Commenti recenti

  • Il cretino razzista microcefalo   3 giorni 10 ore fa
    Caro Jazz,
    condivido persino le virgole e i punti del tuo ragionamento.
    Oggi più che mai avremmo bisogno di un nuovo neoclassicismo, in quanto la dittatura dell'egotismo personale sta ammazzando l'arte e la comunicazione, e quindi il linguaggio e la coscienza.
    Questo secolo intossicato dall'ego e dall'elemento personale è a tutti gli effetti una non-cultura e non se ne vede uno straccio di una nuova all'orizzonte.
    Perchè negli specchi di legno il neoegotista non vede un tubo d'orizzonte, all'orizzonte.
    Aveva già profetizzato tutto Kundera prima dell'era informatica.
    E te lo lascio, con un sorriso.
    Solo distogliendo lo sguardo dai microcefali narcisistici e sorridendo dei cretini riusciremo a transitare per questo orrendo periodo storico della cultura.

    Abbi gioia

    "Flaubert ha scoperto la bêtise. Oso dire che è questa la massima scoperta di un secolo così fiero della sua ragione scientifica e tecnologica.
    Certo, anche prima di Flaubert non si dubitava affatto dell'esistenza della bêtise, ma la si intendeva in un modo un po' diverso: la si considerava una semplice assenza di conoscenza, un difetto rimediabile con l'istruzione.
    Ora, nei romanzi di Flaubert, la bêtise è una dimensione inseparabile dell'esistenza umana. Essa accompagna la povera Emna per tutta la vita, fino al suo letto d'amore e fino  al suo letto di morte, sul quale due temibili agelasti, Homais e Bournisien, continueranno scambiarsi le loro scempiaggini come una sorta di orazione funebre. Ma ciò che più colpisce, ciò che scandalizza nella visione flaubertiana della bêtise è questo: la bêtise non cede davanti alla scienza, alla tecnica, al progresso, alla modernità, anzi, con il progresso, progredisce anch'essa!
    Con maligna passione, Flaubert collezionava le formule stereotipate che sentiva pronunciare intorno a sé da quelli che volevano apparire intelligenti e aggiornati. Ne ricavò un famoso Dizionario dei luoghi comuni. Serviamoci di questo titolo e diciamo: la bêtise moderna non significa ignoranza, bensì il non-pensiero dei luoghi comuni.
    La scoperta flaubertiana è più importante per il futuro del mondo che non le idee più sconvolgenti di Marx o di Freud. Perché è possibile immaginare il futuro senza la lotta di classe o senza la psicoanalisi, ma non lo si può immaginare senza l'ascesa irresistibile dei luoghi comuni, i quali, iscritti nei computer, diffusi dai mass media, rischiano di diventare in breve tempo una forza che schiaccerà ogni pensiero originale e individuale e soffocherà così l'essenza della cultura europea dei Tempi moderni.
    Un'ottantina d'anni dopo che Flaubert aveva immaginato la sua Emma Bovary, negli Anni Trenta del nostro secolo, un altro grande romanziere, Hermann Broch, parlerà dello sforzo eroico del romanzo moderno che si oppone alla marea del Kitsch ma è destinato a esserne sopraffatto.
    La parola Kitsch designa l'atteggiamento di chi vuole piacere ad ogni costo e al maggior numero di persone. Per piacere, bisogna confermare quello che tutti vogliono sentir dire, bisogna confermare quello che tutti vogliono sentir dire, bisogna mettersi al servizio dei luoghi comuni.
    Il Kitsch è la traduzione della bêtise dei luoghi comuni nel linguaggio della bellezza e dell'emozione. Ci strappa lacrime di intenerimento su noi stessi, sulle banalità che pensiamo e sentiamo. Oggi, dopo cinquant'anni, la frase di Broch è ancora più vera. Data la necessità imperativa di piacere e di ottenere così l'attenzione del maggior numero di persone, l'estetica del Kitsch; e a mano a mano che i mass media avvolgono e infiltrano tutta la nostra vita, il Kitsch diventa la nostra estetica e la nostra morale quotidiana. Fino a non molto tempo fa, l'essere moderni significava una rivolta non conformista contro i luoghi comuni e il Kitsch.
    Oggi la modernità si confonde con l'immensa vitalità dei mass media, ed essere moderni significa uno sforzo accanito per essere aggiornati per essere conformisti, per essere ancor più conformisti dei più conformisti. La modernità ha indossato la veste del Kitsch."

