Il narratore

ritratto di Rubrus
 
Appariva a coloro che, la sera, si radunavano attorno al fuoco.
Si annunciava con un bussare leggero alla porta e, semplicemente, chiedeva d’entrare.
Raccontava storie di giganti e bambini abbandonati, di streghe e principi, di lumicini intravisti nel bosco tra le fronde smosse dal vento.
Quando aveva finito comparivano sempre, come per incanto, un pezzo di pane o una scodella di minestra e un bicchiere di vino.
In questo modo, raccontando, riusciva a campare.
Morì l’anno che, in paese, arrivò la prima televisione, come se quell’antenna sul tetto della vecchia osteria avesse infilzato anche il suo cuore.
Non l’ho conosciuto, io, ma me ne hanno parlato, come se fosse diventato lui stesso una delle storie che raccontava.
“Era un po’ matto” aggiungono sempre, ma sottovoce.
C’è vento, stasera, e la TV non funziona.
C’è stato il passaggio al digitale e il vecchio trabiccolo mostra, sui vari canali, solo una nebbia gracchiante.
Me ne sto lì col decoder in mano e i fili che mi avvolgono come la vitalba attorno al tiglio in giardino.
Alla fine lascio perdere e mi siedo in poltrona, con l’orecchio teso alla porta. Potrebbe bussare qualcuno.
Ma forse sono un po’ matto anch’io.

 

 

 

 

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ritratto di Full

Mi piace come concludi questo

Mi piace come concludi questo "web". C'è molta poesia in quell'attesa di qualcuno che bussi.

C'è un brano che metterò in riedizione prima o poi, dove racconto di un narratore come il tuo che prendeva parte alle spannocchiate del granturco, per accompagnare con le sue storie il fervore di tante mani.

 

ritratto di Rubrus

Attendo

il tuo brano allora, e sono contento che questo mio possa essere spunto per la ripubblicazione. "Il narratore" mi frullava in testa da un po', alla fine ho capito che era lui la storia e non necessariamente ciò che lui raccontava. A questo punto è venuta fuori quella "corrispondenza" tra i due narratori che ho messo nella chiusura.

Spero

che l'attesa non sia stata vana...

 

ritratto di Rubrus

L'imperatore

(ci dice Kafka) ha mandato un messaggio proprio per te, che stai nella parte più sperduta nell'impero. Il messaggero dovrà superare mari, deserti, foreste, città, briganti, freddo, caldo, fame sonno... ma tu ogni sera ti metti alla finestra e aspetti. 

ritratto di oissela

In un mondo di Matti voglio

In un mondo di Matti voglio portare il mio contributo.

MI HA COLPITO LA FIGURA DEL NARRATORE.

La mia televisione è diventata matta e il martedi e il giovedi non funziona; questo accade dalle

ore 21 alle ore 23.30.

Come se una manina misteriosa abbassasse l'intensità del segnale.

Il brano postato evidenzia le eccellenti capacità di sintesi dell'Autore.

Ciao.

Oissela

ritratto di Rubrus

Ho

sempre saputo che il decoder ha degli aspetti positivi - magari non proprio quelli voluti dagl'inventori....  

ritratto di Giulia75

Rubrus

questo racconto è un gioiellino. Ha ragione Full, anch'io trovo tanta poesia in quell'attesa. 

Ma è proprio poetica la figura del narratore, forse perchè oggi non esiste più.

Ciao

ritratto di Rubrus

Esistono, invece

basta a volte fare un po' di silenzio (o spegnere la TV) e li si incontra ancora.

ritratto di ClaudiaC

Rubrus

scrivi con "morbida linearità".

Lettura che lascia un retrogusto buono nel palato.

Delicata figura, quella del narratore.

Un saluto, CB.

 

ritratto di Rubrus

Ho cercato

di usare le parole più semplici che potevo, come, penso, il narratore avrebbe fatto. Tutto qui.

ritratto di baribal

Non sei matto, tutt'altro.

Non sei matto, tutt'altro. Matti sono o saranno tutti coloro che la televisione non sanno spegnerla per prendere in mano un buon libro oppure per andare a leggersi qualcosa di buono sul web, come questo racconto che profuma di pane casereccio.

 

ritratto di Rubrus

In effetti

continuità e discontuinità sono un po' l'ossatura di questo racconto: il veccho focolare e quello nuovo (catodico o digitale) e le storie, che cambiano parole e narratore eppure rimangono.

roberto

questo racconto è.... una poesia.  in poche righe un mondo intero. 

ma che è, una gara sul taglio web??? :-))

un caro saluto, franca

 

ritratto di Rubrus

No è solo

l'effetto della faticaccia che ho fatto a scegliere le parole (bambini "sperduti" o "abbandonati?", antenna "piantata" o "infilzata?"). Se è piaciuto, vuol dire che non ho faticato invano. 

ritratto di monidol

Cosa ci può essere di più toccante

per noi maldestri raccontastorie di questo "narratore"?

Poetico Ru, da far restare un po' con la bocca aperta e lo sguardo nel vuoto,

come quando si ascoltavano le fiabe.

Come se non bastasse c'è anche dentro un bel giochino di matrioske dal quale non sono esclusi 

né lo  scrittore né il  lettore...   :-) 

moni

ritratto di Rubrus

Sono

i due effetti che volevo raggiungere, suggerire l'atmosfera delle vecchie fiabe e di un vecchio mondo e creare un gioco di matrioske, come lo chiami tu. Lieto che sia piaciuto. 

ritratto di Gerardo Spirito

È un gran bel racconticino,

È un gran bel racconticino, immediato, rapido ma profondo. Molto attuale, oggi più che ieri. Dicevano che fosse matto, chissà, forse in verità è proprio lui l'unico sano di mente.

