Commenti recenti

  • Chiedo al silenzio   1 settimana 2 giorni fa

    Può darsi che tu abbia ragione, grazie per l'attenzione.

  • metereologia dell'acqua   1 settimana 2 giorni fa

    E' nel dolore che si cresce 
    che si distinguono i colori 
    delle stagioni la unicità .

    E' un continuo mistero la vita
    basta solo poterla vivere
    per disegnare ricordi e tramonti.

    Lascia che siano le onde 
    A suonarti melodie senza tempo
    Mi hai toccato il cuore con gli occhi*
     

  • Chiedo al silenzio   1 settimana 3 giorni fa
    @H

    C'è qualcosa di pesante in questo testo, di faticoso.
    E non mi riferisco solo alla tematica.

    K.

  • PERCHE' SCRIVO?   1 settimana 3 giorni fa

    Grazie Effetticollaterali! Dici bene: scriviamo contro la morte, contro la dimenticanza, contro il buio, contro l'oblio, contro tutto ciò che vuole far morire la bellezza e la gioia di vivere, di amare e... sì! anche di soffrire.

  • Come un tasto di pianoforte   1 settimana 3 giorni fa

    Sembrano versi troppo intimi perché io possa interpretarli. Forse è un immaginario su qualcuno o qualcosa, forse no. Comunque sono dei versi davvero molto belli. L'ho letta più volte e ogni volta ha un sapore leggermente diverso.

  • Il suicidio del pianeta   1 settimana 3 giorni fa

    Non sono un avvocato, ma credo che ai trattati si può aderire e dai trattati si può uscire, secondo procedure previste. Evidentemente Trump lo ha considerato un trattato inutile. Su queste tematiche c'è il rischio di buttarla sul demagogico, fissando impegni non onorabili realmente, tanto poi non succede niente. Questo in generale, mentre sul trattato di Parigi in particolare non so nulla. E' difficile farsi una conoscenza certa, perché si leggono cose verosimili ma diverse. Leggevo l'altro giorno un'intervista a Rubbia, che sosteneva che per l'ambiente fanno più gli USA con l'uso del gas (shale), che l'Europa con le rinnovabili perché costose e quindi intrinsecamente demagogiche. Mah, non so, d'latra parte se non si può credere neanche a un nobel ...

  • A che cosa serve cambiare in continuazione sito se prima non cambiamo noi stessi?   1 settimana 3 giorni fa
    Questo breve racconto sufi esprime benissimo ciò che ci dicono tutti i saggi del mondo intero (e infatti ben venga la saggezza cristiana del Manzoni, nel profondo tutte le scritture sapienziali si fondono) : a conti fatti, la felicità e l’infelicità sono dentro di noi.
    Un uomo infelice sarà infelice ovunque, un uomo che ha trovato in se stesso la felicità sarà felice ovunque, qualunque sia la situazione in cui si trova.
    I saggi di Oriente e Occidente rispondono che tale felicità è possibile a condizione di non cercare più di adeguare il mondo ai nostri desideri. La saggezza ci insegna a desiderare e amare ciò che è. Ci insegna a “dire sì” alla vita. Una felicità profonda e duratura diventa possibile quando trasformiamo il nostro sguardo sul mondo. Scopriamo allora che felicità e infelicità non dipendono tanto da cause esterne quanto dal nostro “stato d’essere".
    Pertanto amare ciò che è non vuol dire sacralizzare il reale, la volontà di potenza esaltata dalla competizione tecnologica globale, non vuol dire schiacciarsi sul presente e sull'attimino dei "like" e dei pollicetti azzurri alzati di Fb o sui demenziali 140 caratteri di twitter: vuole dire essere nel profondo quello che si è veramente, dopo essersi duramente cercati nell'interiore, per poi trascendersi e aprirsi verso il circostante.

    Abbi gioia
     

  • Il suicidio del pianeta   1 settimana 3 giorni fa

    Sì, forse dovevo mettere da subito due.

    Ma se "palanche nun ghe nè" ...

     

    P.S.

    V? Caso mai G.

  • Il suicidio del pianeta   1 settimana 3 giorni fa

     

    L'adesione degli Stati Uniti al trattato era stato formalizzato da Obama, il presidente, non un pinco pallino qualsiasi.

  • Il suicidio del pianeta   1 settimana 3 giorni fa

    v

     

     

    Lo squallore di quei greti colmi di spazzatura è più di un pugno nell'occhio. Le rimostranze presso il municipio di zona hanno conclusioni disarmanti: “palanche nun ghe nè”. Rimane da capire quanto sia insostenibile un costo aggiuntivo per far raccogliere la rumenta da coloro che hanno rimosso la vegetazione.