    Dal "Discorso di Gerusalemme: il romanzo e l'Europa", capitolo finale de "L'arte del romanzo" di Milan Kundera

  • Trapassati   3 giorni 10 ore fa
    .

    Credo che la questione sia complessa  ma è, per me, anche affascinante. Non mi esprimo riguardo ai problemi editoriali di traduzioni, e di editing, di cui hai detto tu. Mi riferisco, invece, all'uso che si fa, o non si fa, di tempi e di modi dei verbi, nel parlare e nello scrivere. Solo due giorni fa scrivevo (scrissi?) qui su Net che in Piemonte, la mia regione, nel parlato il passato remoto non esiste (e, aggiungo ora, il futuro si risolve quasi sempre con una perifrasi al tempo presente, domani vado). Non vorrei dire stupidaggini , ma  mi sembra che anche in Lombardia e in Veneto sia la stessa cosa. Ovvio che, nello scritto, se appena si tiene un po' alla forma, si usino entrambi questi tempi e, ci si augura, anche gli altri, e pure i modi diversi dall'indicativo, ci mancherebbe. Però... sono sicura che nel parlato no, e non mi riferisco solo al parlato popolare: al liceo classico i miei insegnanti (salvo quelli eventualmente provenienti dal Sud), parlavano e si rivolgevano a noi studenti omettendo l'uso del passato remoto. Di qui la mia osservazione, cui sono pervenuta proprio riflettendo in merito al tuo blog. E cioè che, invece, noi piemontesi (non so se lo stesso valga, ma immagino di sì, per i lombardi e i veneti, che hanno parlate regionali provenienti da dialetti fratelli del piemontese) usiamo tantissimo il trapassato prossimo.  

    E' molto molto più frequente sentir dire frasi tipo: "vent'anni prima l'allenatore gli aveva detto",  che non "...gli disse"; anzi, la seconda opzione non esiste proprio. E' come se il passato, nelle sue varie gradazioni, per noi assumesse "comunque" i contorni , le sfumature della narrazione, e perciò si va giù di imperfetti, di trapassati prossimi, tollerando il passato prossimo giusto giusto per le azioni finite, ma solo fino a ieri...l'altro ieri scivola automaticamente nel trapassato prossimo. Come dire: quella che è, oggettivamente, una lacuna, per non dire proprio un errore,  si colma di valenze immaginifiche e narrative... Dubito che i linguisti veri avallerebbero la mia teoria, però spiega (forse, eh?) almeno una maggiore sensibilità al problema sollevato dal tuo blog.

  • Squallide esperienze con individui tanto coraggiosi da nascondersi dietro un Occhio   3 giorni 11 ore fa

    Ora è apparso un commento proveniente da una utente che non è "dei loro" (cosa più unica che rara, perché se le cantano e se le suonano sempre fra gli stessi quattro gatti, tra cui quel Raffaele De Masi che con loro proprio non c'entra, eh:

    "Vi seguo da un po' perchè mi strappate spesso dei sorrisetti maligni, però questi messaggi con il semplice scopo di insultare li trovo proprio senza senso, oltre che rendervi passabili di denuncia. Avete uno scopo anche nobile, ma con questi video andate proprio a sembrare delle persone povere di argomentazioni...."

    Occhio adesso a come sanno realazionarsi con lei, i paladini della letteratura, quelli che "Da tempo ormai siamo anche una società contro il bullismo." 

     

  • Chiedo al silenzio   3 giorni 11 ore fa

    Ciao Paola, si hai ragione è uno scritto intimo, uno svuotamento da una sensazione di malessere caotica e difficilmente inquadrabile. Proprio per questo ho chiesto al silenzio, che come dici tu è in grado di svelare i desideri, di vederci chiaro.
    Sono felice del tuo gradimento e ti ringrazio. A presto, ciao.

  • Squallide esperienze con individui tanto coraggiosi da nascondersi dietro un Occhio   3 giorni 12 ore fa

    heart

    Sì sì, basta adesso far pubblicità alla compagnia dei Giustizieri della notte.

     

  • Trapassati   3 giorni 12 ore fa
    ***

    La tua oservazione è corretta.

