Un pallone gonfiato di nome Giuliano Ferrara.

Un pallone gonfiato di nome

Giuliano Ferrara

 

Non ho mai capito perché ma Giuliano Ferrara non mi è mai piaciuto.

Da giovane le sue mutevoli militanze politiche hanno sempre alimentato il sospetto che stesse cercando qualcosa che non trovava e forse per lui non c’era. Cercava di ficcarsi nei piatti che si prospettavano ricchi ma dopo qualche tempo cambiava bandiera.

Certo il personaggio sembrava disporre, oltre che di un rilevante peso fisico, anche di una certa caratura intellettuale. Tenuto conto del livello culturale del nostro mondo politico, il vantaggio non era da poco..

Il suo linguaggio era un vero e proprio effluvio di parole prive di senso che , però, avevano il potere di affascinare gli imbecilli.

Proprio per questo, dopo una catastrofica campagna elettorale che aveva dato la misura del suo genio e del seguito che aveva nel Paese, è riuscito a trovare in Silvio Berlusconi il suo nume tutelare. In cambio dei suoi servizi di “consigliori”  politico, di autore di imbarazzanti discorsi politici, ha avuto a disposizione “Il Foglio”, un quotidiano che è arrivato a tirare 15mila copie, oltre ad una rubrica plurisettimanale in Rai in cui può dire a fare tutto quello che vuole.

Una figura come la sua, purtroppo, non costituisce una eccezione nel nostro sistema informativo. Di pseudo “ anchor man” che somministrano in tono presuntuoso e malevolo le loro verità al pubblico italiano, ce ne sono tanti e, se si fa eccezione per qualche esponente messo al bando dalla Tv di Stato ( Santoro), appartengono ad una destra legata a Silvio Berlusconi dal cordone ombelicale del denaro.

Se lo chiedete al nostro ex Premier lui certamente giurerà di non avere niente  a che fare con questa gente anche se è la stessa che ha creato per lui falsi dossier e accusato di varie amenità personaggi sgraditi al suo potere.

Se volete sapere chi sono questi personaggi basterà che accendiate la Tv in occasione di una trasmissione di Bruno Vespa, Porta a Porta. In pochi giorni li conoscerete tutti. E’ chiaro che questa situazione grida vendetta al cospetto del popolo italiano che sembra avere perso ogni sensibilità di fronte a questo scempio dell’intelligenza e della buona fede. Il fenomeno esiste da così tanto tempo  da apparire connaturato alla nostra stessa cultura e, per questo, immodificabile.

Dal momento che alcuni di questi personaggi , certamente i più dannosi, sono protetti da inesauribili contratti Rai, non è neppure sbagliato crederlo. Neppure se dovessero cambiare gli orientamenti politici nel nostro Paese potremmo liberarci di loro.

In questo ultimo periodo, però, le cose stanno cambiando. Se, sino ad oggi, questi personaggi hanno fatto fortuna e si sono trastullati nel loro pollaio, adesso hanno cominciato a beccare fuori dal loro recinto.

Sto facendo riferimento a quel presuntuoso di Giuliano Ferrara che si è permesso di denigrare Saviano, il suo lavoro letterario e di distruggere a base d’insulti la trasmissione, Quello che non ho, che ha costruito insieme al gruppo creativo di Fabio Fazio.

In cinquant’anni d’impegno in campo critico non mi è mai capitato di assistere ad un episodio tanto sgradevole.  Sono anche professionalmente indignato per la totale mancanza di dignità della sua valutazione critica e di rispetto per il lavoro degli altri. Evidentemente Ferrara presume di essere al di sopra degli altri.

“Quello che (non) ho” è una trasmissione che deve essere valutata con estremo rispetto anche solo per l’audience che ha saputo riscuotere non in una ma per tre serate consecutive. Denigrare la trasmissione significa dare degli imbecilli a milioni di spettatori che l’hanno seguita e questo, tenuto conto dei contenuti della trasmissione, ci sembra intollerabile.

Come italiani siamo orgogliosi che nel nostro Paese ci siano ancora autori capaci di parlare al cuore a all’intelligenza del pubblico mentre siamo umiliati che un eminente personaggio della televisione di Stato, oltre a fare una trasmissione presuntuosa in un orario privilegiato, possa permettersi di fare del turpiloquio su chi ha maggiore successo di lui e tratta argomenti sensibili alla crescita culturale e morale di tutti quanti noi.