     

  • LA BARACCA   1 settimana 3 giorni fa
    ***

    Discreto. Scritto anche con un buon ritmo, anche se lavorerei un po' sul finale. 

  • A che cosa serve cambiare in continuazione sito se prima non cambiamo noi stessi?   1 settimana 3 giorni fa
    ***

    Mi viene in mente l'ultima similitudine del sedicente anonimo del Promessi Sposi, quella del malato che continua a cambiare letto sperando di star meglio. 

    A mio parere, non si può caricare su chi riveste posizioni apicali il compito di creare "virtù" (nel senso più ampio e comprensivo del termine) che chi sta in basso non pratica. Al massimo, si può lamentare - e qui su @net io un po' lo lamento - un mancato (e misurato ma fermo) intervento repressivo.

  • Il suicidio del pianeta   1 settimana 3 giorni fa

    Che c'entra Trump? Una cosa è non aderire a trattati, altra cosa non rispettarli. 

  • Virgolette - 58   1 settimana 3 giorni fa

    L'ho ritenuto anch'io un buon romanzo, mi sono appassionata nel leggerlo e ho ammirato il modo in cui programmaticamente Macioci ha dato forma agli intenti di una poetica che, ad un certo punto, esplica tout court durante il testo, ossia la volontà di scrivere una storia di genere senza rimanerne imprigionato.

    La cosa non è semplice, così come non è semplice il suo contrario, soprattutto de il genere di riferimento è l'horror. Occorre una sapienza e un'abilità decisamente elevate.

    Trovo che in tutta la prima parte del libro, soprattutto grazie alla capacità di Macioci di trasferire il climax nelle descrizioni ambientali (e negli scambi dialogici) l'autore riesca benissimo a fondere la storia nera che si configura all'orizzonte con il romanzo psigologico e pure, chiamiamolo così, di formazione.

    Nella seconda parte, più specificatamente nell'ultima, là dove i fili dell'intreccio vanno a chiudersi, c'è forse un cedimento strutturale legato (sempre forse) all'innumerevole quantità di temi in ballo, e anche (sempre forse) dovuta ad uno squilibrio fra le parti Inverno Vs Mostro.

    Ritengo che sia un libro da leggere con attenzione. Ne vale la pena e sono profondamente d'accordo con Roberto e la sua analisi. Quanto all'ambiguità e doppiezza, aggiungo soltanto che Macioci, scegliendo la prima persona e affidando la narrazione al più ingannato della storia, ha forse intenzionalmente giocato al doppio anche con il lettore e con i meccanismi stessi di costruzione narrativa.

  • Il suicidio del pianeta   1 settimana 3 giorni fa

    Il tema è sicuramente attualissimo ed è necessaria una assunzione di responsabilità da parte di tutti. 

    Credo però non sia necessario rallegrarsi perché "finalmente" qualcuno propone un tema non così "superato" come le ideologie del Novecento. Il dibattito su quelle ideologie non è mai stato così urgente come oggi, in questi tempi in cui la politica ha preso una piega pericolosissima: ci si affida a chi mostra di avere "personalità" urlando più forte, usando un linguaggio gretto e volgare e basando le proprie argomentazioni su luoghi comuni, semplificazioni, pregiudizi e false promesse.

    Non solo a scuola se ne parla eccome, ma non se ne parla abbastanza: ne parleremo sempre di più. 

    Sinceramente non mi aspettavo un atteggiamento simile da te, Mauro. Ci sono rimasta male.

  • VENIRE È UN OCEANO   1 settimana 3 giorni fa

    Non pretendo di essere il meglio.Mi basta scrivere qualcosa che piaccia...Lieta apprezzi il mio impegno :)

  • Il suicidio del pianeta   1 settimana 3 giorni fa

    A proposito di Genova, a Genova si dice: meglio che un pugno in un occhio! Per il resto, la maggior parte ... li chiude gli occhi. O parla tanto per ...

    :-)

     

     

  • Il suicidio del pianeta   1 settimana 3 giorni fa

    Potrebbe essere così come affermi. Ma prima bisognerebbe convincere i cialtroni che non riconoscono la propria firma nei trattati in essere.

  • Il suicidio del pianeta   1 settimana 3 giorni fa

     

    Carissima Eli, mi è ben nota la tua sensibilità di fronte a questi problemi e del malessere che causano comportamenti incivili. Anch'io nella mia spiaggia, la ritengo tale perché ci sono nato, cresciuto quando le presenze si limitavano a poche unità, li ricevo come offese personali e prenderei a bastonate (metaforiche, s'intende) chi manifesta inciviltà così degradanti, di prima mattina la percorro con un sacco e una retina per raccogliere la maleducazione che la fauna umana evita di portarsi a casa.