    Aggiungo una postilla. Per una coincidenza - non era assolutamente preventivato - ho incontrato ieri il traduttore di uno dei libri nei quali ho riscontrato quest'uso. Con un po' di faccia tosta, e dato anche che è una persona molto affabile,gli ho fatto presente la faccenda di cui stiamo discutendo. Mi ha risposto che tradurre il libro - che non è neanche breve dato che ha più di settecento pagine - è stato faticoso per tre motivi:

    1) nell'originale (che è in spagnolo) ci sono un sacco di ripetizioni che in italiano stridono (per inciso, la cosa mi ha sorpreso perchè che sia l'inglese a non sentire le ripetizioni, ok, ma una lingua neolatina...in realtà pare che in parte lo spagnolo sia così e in parte sia stato omesso, o trascurato, l'editing dell'originale, talchè le ripetizioni sono rimaste)

    2) nell'originale ci sono libertà costruttive (Ancora una volta causa di un editing originale mal fatto), al limite dell'anacoluto, che in italiano sono veri e propri errori, talchè ha fatto una fatica non piccola a rimediare

    3) c'è il problema di consecutio di cui appunto stiamo parlando. Ovviamente lui lo ha risolto sempre usando il trapassato oppure separando graficamente i passi in cui la retrospettiva è al tempo "sbagliato" - adottando cioè una scansione dei capoversi e dei paragrafi congruente più alla lingua in cui il libro è tradotto, piuttosto che è a quella in cui è scritto. L'editore ovviamente se ne è fregato - probabilmente anche per ragioni di stampa. Insomma, non sempre la colpa è del traduttore, ma spesso la colpa è dell'editore. E, soprattutto, della mancanza di editing.

    Il fatto è che siccome peras duas imposuit Iuppiter, nessun vede i propri errori e ci vuole anche che l'editore paghi un signore che aiuti l'autore cui sono sfuggiti, malgrado la diligenza professionale, i propri errori. Solo che l'editing costa (del resto è un lavoro e chi lavora va pagato), spesso l'editore non vuole / non può permetterselo e... ma qui andremmo lontano.

    Quello che mi preme evidenziare è la necessità che chi opera nel settore, quindi autori ed editori, ma anche i lettori, s'impegni affinchè la lingua sia corretta ed esprima chiare e distinte idee. Quel che vedo è che la corsa al c'est plus facile rischia di diventare una corsa verso il baratro.   Se io permetto o addirittura incoraggio la trascuratezza e l'imprecisione, rischio solo di alimentare, in un circolo vizioso, ancor più trascureatezza, ancor più imprecisionel, ancor più confusione. Chi legge male e scrive male, pensa male e rischia di agire peggio. Come diceva, mi pare, Magris, se confondi soggetto e complemento oggetto rischi di far diventare carnefici le vittime, e viceversa.   

     

  • Squallide esperienze con individui tanto coraggiosi da nascondersi dietro un Occhio   3 giorni 12 ore fa
    r*

     

     

    Roberta, che dire? Sapessi quello che hanno scritto pubblicamente sul mio conto in netto contrasto con i messaggi privati di elogio e gratificazioni!!!

    ma lasciali perdere, va! si commentano fra loro tre/quattro con una invidia, una cattiveria e una bassezza che cola da tutte le parti.

    facessero almeno critiche letterarie costruttive se ne potrebbe parlare! 

    vai oltre. segui la tua strada fatta di ricerca, di scrittura e letteratura. di bellezza e sincerità. 

    :*

     

  • L'orto   3 giorni 12 ore fa
    ***

    Mi sono premurato di verificare le semine di settembre per evitare di far coltivare al protagonista prodotti fuori stagione. Se lo fai nel virtuale non succede granchè. Se lo fai nel reale, non mangi. 

