Neve mancata

ritratto di Re matto

Il cielo si è aperto a tratti
si respira un'aria fredda
nuvole sparse rosa in imbarazzo
per la notte che arriva

Qualche gabbiano vola
distratto nella sua libertà
in lontananza verso il mare
una montagna grigia di nubi
austera ma non minacciosa
abbraccia la luce sovrana del giorno
che muore e scrive dentro di lei
due cerchi giallo ambra;
l'uno parzialmente nell'altro
quasi perfetti come a raddoppiare il sole
come ad annullare se stessi 
e a raddoppiare la vita...

Non potendo stare tra ciò che si vede
la mente si annulla
le parole diventano voci
e gli occhi rapiti da ricordi futuri, vicini e lontani

Ogni giorno che passa aspettando la neve
più mi accorgo di mancare a me stesso
perfino nell'illusione dei miei sogni...

E' il tempo che divora ogni cosa:
la materia, le persone, i pensieri...
finché non rimane altro che il tempo
poi nemmeno più nessuno a scandirlo... 

 

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ritratto di Nikètor

questa tua poesia mi richiama alla meoria si Aspettando Godot

 

di Becket  che la poesia Aspettando i barbari di Kavafis.Un'attesa senza esiti.

Peraltro una bella fanopea.

Intrigante quei ricordi futuri:ricordi  degli avvenimenti futuri,ricordi del futuro.C'è unopseudoscienziato,antropologo,ufologo  che nel 68 pubblicò presso la Econ Verlagun suo  scritto fanta(pseudo)scientifico intitolato Erinnerungen  an die  Zukunft(Ricordi del futuro).Non riuscii a procurarmelo ma immagino che  parlasse anche di viaggio nel tempo ,il solo modo , a mio parere,per procurarsi ricordi del futuro.

re matto

oggi abbiamo parlato della stessa cosa :)

bella interpretazione della neve mancata, la tua...

un saluto, franca

 

ritratto di guenda

E' una poesia molto

E' una poesia molto riflessiva nella quale mi rispecchio un pò. Bisognerebbe imparare a guardare il tempo che si vive e non aspettare sempre che arrivi domani. Né voltarsi sempre indietro.

Ciao da Guenda