Forse hai scritto questo brano in chiave "web", ma a mio parere nulla va tolto e nulla va aggiunto; è essenziale, e mi sembra uno spreco etichettarlo come "web" (richiamando la terminologia usata da alcuni commenti sopracitati). 

ritratto di Rubrus

***

al di là della terminologia - che ha un peso relativo - è breve perchè, tutto sommato, è breve la storia. Al di là della etichetta, ritengo che comunque anche nei brevissimi una storia, brevissima, sia ineliminabile. 

No, non sei matto....

.....caro Rubrus, sei solo poetico e nostalgico.

Ed un gran narratore!

Bellissimo racconto, breve ma intenso, che sfocia nella poesia.

Piaciutissimo!

ritratto di Rubrus

***

Eh... si vede che è vecchio perchè ancora si parla di decoder e credo che ormai in giro ce ne siano pochissimi .

Beh....

....se le cose stanno così, io in casa ne ho addirittura due......

ritratto di Raffaele De Masi

Vero è che siamo nati nei

Vero è che siamo nati nei tempi moderni, dove quasi tutto è digitale e privo d'anima. Ma diamine... alle volte vorrei davvero tornare indietro nel tempo per godere di queste abitudini estinte. Sì, spesso erano cose da matti, ma c'era passione e tanta voglia di ascoltare storie, indifferentemente dal fatto che fossero reali o meno. Allora c'era più fantasia.

La gente, nelle epoche passate, era più intelligente, perché non aveva la mente inquinata dalla spazzatura che oggi viene trasmessa in televisione.

Brevissimo ma intenso. Bravo Rubrus. 
Sempre in gamba.

Un saluto a te.

ritratto di Rubrus

***

Non credo che la gente fosse più intelligente - neanche più stupida, però. Sulla fantasia, invece, non escludo affatto che tu abbia ragione, o forse la fantasia, all'epoca era diversa. Quanto agli imbonitori, sono sempre esistiti. Ieri la TV. oggi internet, l'altro ieri i giornali, il giorno prima ancora questo o quel predicatore. Credo che l'aumentare della possibilità della gente di informarsi vada di pari passo  con la possibilità che l'informazione sia ingannevole. Insomma, non credo che a un aumento della potenza dei mezzi di comunicazione corrisponda un aumento della verità (o anche solo della attendibilità) del messaggo da essi veicolato.

Quello che poi è andato, temo irrimediabilmente, perduto è - e penso che tu abbia ragione - è l'abilità di sedersi, con calma, e ascoltare.        

ritratto di Angela Albano

Ma che meraviglia

Oggi la gente ha dimenticato cosa significa ascoltare intensamente una persona che racconta una storia. È il cruccio dei giorni nostri: una solitudine derivata da un oggetto artificiale che funge da parodia di un narratore, il quale vorrebbe infondere cultura, ma in realtà non fa altro che generare confusione tra i giovani.

La caratteristica che ti ritrovi è quella di coinvolgere tante persone in uno scritto di poche righe, e questo non è certo cosa da tutti.
I miei complimenti, Rubrus. Un abbraccio serrato.

Ti lascio un caro saluto.

ritratto di Rubrus

***

Come dicevo sopra a Raffaele, la penso anche io così: abbiamo perso la capacità di ascoltare, anche perchè parliamo tantissimo e non si può ascoltare e parlare nello stesso tempo - almeno, io non ci riesco.

Quanto all'intelligenza. Mio nonno, classe 1908, sapeva fare i conti a mente molto meglio di me - ai suoi tempi non c'erano le calcolatrici - peraltro un qualunque decenne sarebbe in grado di battermi nell'uso degli smartpone: insomma, mi sa che lo stupido sono io....   

ritratto di Elisabeth

Poche righe che fanno ciò che

Poche righe che fanno ciò che devono: far riflettere il lettore. Spesso sono abituata a farmi leggere i racconti dal pc, per cui mi sento di poter dire quanto sia "centrato" e anche profondamente umano il contatto che si crea tra un narratore e chi ascolta. I tempi cambiano e così portano nuove modalità alle cose, -anche per fortuna-, in questo caso il narratore (umano=uguale a voce umana che legge o che racconta) quelle rare volte che capita è insostituibile. 

ritratto di Rubrus

***

Grazie. Be', trovare qualcuno che ti legga i racconti, oggi, è raro. Deve fare un certo effetto.

ritratto di Blue

Concordo con...

...coloro che sostengono che ci sia parecchia malinconia in questo racconto... e nostalgia. Ecco, forse soprattutto nostalgia. Di che cosa? Beh...
Credo soprattutto di cose più semplici.
 

ritratto di Rubrus

***

Be', sì. Non so sia vero, ma tendo a pensare che un tempo la vita fosse più semplice. Più dura, e più semplice. Per dire... se il problema era mettere assieme il pranzo con la cena, tanta altra roba passava in secondo piano. 

ritratto di 90Peppe90

Il narratore

Un racconto efficace, perfetto, che dice tutto ciò che ha da dire nella sua fulminante brevità, con una chiusa da incorniciare.

Ciao, Rub, un caro saluto.