  • Squallide esperienze con individui tanto coraggiosi da nascondersi dietro un Occhio   3 giorni 12 ore fa

    e confesso che non ho capito un gran che di tutta questa faccenda. Prendo atto che ti hanno offeso, ma purtroppo non so chi sono, che cosa vogliono, e chi è questa Nadia etc... possibile che a me tutto sfugga?...qui tempo fa effetticollaterali ( o forse non lui, non ricordo bene) ebbe la sfrontatezza di dire che io appartengo a questo gruppo ( come si chiamano...devo pure andare a vedere...ecco, Ladri di emozioni), forse solo perché una volta un loro simpatizzante mi ha difeso in una disputa letteraria con Viola Bosio...ma non sono sicuro nemmeno di quello. Queste cose mi passano attraverso e non mi lasciano una minima traccia, ho rimosso quasi tutto e potrei pure sbagliarmi. Piuttosto io sostengo che FB è un postaccio...ho ricominciato a pubblicare ora, dopo quasi un anno, e solo articoli, racconti, recensioni e fotografie sulle mie esperienze di subacqueo. Come se un fotografo facesse una galleria. Se vai sulla pagina di oggi non credi ai tuoi occhi. Stop...ci fosse un Referendum su FB io voterei per cancellarlo( per dire)...ciaociao, comunque solidarietà ma senza averci capito molto.

  • Imprigionati in un manierismo tecnologico irresponsabile   3 giorni 13 ore fa

    questo post non fa una grinza, non cambierei neanche una virgola...ciaociao.

  • Chiedo al silenzio   3 giorni 13 ore fa

    Ciao Hernest,

    scorrendo i commenti ho trovato questo tuo scritto e devo dire che mi ha colpito per l'intimità del contenuto dei suoi versi, che sembrano sgorgare direttamente dalla coscienza del suo autore.

    Bella e triste la frase "Ho un peso di ricordi che arriva da un'altra vita...", che sembra alludere a sentimenti di rimpianto.

    Ma soprattutto ho trovato appropriato e suggestivo il titolo, richiamato anche nella chiusa, dove fai intendere che solo il silenzio forse è in grado di svelare i nostri reali desideri...

    Molto profondo... bravo.

    Paola.

     

  • L'orto   3 giorni 15 ore fa

    ....le pere e l'uva non sono venute neppure a me, come del resto i fagioli ed i peperoni!

    In compenso, pomodori in abbindanza e....sì, ho anche la cucina economica con i cerchi di ferro e "l'occhio magico" che in realtà serve per infilare l'uncino e rimuovere uno o più cerchi a seconda della pentola da cuocere o del pezzo di legna da infilare.

    E' quindi chiaro che questo racconto, per me, vale di più. E non solo per la vita agreste del protagonista, ma anche, e soprattutto, per la contrapposizione metaforica tra il progresso "digitale" e burocratico ("lei dichiara di essere ancora in vita?", ma si può....?) e la vita semplice e spartana, ma indubbiamente più concreta e solida.

    Se poi aggiungiamo la scorrevolezza del testo e le parole pesate come tu sai fare, otteniamo il classico capolavoro.

    Ma, del resto, ci hai abituati così.....

  • About DEFLAGRAZIONE (n.c.)   3 giorni 17 ore fa

    Ma forse così si capisce meglio la deflagrazione:

     

     

    Foto

     

     

     

     

  • Trapassati   3 giorni 18 ore fa
    .

    io sono d'accordo. Anche se, riflettendo sull'esempio che citi, mi sembra di cogliere più una valenza di azione reiterata (l'esortazione del'allenatore), che di antecedenza rispetto alla fase della vita in cui il protagonista era al massimo della forma. In entrambi i casi, comunque (e può essere che l'autore ne volesse esprimere...un combinato disposto), secondo me il trapassato ci vuole. Esprimere e cogliere sottigliezze è una buona risorsa.

  • Come un tasto di pianoforte   3 giorni 23 ore fa

    sempre bello leggere la chiave di lettura di chi commenta. ogni poesia ha quel potere di riflesso, in ognuno di noi.

    grz crema, un saluto

  • LA BIANCA DI RASTATT   4 giorni 2 ore fa

    Grazie Paolo, terrò conto e cercherò di fare meglio. Intanto mi prendo volentieri la tua lettura e l'apprezzamento. :)

  • ELOGIO A ME STESSA   4 giorni 4 ore fa

    A non essere esigenti,

    la perfezione,

    è pur di questo mondo,

    o meglio,

    non è subito tale.Ma

    la tua perfezione,

    è subito funzionale.

    E senza indugi e vesti,

    bella come mai,

    aggressiva e voluttuosa,

    t'addossi a me,

    donandoti tutta,

    e l'anima passa

    dall'uno all'altra.

     

     

     

  • Sapore di sale   4 giorni 6 ore fa

    https://www.youtube.com/watch?v=XhE-0r7sxiU

    ornella la odia, io l'adoro.