    Mi mancano i tuoi racconti  wink

     

    Un abbraccio

  • Il suicidio del pianeta   1 settimana 3 giorni fa

    Il paradigma potrebbe essere quello degli accordi internazionali sui gas serra.  Chi supera una soglia riproduttiva stabilita, paga una multa. 

  • Il suicidio del pianeta   1 settimana 3 giorni fa

     

     

    Certo, dovrebbero comunque riconoscere la gravità del problema che non interessa solamente una parte del pianeta. Dare credito ai numerosi allarmi che sempre più di frequente provengono dal mondo scientifico e considerarla come emergenza globale, trattarla come tale coinvolgendo tutti i paesi del mondo.

     

  • Virgolette - 58   1 settimana 3 giorni fa
    ***

    Della diffidenza della cultura italiana verso il fantastico e delle ragioni di tale diffidenza abbiamo parlato altrove.

    Qui vorrei mettere l'accento su un aspetto molto più terra - terra.

    Non è vero che non ci sia offerta, da noi, di autori di questo genere. Basta andare a una qualunque mostra libraria (per esempio io andrò molto probabilmente a "Stranimondi" anche quest'anno) per verificare che non c'è penuria di espositori. Anzi, il numero degli espositori è pericolosamente vicino a quello dei visitatori.

    Non è neanche vero che i nostri autori sono meno bravi di quelli esteri. Sono, a volte, solo meno "professionali" nel senso che manca loro quell'insieme di strumenti che consente di fare dello scrivere libri (in generale, ma qui parlo di libri fantastici) una professione e un'industria e quindi li costringe al ruolo di dilettanti, anche se a volte molto bravi e qualche volta geniali. 

    A mio parere la ragione di tutto ciò sta nel fatto che, oltreoceano o oltermanica, gli operatori del settore hanno scommesso con maggior decisione e più spesso sul fatto che questo tipo di letteratura possa essere redditizio, mentre da noi no, quindi i nostri operatori non hanno investito capitali, quindi non si è creato quell'apparato mercantile - economico che consente di creare un prodotto di massa. Da noi non esiste un mercato sufficientemente solido da poter garantire una rete di produzione - editing stampa distribuzione - adatta a selezionare e promuovere il prodotto. Si lavora troppo spesso in modo artigianale e qualche volta anche aborracciato e si fanno le nozze coi fichi secchi, Da questo punto di vista, internet e la tencologia ha solo peggiorato le cose.  Ci si è convinti che tutti possano fare "narrativa a chilometro zero" e che con poca o zero spesa si possa pubblicare (l'esempio più macroscopico è l'editoria a pagamento, che però nulla ha che vedere col mercato librario). Si può fare, ma manca il controllo editoriale, manca la rete di produzione e di distribuzione, manca insomma (o è insufficiente) quell'insieme di fattori che spinge la domanda e invoglia il lettore a comprare. Addirittura a volte mi è capitato di vedere glorifiare l'editoria indipendente o piccola in quanto tale. In tal caso alla penuria di mezzi si è aggiunta anche la zavorra del pregiudizio - spesso ideologico, diciamocelo, per cui il Kapitale è Kattivo o certi generi sono intrinsecamente connotati da un punto di vista politico - e far decollare un prodotto è diventato molto ma molto difficile.  Anzi, si è innestato un circolo vizioso che col tempo sta sempre più costringendo testate "storiche" (quali "Urania" per esempio, che negli anni ha comunque compiuto un'opea di diffusoine del genere fantscientico - mentre sottocolllane di genere fantastico ma non fanscientifico - quali l'horror o la fantasy - hanno nel corso degli anni aperto e chiuso più volte nell'indifferenza generale) a tirare i remi in barca, annaspando.    

    Sotto questo profilo, la desertificazione della narrativa web potrebbe avere effetti non del tutto negativi, se e nella misura in cui evidenziasse che non ci si improvvisa editori senza il becco di un quattrino e senza un piano imprenditoriale, nè si diventa bestselleristi solo perchè si scrive (anche bene) se a monte non c'è un signore coi soldi disposto a investire sul tuo prodotto / opera (anche dandoti un bel po' di bacchettate sulle dita).

    Del resto, uscendo dal genere fantastico, i fatti dimostrano che la narrativa di genere nostrana (che è e dovrebbe aspirare ad essere narrativa; il genere non la rende automaticamente di serie inferiore, come abbiamo detto tante volte)  non è condannata all'afasia per volere del fato. Dopo una lunga gavetta e anni di sudditanza (e armate di psuedonimi) la narrativa gialla e nera di casa nostra è uscita dal ghetto e, in termini di quantità e qualità, si è ritagliata uno spazio più che dignitoso anche all'estero. 

    Non credo che i narratori fantastici italiani siano meno bravi dei loro colleghi giallisti - a volte sono la stessa persona. Credo che manchi loro una base imprendotiriale sufficientemente salda.   

