno a cui attaccarmi mi ha fatto diventare un po' troppo cinico.

riguardo al'signore', bè, solo i vivi fanno danni. pugno alla trachea, ben dato, poi alla polizia dici che miravi alla mascella.

ritratto di monidol

Una volta si era

più pratici e c'erano altre esigenze. Ricordo che a nove anni mio padre, la vigilia di Natale,  mi insegnò ad uccidere il coniglio, quello  che avremmo mangiato per il pranzo.

Ora sarebbe da telefono azzurro, io invece lo ricordo come una dimostrazione di grande fiducia da parte sua,  che mi riempì di orgoglio, affrontai la prova con il coraggio e la determinazione che solo l'adrelanina di un'iniziazione ti può dare.

(dopo di questo cosa vuoi che sia affrontare un maniaco da parco ehehehehehe)

ciao

moni

 

ritratto di Full

**

Bell'episodio ben raccontato. Mi sono subito ricordato di averlo già conosciuto in fotografia il tuo "bamboccione" quando eravamo da Lithia. I setter inglesi, insieme a quelli irlandesi ,sono fra i cani da caccia più belli... insieme a tutti gli altri. Li apprezzo tutti. Dove vado al lago hanno un bracco italiano che è uno spettacolo. I cani da caccia sono anche fra i più buoni... selvaggina a parte.

Letto con piacere, ciao Moni.

ritratto di monidol

Sono davevro frai i cani

più sensibili e intelligenti, un po' come noi ehehehe ;-)

Con la selvaggina? Beh nemmeno con quella loro non sono cattivi.

Grazie Fulvio,

straleccata sul muso ;-)

ritratto di Giulia75

Moni

 che bello quel cane, che belli tutti i cani, ma il mio è un pò fesso, prende tutto come un gioco. Se avesse visto lui quell'uomo, probabilmente gli avrebbe portato uno dei suoi giocattoli :-)))

Però odia la gente in divisa! Qualsiasi divisa. Mah :-)

Ciao Moni

ritratto di monidol

Uhmm forse qualcuno in divisa

gli ha fatto del male. Giocherelloni e sensibili sì, ma mica scemi! Ciao Giulietta

moni

 

ritratto di Stefania Tolari

Lamia Tinetta non so che

Lamia Tinetta non so che avrebbe fatto...ma non ci metto la mano sul fuoco...! ;-) Ciao Monimonimonichina.

ritratto di monidol

Non sottovalutarla

la tua Tina, anche io non l'avrei mai detto che si sarebbe trasformato in cane da guardia.

moni china (mh...china no vabbè.... un momento... cioè....dipende ;-)

Ciao Fefy :-D

moni

ritratto di Adaclaudia

affettuoso,

 sensibile e affidabile Bamboccione è un vero amico.

Bella storia e ancor più bello il finale,di questi tempi ci sarebbe grande bisogno di tanti bamboccioni.

ciao ciao

Claudia

ritratto di monidol

Almeno i bamboccioni

lo fanno a ragion veduta, non sono "costruiti" per uccidere come altri poveri cani.

Davvero devoti sono i cani, l'animale più devoto di tutti. (forse pure troppo!)

Grazie Adaclaudia

moni

ritratto di francaf

moni bella!

ma grazie! che bella storia mi hai regalato....  noi siamo portati a pensare che i buoni siano pure tonti, invece no: lui ha dimostrato che non è affatto così.

il tuo bamboccione, poi, è pure bellissimo. somiglia un po' a lulù, la mia indimenticabile cana nera, che però era un incrocio di un cocker con qualcos'altro :) ma aveva gli stessi liquidi occhi nocciola del tuo. eccola qui:

grazie moni bella. sei un tesoro.

un bacio, franca

 

 

ritratto di monidol

Il tuo racconto mi aveva

ricordato qualcosa ma ancora senza focalizzare cosa, ti scrissi il mio commento, poi ripensandoci su ho capito e sono andata a cercarlo.  :-)

Guardala lì, la Lulù, si hanno quella faccia li da emotivi che ti sciolgono.

Un piacere Francabella

bacioe e carezza a Nanà

moni

 

ritratto di Uriah Heep

.

 Oddio, se andavi al Serio con il cane è capace che abbiamo sfiorato la Carrambata - ma giuro di non aver mai fatto proposte oscene. Cioè, non con il coltello in mano almeno. :)
Al tempo mio nonno cacciava ancora (sig.) e avevamo due cani meravigliosi, un pointer e un setter appunto, che ho amato davvero molto. 
Quando il pointer morì di vecchiaia il setter, in un gesto oltre l'umano, si lasciò morire d'inedia. 
...
vabbuò, bella lettura. Ciao Moni.

ritratto di monidol

Difficile la Carrambata

fra noi che ci "spargiamo" a largo raggio ma sono sicura che se al nonno fai il nome dell'allevamento ti dirà che conosce mio padre. ;-)

Gli animali sono pazzeschi sì, capaci di cose che noi "umani" nemmeno immaginiamo, troppo facile pensarli inferiori.

Sul Serio ci ho fatto ultimamente un paio di scampagnate  notturne e devo dire che è sempre suggestivo e che mi scorre, capisciammè. Ogni tanto ci scrivo qualcosa, tu ad esempio ci potresti ambientare un orrorino no?  :-))

 

Ciao  Uriah

moni

 

ritratto di ivan bui

Una lettera formato ...

racconto formato lettera. Poco cambia ... sono passato e letto con piacere. Sono convinto che il mio cane in una situazione così avrebbe accompagnato la "bruta" fin sul mio giaciglio.

ritratto di monidol

Eggià come ci conoscono eh?

meglio che noi stessi a volte,  il mio sa che mi piace scegliere e pure essere consenziente.:-P

grazie

moni

piccoli amici coraggiosi

questo racconto mi ha fatto ricordare dell'unico cane di cui da piccola non avevo paura, un bellissimo setter bianco e nero, sono cani tranquilli, ma come hai detto anche coraggiosi.