  • La morte e desolazione dei siti di scrittura   4 giorni 8 ore fa

    Cerco di rispondere ad alcune delle tue domande.

    1)    “Mi chiedo che ne sara' di tutte quelle migliaia di autori che hanno avuto il loro libro pubblicato..saranno diventati famosi perche' hanno pubblicato un libro delle loro poesie o dei loro racconti etc...??? Spero di si...”

    Dipende, naturalmente, da varie cose. Prima di tutto, bisogna distinguere: la pubblicazione su cartaceo con una casa editrice è cosa molto più complessa rispetto alla pubblicazione on line; alcuni si autopubblicano; tra questi, nel passato ci sono stati autori che hanno esordito così e poi sono diventati famosi e sono stati pubblicati dalle case editrici più importanti.

    Chi ambisce alla pubblicazione presso una casa editrice deve inviare le proprie opere e insistere finché non trova un editor che le ritiene valide. A questo punto sarà lo scrittore ad essere pagato e non viceversa, visto che molti concorsi on line chiedono invece il pagamento di una quota per veder pubblicate le opere (in questo caso, naturalmente, tali opere saranno raccolte in pubblicazioni che verranno lette solo dagli altri polli che si saranno lasciati spennare).

    Una volta riusciti a farsi pubblicare da una casa editrice, non è detto che si diventi famosi: il libro può rivelarsi un flop, e in questo caso l'editore abbandonerà ben presto l’autore.

    Per quanto riguarda l’auto pubblicazione o la pubblicazione on line, invece, non ha nessuna rilevanza dal punto di vista della fama. Chiunque può pubblicare ed essere letto e commentato, e ci sono troppe variabili per capire se il suo eventuale successo è dovuto alla bravura o alla rete di amici e ammiratori/ ammiratrici che circondano l’autore, che possono non avere gli strumenti per giudicare se la sua opera è davvero valida.

    2)    “Tu ce l'hai il tuo libro od i tuoi libri/raccolte? Ormai li hanno quasi tutti gli autori e sarebbe davvero insolito se anche tu non avessi i tuoi libri che raccolgono le tue opere/racconti/scritti etc...”

    L’unica cosa che ho pubblicato in vita mia sono due articoli tratti dalla mia tesi, apparsi su due riviste di italianistica. L’iniziativa non è stata mia ma del mio relatore, che, dopo la discussione della tesi, me l’ha proposto, probabilmente in prospettiva di una carriera accademica che è stata stroncata sul nascere dalla mia gravidanza e dalla nascita del mio primo e unico figlio.

    Io pubblico su questi siti solo per passatempo. Ho sempre scritto, più che altro per scopi terapeutici, e quando, qualche anno fa, mi sono ritrovata a insegnare alle scuole serali, durante il giorno, cercando di ingannare la noia (o meglio di evitare di cadere in depressione) mi sono messa a cercare su internet dei siti dove provare a pubblicare quei pochi racconti che non avevo mai fatto leggere a nessuno, così, per capire se sarebbero piaciuti a qualcuno.

    Su un sito come questo trovo piacevole scambiare pareri con persone che hanno la mia stessa passione per la lettura e la scrittura, ma non ho alcuna ambizione: se l’avessi, seguirei l’iter di cui sopra (inviare alle case editrici ecc.). Non sprecherei un soldo per un'auto pubblicazione o per partecipare a un concorso.

    3)    “I siti prima o poi chiudono, ed immortalare le vostre opere su carta, o meglio ancora, su altri supporti virutali facilmente accessibili, e' come divenire immortale e tutti gli autori nel loro piccolo, cercano l'immortalita' che si ottiene proprio tramite le sacre arti che sopravvivono anche alla nostra morte fisica se ben custodite e preparate..cosa che io putroppo non so' fare perche' non mi aiuta o consiglia nessuno, a parte te che ti sei scomodata a darmi suggerimenti e di cui ti ringrazio...”

    L’immortalità dipende dalla qualità di quello che abbiamo saputo esprimere. Ottenerla grazie alle pubblicazioni sui siti letterari mi sembra un progetto un po’ troppo ambizioso, ma… ai posteri l’ardua sentenza.

    Se ti interessa pubblicare racconti o poesie, prima prova e scriverli e poi chiedi pareri e suggerimenti. Continuare a pubblicare giudizi e polemiche su quello che scrivono gli altri non mi sembra la strada giusta.