     

     

  • Un caffè tra vecchi amici   1 settimana 3 giorni fa

    .....un caffè un po' indigesto!

    Non come questo racconto che fila via liscio e frizzante fino alla sorpresa finale.

    Ottima trama e ben sviluppata. Anche nella lunghezza del testo.

    Piaciutissimo!

  • Il suicidio del pianeta   1 settimana 3 giorni fa

      Grazie Mauro del tuo

     

    Grazie Mauro del tuo intervento. Come al solito vedi ben oltre le diramazioni che assumono questi scenari devastanti per l'animo umano. Ne individui gli aspetti più deteriori, augurando che la scienza metta in pratica le scoperte appena delineate che possano farci sperare in un futuro migliore.

    Io che vivo il mare come una seconda pelle, mi mancano solo le branchie e le dita palmate, vedo sempre con maggior frequenza gli aspetti più ignobili dei comportamenti umani.

     

    Un caro saluto

     
     
     
     

     

     

     
     
  • Il suicidio del pianeta   1 settimana 3 giorni fa

    L'uomo animale semina il pericolo, abbracciato ai suoi ignobili comportamenti.

     

    Ciao e.c.

  • ... quel tempo discorde   1 settimana 3 giorni fa

    http://www.neteditor.it/content/235401/bologna-2-agosto-la-linea-gialla

  • Il suicidio del pianeta   1 settimana 4 giorni fa
    temevo che su Net fossimo fermi ancora alle ideologie del Novecento, che per fortuna non s'insegnano nemmeno più a scuola.
    Mi fai tirare un bel respiro di sollievo, caro Paolo, anche se l'argomento è drammatico, se non tragico.
    Qualche osservazione per cercare di capire come il mondo costruttivo dei ricercatori sta reagendo:
    - La ricercatrice Federica Bertocchini sta compiendo studi geniali e innovativi sul "bruco mangia plastica":
    http://www.repubblica.it/scienze/2017/04/25/news/biologa_italiana_scopre_il_bruco_che_mangia_la_plastica_cosi_e_nata_per_caso_la_mia_ricerca_-163836136/
    attendiamo che lo Stato e le Multinazionali la aiutino, da accaniti filantropi quali sono; che non faccia la fine di quel tale imprenditore che ha prodotto l'auto elettrica a 10000 euro ed è costretto ad andare in Cina?
    - il grande business che sta partendo dei dissalatori, per risolvere il tragico problema dell'accesso e della captazione dell'acqua potabile, che prevedono prima una filtrazione della microplastica nell'acqua di mare; la tecnologia è già partita con grande riuscita in Israele, e sta comincianco anche in California e in quella costa negli U.S.A; in Italia invece i nostri politici inetti perdono tempo nelle loro campagne elettorali infinite, a cancellare "La gabbia" da La7, con un bel ritorno alla OVRA, mentre si salassa il povero lago di Bracciano per i rubinetti di una Capitale nel deserto.
    Fuori d'Italia c'è ancora qualche speranza, qua siamo esseri del pleistocene in avvicinamento al grande stallo mortifero elettorale stile Spagna.
    E "il milione di posti di lavoro" -questa la nuova campagna elettorale dei Renziani - fatti di precari e contratti a termini e caporalato e neoschiavismo nulla sanno di captazione, bruchi mangia plastica e filtraggio a membrane.
    Siamo in mano a dei trogloditi.

    Abbi gioia
     

  • ... quel tempo discorde   1 settimana 4 giorni fa

    smuovere gli eventi, manipolarli mantenendone intatto il significato é un modo di vivere o rivivere un momento, riproporlo, condividerlo.

    Se incontro Flaiano ....

    Ciao Diotima.

  • Il suicidio del pianeta   1 settimana 4 giorni fa

    Ciao Paolo, sai cosa faccio io? Quando vado a camminare (sull'argine, in un bosco, da qualsiasi parte nella Natura) mi porto dietro un sacchetto e tiro su i rifiuti in cui incappo. Magari non servirà a niente, ma la mia goccia, in questo oceano, cerco di tenerla pulita. Nonostante i tempi e i grandi cafoni che li abitano.
    Grazie di questo intervento, chissà se qualcuno avrà voglia di unirsi al nostro gruppo di pulitori (in realtà disorganizzato, non ci conosciamo e non ci incontriamo, ma so che ce n'è altri, oltre me che sono una freelance e le annuali iniziative di Legambiente :) ).

  • ... quel tempo discorde   1 settimana 4 giorni fa

    ho voluto "scorporare" una storia, viverla al singolare. Una vita spezzata come tante raccontata senza la ferocia di quel gesto.

    Grazie per il passaggio.