Roberto Saviano ha fatto bene a non rispondere alla provocazione di Giuliano Ferrara. Dare importanza alle sue contumelie sarebbe stato fargli un favore immeritato. Noi, però, possiamo permetterci di far conoscere il nostro punto di vista nella speranza che chi dovere possa liberare il nostro sistema informativo da questa zavorra.

Giuliano Ferrara è un pallone gonfiato. Togliamogli la zavorra  e lasciamo che se ne vada!

 

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Gradimento

ritratto di Nikètor

ma le canta a tutti anche agli intoccabili

Impara a farlo anchje tu e sarai perfetto.Ce ne fosserro come lui.E piace perchè  è umano, ha il coraggio di errare

Sbagliato bersaglio!

Buona giornata,caro Stefano

 

Addenda: e ricorda  anche la sola lombra  dell'invidia rovina un grande giornalista 

Devi controllare la tua Ombra  perchè fa troppe proiezioni  maligne sugli altri.Nei tuoi sogni compare di sesso maschile ,le azioni che  compie che a te dessero fastidio,in realtà li devi considerare fatte  da te.

Il pallone gonfiato

Dopo avere visto Giuliano ferrara nella trasmissione di Vespa, Porta a porta, maltrattare in modo vergognoso Sabina Ciuffini  sono certo di non avere sbagliato bersaglio. Quando non si hanno argomento da opporre si passa all'insulto. Tutto ciò è avvenuto sotto gli occhi vigli e timorati del grande conduttore,

Mi creda: non ho nessun motivi per invidiarlo.

Stefano Sguinzi

ritratto di shapiro49

mi è bastato leggere

mi è bastato leggere l'esordio della tua stesura..............sì, probabilmente non ti è mai piaciuto per patenti motivi cultural-lessicali...........sì direi di sì.

ritratto di Giuseppe Bauleo

non sono d'accordo...

Il tuo scritto esordisce così:

"Non ho mai capito perché ma Giuliano Ferrara non mi è mai piaciuto."

Come fai a dire "Non ho capito perché"... e poi spiegarlo così bene in quello che segue?

Comunque, ho i tuoi stessi gusti. E la stessa rabbia, nel considerare come la nostra società offra tanto spazio a individui del genere.

Mi viene da sorridere, quando ripenso alla famosa "TV di stato" dell'illiberale Unione Sovietica comunista.

Da noi c'è la democrezia... caspita, avevo fatto un errore di battitura, volevo scrivere democrazia, lo stavo correggendo... poi mi è sembrato che stesse meglio così...

C'è la democrazia, dicevo, e certe cose... ehm... non accadono.

Saluti

 

ritratto di Vittorio Civitillo

Stefano, ti sono debitore di uno 'scherzo'

 

Caro Stefano, ma su quali canali televisivi ti sintonizzi? I nomi che fai mi fanno pensar male! Scherzo (sarà che ce ne sono cinque (2+3) che io evito come la peste, anche se due li devo pagare con il canone).

 

A propsito del personaggio in oggetto, leggo sulla Repubblica di oggi (da L’Amaca di Michele Serra): «I toni e gli argomenti usati [da Sallusti] contro l’autore di Gomorra sono piuttosto spregevoli (anche se non raggiungono l’allucinata violenza toccata un mesetto fa da Giuliano Ferrara sul Foglio in uno degli articoli più ignobili della storia del giornalismo mondiale)».

 

Non ho nessuna voglia di cercare l’articolo. Però penso che sia un bene che certi giornalisti facciano il loro mestiere… pare che il succitato faccia perdere al partito di riferimento qualche migliaio di voti ad apparizione.

 

Ma il motivo per cui ti invio questo commento è un altro. La lettura del tuo articolo mi ispirò l’idea per il seguente ‘scherzo’ in versi (che si riferisce a una nutrita schiera di personaggi, della politica e del giornalismo), di cui ti sono pertanto debitore:

 

 (http://www.neteditor.it/content/195209/l%E2%80%99ideologia-dell%E2%80%99ossimoro)

 

 

L’IDEOLOGIA DELL’OSSIMORO

 

Sicuro di tue idee

quando il potere

è saldo,

 

cauto diventi

se cambiamento

prevedi.

 

Da cattolico

o comunista

a cattocomunista,

 

da ateo

o devoto

ad ateo devoto;

 

se in Rinascimento

rinascessi,

 

a noto detto Franza

o Spagna,

Franza e Spagna

 

aggiungeresti.

 

 

Ciao, Stefano!