    Spero di averti risposto, ciao.

  • L'orto   4 giorni 10 ore fa
    ***

    Si fa a volte un gran discutere sul realismo nella letteratura inteso come assenza di elementi fantastici, assenza percepita come valore.

    A mio parere è un presupposto sbagliato.

    La vera e più profonda differenza tra vita e letteratura, in particolare narrativa, è che la seconda è compiuta, la prima no. Lo sappiamo sin dai tempi di Erodoto il quale affermava che si può narrare la vita di qualcuno ed affermare qualcosa su di lui solo se il qualcuno è morto. 

    Questo è fondamentalmente un racconto sull'incertezza, in particolare sull'incertezza del presente. Che ci siano o non ci siano degli elementi fantastici è pressochè irrilevante. Per la cronaca, qualcosa di impossibile c'è, ma è un dettaglio e non si vede.  

  • Chiedo al silenzio   4 giorni 10 ore fa

    Ciao Ni La, anzitutto grazie. Ho letto con molto interesse la prima parte del tuo commento perché mi interessa molto (come tutti del resto) sapere come i miei scritti vengono percepiti e interpretati. Mi ha colpito il "mi hai lasciato solo toccare la superficie come se scavare oltre non mi fosse concesso". Evidentemente ho messo inconsciamente una sorta di barriera in sintonia con il ritiro dal mondo di cui ho scritto.
    Sono daccordo il silenzio non offre risposte ma dà modo di trovarle e il mio scritto in parte è dovuto a questo. Grazie per l'apprezzamento e il commento. A presto,ciao.

  • Chiedo al silenzio   4 giorni 11 ore fa

    Ho provato sinceramente il tormento del tuo testo, è palpabile, anche senza mai entrare nel profondo del dolore. Come lettrice mi hai lasciato solo a toccare la superficie come se scavare oltre non mi fosse concesso.

    In ogni caso, il silenzio non ha l'abitudine di offrire risposte piuttosto ti da modo di trovarle, pretende parole per essere spiegato, dando modo d'essere riempito, diventando pressante quando guardandosi nella poltiglia dell'anima, non se ne trovano di parole.

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    Ni La

  • La morte e desolazione dei siti di scrittura   4 giorni 12 ore fa

    siete la stessa persona? Comunque non ho difficoltà a rispondere ....

    Non ho nessun libro raccolta, non ho mai partecipato a un concorso in vita mia e continuerò a non farlo. Non ho e-book nè virtuali nè cartacei, anche se non credo ci sia niente di male. Nella vita faccio tutt'altro e qui ci sto per divertimento.

    Ogni tanto posto qualcosa e leggo molto perché mi piacciono anche racconti scritti da persone come me, hanno un profumo diverso. Mi dispiace che tu non abbia capito cosa ho scritto, anche se visto che ti prendi la briga di replicare con un tono a dir poco canzonatorio, qualcosa devi aver colto.

    Come ho premesso, difficilmente entro in queste discussioni e la tua reazione mi conferma che faccio bene.

  • La morte e desolazione dei siti di scrittura   4 giorni 13 ore fa

    Non capisco quello che hai scritto e cosa hai capito di quello che hai letto..comunque grazie lo stesso...

    Tu hai i tuoi libri raccolte per caso? Se si, quanti sono? È solo una mia curiosità senza obbligo di risposta ...la Roberta mi sembra che ne avesse anche lei se non erro e tantissimi autori hanno anche libri virtuali....oggi vanno di moda gli e-book...tu quanti ne hai di virtuali e cartacei???

    Possiedi anche collezioni di gare vinte??? In molti siti della forumfree è diventata una Moda partecipare alle gare e mostrare sfoggiare le vittorie quasi mai lecite...

     

  • L'orto   4 giorni 13 ore fa

    risposte mai esplicite. Mi piace il nulla su cui ci si può appoggiare sentendosi al riparo, l'attesa senza ansie. E' bello arrivare al termine di un racconto e tornare a controllare una frase, una parola, un po' come nella vita, cerchi di non farti sfuggire niente ma ogni tanto ti accorgi che non riesci a materializzare un pensiero, ti sfugge, ci rinunci ma provi quasi un senso di vuoto. Forse hai ragione, un racconto costruito sul nulla, ma le parole utilizzate nel modo giusto abbattono i muri e sanno di libertà.

    Bello: Una lettura che mi sono goduto fino in fondo.

  • La morte e desolazione dei siti di scrittura   4 giorni 13 ore fa

    da tanto questi siti e so che ciclicamente partono queste discussioni. La "bellezza" di questi luoghi è la varietà della flora e della fauna, c'è chi ama pavoneggiarsi, chi gioca a fare il critico, chi quasi teme di postare i suoi scritti, scritti definiti spesso (pomposamente) opere e chi invece dal primo giorno cerca difetti, mancanze, ecc.. Tempo sprecato se ci si pone l'obiettivo di cambiare le cose, se al contrario è un modo per gestire il proprio equilibrio (intendendo la quotidianità), va benissimo, questo però ti colloca più o meno al livello degli stessi che tu denunci, loro pontificano, tu giudichi. Pertanto moderatori, grandi scrittori, critici eccelsi si trovano a condividere uno spazio insieme a lettori, scrittori meno grandi, dilettanti, piccoli poeti, ecc.

    Credo si chiami libertà. Il bello di questi siti (e di quelli che tu citi) è proprio la possibilità di sentirsi liberi, di starci con le proprie prerogative. Un luogo dove puoi approfondire ciò che ti interessa, leggere chi vuoi e ignorare gli altri. Una piccola comunità, nella stragrande maggioranza di dilettanti che amano la letteratura, che condividono (se vogliono) i loro pensieri.

    In una società dove la cultura è quasi un reato, a me questi luoghi sembrano preziosi a prescindere.

  • L'estate dei fuochi   4 giorni 14 ore fa

    mettendo la parte prima degli asterischi in fondo, e in effetti ci starebbe bene pure lì... però, messa all'inizio, secondo me svolge due funzioni: incuriosire il lettore che si domanda quale dramma nasconde la riflessione di Leandro... mi riferisco al tipo di lettore che, vista la lunghezza del racconto, può decidere di lasciare la lettura a metà. Ma lo scopo principale era un altro:  far immaginare al lettore che Leandro racconta quello che accade in quella calda estate dal letto, osservando melanconicamente la sua donna, nuda alla finestra. E in fondo in fondo, rimpiangendo quel momento di follia che aveva accumunato lui, Lucrezia e i due Regalli. Ti ringrazio.

    Ciao Rubrus

    Giancarlo

    P.S. Hai ragione c'era un'Adriana di troppo nel gioco a quattro, ora che me lo hai fatto notare, mi sono premurato di togliera di mezzo, grazie ancora.

  • LA BIANCA DI RASTATT   4 giorni 14 ore fa

    .....e con trama ben pensata.

    E' un finale inaspettato.

    Mi associo a Rubrus per le critiche sul finale, ma, in ogni caso, l'ho trovato interessante e abbastanza piacevole.

     

  • Lo stile dei commenti: Off Topic, mancanza di rispetto e sfregio d’opera d’arte.   4 giorni 15 ore fa

    Grazie, ma non va a me la solidarietà. Non sono la vittima, ma solo una testimone che si è presa la briga di denunciare lo sfregio. Era proprio questo il senso del blog: se la Redazione lascia passare, apre la strada ai vari giustizieri della notte. Sarei duisposta a pagare di più se sapessi che c'è una figura che controlla i commenti e cancella immediatamente quelli che palesemente vanno oltre l'off topic e sconfinano nello sfregio gratuito.

    Grazie comunque

  • Lo stile dei commenti: Off Topic, mancanza di rispetto e sfregio d’opera d’arte.   4 giorni 15 ore fa
    il soggetto in questione è stato segnalato anche da me alla Redazione in passato, ma scorazza ancora liberamente per il sito.
    Ti suggerirei di segnalarlo alla Reda...
    ma il punto non è tanto la questione personale o privata, quanto quella più generale, vale a dire la mancanza di un retroterra valoriale etico in un contenitore senza contesti come il web.
    Ma ne riparleremo in altri post più consoni: qua mi premeva esserti solidale, una persona giusta come te soffre ingiustamente per causa di comportamenti scriteriati e bisogna stare dalla parte del giusto e non della prevaricazione, e sopratutto non dell'indifferenza, che vedo ormai dilagare.
    Senza se e senza ma.

    Abbi gioia